Formazione 23 Maggio 2018 10:29

Mazzariol (EUPATI-Accademia europea dei pazienti): «Anche il cittadino deve fare formazione medica per far parte del percorso di ricerca e cura»

«Una visione ‘paziento-centrica’ che mira al coinvolgimento totale del cittadino formato e informato per collaborare con medici e ricercatori» così Stefano Mazzariol, Paziente Esperto dell’European Patients’ Academy on Therapeutic Innovation

Fornire informazioni utili ma soprattutto accessibili al paziente soprattutto su quella materia così complessa come la farmacologia. Questa la missione dell’European Patients’ Academy on Therapeutic Innovation (EUPATI) il progetto europeo che si fa portavoce di quella nuova visione ‘paziento-centrica’ che mira al coinvolgimento totale del paziente nell’ambito della ricerca e dello sviluppo offrendo corsi di formazione frontali o on line. «È fondamentale che il paziente venga formato perché diventa un interlocutore forte e validamente preparato per poter dare un contributo utile» spiega Stefano Mazzariol, “Paziente Esperto” che grazie al percorso formativo targato EUPATI ha acquisito approfondite conoscenze e competenze nell’ambito della R&D dei farmaci.

LEGGI ANCHE: COME CAMBIA IL RUOLO DEL PAZIENTE? RECCHIA (GSK ITALIA): «DA SOGGETTO PASSIVO AD ATTORE, SARA’ FONDAMENTALE PER LA RICERCA SUL FARMACO»

Quanto è importante che il paziente sia formato e informato e che in qualche modo cambi il suo ruolo nei confronti della ricerca medica e farmacologica?

«Portare un’opinione che sia efficace e contribuire al processo di ricerca nello stabilire quelle che sono le priorità, è fondamentale per il paziente che deve essere consapevole di quelle che sono le misure di outcome. Il paziente può intervenire in molte fasi del processo di ricerca fin dalla discovery, al processo regolatorio e all’approvazione. Quindi tutte le politiche di farmacoeconomia. Chiaramente sono tutte tematiche molto complesse, molto impegnative che necessitano di conoscenze importanti sia normative, sia procedurali che etiche che possono venire soltanto da un percorso formativo importante probabilmente anche trasversale delle patologie in modo da poter essere un valido rappresentante anche nei tavoli regolatori. Quindi è fondamentale il processo di formazione e di conoscenza unito all’esperienza».

Nell’ambito del progetto EUPATI ci può raccontare la nascita e riassumere le principali attività di e-learning e corsi di formazione?

«EUPATI è rappresentato in Italia dall’Accademia dei Pazienti onlus che è un organismo senza scopo di lucro che fa appunto progetti di formazione. Il più ambizioso che in questo momento è in fase di pianificazione e avvio è il corso per pazienti esperti in innovazione terapeutica in italiano che riprende il corso europeo da cui provengo anche io, il corso EUPATI europeo, e lo ha tradotto sostanzialmente in modo da poter dare la possibilità a chiunque non abbia avuto la possibilità di approfondire la lingua inglese di fare un corso importante, di diventare un paziente esperto sulle tematiche di ricerca e sviluppo dei farmaci. Poi a cascata ci sono tutta un’altra serie di attività, diciamo di livello formativo meno intensivo, e sono dei mini corsi di una giornata per associazioni dei pazienti e per pazienti qualsiasi, uomini della strada che non hanno formazioni importanti, ma sono dei mini corsi basi per apprendere questi concetti. Inoltre ci sono corsi tematici che sono stati fatti a partire dallo scorso novembre che vengono messi online e ci saranno tutte un’altra serie di attività come pubblicazioni e materiali informativi. C’è un tool box molto bello che è una specie di enciclopedia consultabile liberamente online, in cui è possibile fare ricerca ed è accessibile a tutti. Questo è un ottimo strumento per fare già una piccola formazione di base per conoscere tutto il processo di ricerca e sviluppo. Comunque basta stare in contatto con l’Accademia dei Pazienti onlus e avere tutte le informazioni sui progetti formativi che man mano verranno avanti».

Vista la sua attività, cosa pensa dei medici che non proseguono l’aggiornamento formativo? L’ultimo dato del triennio formativo obbligatorio segnalava il 54% dei medici in regola. Il professionista forse, dopo aver fatto l’università e la specializzazione, pensa di saperne abbastanza?

«Io credo che comunque ci sia sempre necessità di evolvere e di fare rete. Anche i pazienti, quando sono pazienti formati e con un approfondimento forte sulle tematiche, saranno pazienti che collaboreranno con i medici, non si metteranno in antitesi. Alla fine è a vantaggio di tutti se il farmaco viene approvato, se la cura viene data nella maniera appropriata e se il paziente ha il beneficio che ne deriva per la propria qualità di vita; quindi quello che è fondamentale, anche nelle conoscenze del paziente, è proprio il fare rete e mettere insieme le conoscenze e le opportunità di formazione in modo da crescere tutti insieme puntando verso un unico obiettivo».

LEGGI ANCHE: COMUNICAZIONE MEDICO-PAZIENTE, IL PROFESSOR MICHELE CASSETTA: «È MOMENTO DI CURA, IL ‘MEDICHESE’ NON SERVE» 

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Scadenza triennio ECM: «Nessuna scusa per chi non ha completato aggiornamento per pigrizia o indolenza»
Mazzacane (Goal): «Lettera Cogeaps è un atto di buona volontà. Gli ordini si adopereranno per informare gli iscritti». Foschi (Cic): «Paradossale che una professione complessa come quella medica abbia un unico momento di “abilitazione”». D’Anna (Onb): «Solo aggiornandosi un operatore sanitario può svolgere al meglio la propria professione»
Montagna che passione, ma più attenzione in alta quota. In arrivo nuovo corso Consulcesi
La montagna si conferma tra le mete estive privilegiate ma i medici avvertono: «Attenzione ai disturbi quando si sale di quota»
Formazione ECM, Magi (OMCeO Roma): «Azioni disciplinari per chi non è in regola»
Falcinelli (OMCeO Ravenna): «Compito degli Ordini stimolare gli iscritti e verificare crediti». Lazzari (Cnop): «Aggiornamento continuo essenziale»
Scuole e università per orfani di medici, il supporto di Enpam
Dalle medie agli atenei passando per i collegi Onaosi, una panoramica dei sussidi offerti ai figli dei colleghi deceduti
Formazione ECM: «Fino a 6 mesi di sospensione per chi non è in regola»
Rossi (OMCeO Milano): «Mancato aggiornamento rischioso da un punto di vista medico legale e assicurativo». Boldrini (Pd): «La formazione continua è diventata ancora più importante con il Covid». Filippini (OPI Varese): «Sarà necessario agire con un sistema punitivo anche se non ci piace»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 12 agosto, sono 588.479.576 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.430.693 i decessi. Ad oggi, oltre 12 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Troppi malori improvvisi tra i giovani, uno studio rivela la causa

Alessandro Capucci, professore ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare, spiega come un eccesso di catecolamine circolanti possa determinare un danno cardiaco a volte fatale
Covid-19, che fare se...?

Per quanto tempo si rimane contagiosi?

È la domanda da un milione di dollari, la cui risposta può determinare le scelte sulla futura gestione della pandemia. Tuttavia, non c'è una riposta univoca...