Formazione 2 novembre 2017

Irregolarità al concorso di medicina generale, Lavra: «Verificheremo, ma va assicurato un posto a tutti i neolaureati»

In occasione delle prove di concorso per l’accesso al corso di formazione in medicina generale, diversi candidati hanno denunciato irregolarità e scorrettezze tali da richiedere l’intervento dei Carabinieri. La denuncia della Fimmg e il commento della Presidente FNOMCeO Roberta Chersevani

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Cellulari non ritirati, candidati ammessi alla prova nonostante fossero arrivati in ritardo, possibilità di andare in bagno, boom di ricerche su Wikipedia sugli argomenti del test poche ore prima dell’inizio, aule strette con candidati ammassati che potevano confrontarsi sulle risposte e commissioni che non vigilavano correttamente sullo svolgimento della prova. Sono solo alcune delle segnalazioni delle irregolarità denunciate dai candidati al concorso per l’ammissione al corso di formazione in medicina generale, svoltosi in tutta Italia lo scorso 25 ottobre. La maggior parte delle denunce provengono da Lazio, Campania e Sicilia, dove i posti non venivano assegnati dalle commissioni ma venivano scelti arbitrariamente dai candidati stessi, consentendo la creazione di «gruppi di lavoro che hanno svolto il compito insieme», si legge in una nota della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) che sta raccogliendo le segnalazioni. I neo medici siciliani sono stati inoltre gli unici in tutta Italia a dover pagare una tassa di iscrizione di 50 euro all’Ordine dei Medici per poi assistere al «comportamento dei commissari che impunitamente hanno addirittura suggerito le risposte esatte ad alcuni candidati».

Ma il boom delle irregolarità è stato registrato a Roma, dove 1482 candidati si sono ritrovati all’Hotel Ergife per tentare di conquistare uno dei 70 posti da medico di famiglia messi a bando nel Lazio. La Fimmg ha ricevuto ben 147 segnalazioni di irregolarità, tanto evidenti da portare i candidati a chiamare i Carabinieri.

«Il rapporto candidati/ammessi era circa di 16/1; in un concorso così selettivo, dove anche in un punto di differenza sono racchiusi centinaia di candidati, ci si sarebbe aspettati controlli fiscali e un rigoroso rispetto delle regole», è il commento della Fimmg Lazio. «Al di là della condanna, della perplessità e dello sgomento, la Fimmg Formazione Lazio, nello schierarsi a favore della legalità, della trasparenza e di quanti, con sacrificio e dedizione, assolvono il loro delicato compito istituzionale, chiederà chiarimenti all’Ordine dei Medici circa le modalità di composizione di dette commissioni, insistendo sulla necessità per il futuro di una opportuna selezione dei commissari di esame ed una maggiore lungimiranza nella gestione di un evento così importante», conclude la Fimmg Formazione Lazio, invitando tutti i candidati a denunciare gli episodi avvenuti durante la prova».

Non si è quindi fatta attendere la replica del Presidente dell’OMCeO di Roma Giuseppe Lavra: «Sono pronto a rispondere pubblicamente del comportamento dei miei delegati, nei confronti dei quali confermo la mia piena fiducia e ho già inviato richiesta di una dettagliata relazione scritta sull’andamento della giornata a tutti i Presidenti e ai Commissari d’esame designati dall’Ordine professionale. I delegati sono stati designati e selezionati in modo del tutto autonomo e hanno solo presieduto le prove d’esame senza partecipare all’intero processo organizzativo dell’evento concorsuale», aggiungendo che «purtroppo, le anomalie segnalate si ripetono ogni anno».

La Regione Lazio, dal canto suo, in una nota ha comunicato la disposizione di una verifica sulle procedure adottate per il concorso: «È stato richiesto ai sei presidenti delle Commissioni, nominati dall’Ordine dei Medici di Roma, di relazionare circa il regolare svolgimento di tutte le fasi concorsuali. Questo in seguito ad alcune anomalie segnalate dai funzionari regionali addetti ai controlli».

Anche Roberta Chersevani, Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri si è espressa sulle denunce di irregolarità: «Mi auguro che tutto ciò non vada a togliere l’entusiasmo ai ragazzi che vogliono fare questa difficile professione», ha dichiarato all’AdnKronos Salute. «È un dramma perché delude i giovani e non se lo meritano. Gli fanno credere di vivere in un ambiente in cui tutto è sbagliato, quando forse queste presunte anomalie derivano soltanto dal cattivo comportamento di pochi», conclude.

Auspica «un verifica scrupolosa e rapida dei fatti, volta a garantire un percorso trasparente, equo e pienamente legittimo ai numerosi colleghi che quest’anno hanno svolto la prova concorsuale» anche Noemi Lopes, Segretario Nazionale Fimmg Formazione. «Sarà particolarmente necessario attenzionare la graduatoria per la Medicina Generale, i cui tempi di scorrimento troppo brevi potrebbero favorire, ancora una volta, l’esodo di molti colleghi verso altre esperienze formative nonché la potenziale e gravosa perdita di borse di studio solo per vizi nelle procedure di assegnazione. Auspichiamo un intervento di Ministero e Regioni volto a fronteggiare tale eventuale criticità».

LEGGI ANCHE: FORMAZIONE MEDICINA GENERALE, LOPES (FIMMG GIOVANI): «VIGILEREMO SULLE NOVITA’»

«Sono determinato ad andare avanti e a indagare sulle responsabilità delle eventuali disfunzioni organizzative oggetto di segnalazione, affinché si evitino in futuro – aggiunge il Presidente Lavra -. Inoltre, ritengo sia ancora più importante sollecitare le istituzioni affinché siano finalmente ampliati i posti nei vari corsi formativi in modo esattamente proporzionale al numero dei colleghi che ogni anno terminano il percorso di studi universitari. È giunto il momento di chiedersi se abbia ancora senso – prosegue – convivere in un sistema che mantiene in piedi il penoso, e per certi versi macabro, imbuto che costringe migliaia di medici a contendersi pochi posti nelle scuole di specializzazione e nel corso di formazione triennale per la medicina generale. Se hanno già superato la selezione per accedere al corso di laurea in Medicina e Chirurgia avrebbero tutti pieno diritto ad accedere alla formazione specialistica in assoluta armonia e coerenza con la programmazione che li ha già selezionati», conclude Lavra.

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