Formazione 28 Luglio 2015 17:27

Giovani medici spiazzati dai quesiti del test: «Il Regolamento del MIUR prevedeva tutt’altro» 

Federica Azzolini del Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi racconta a Sanità informazione la sua prima giornata di prove a Campobasso: «Niente caos, ma diverse criticità in tutta Italia»

La prima giornata di prove? Per ora il MIUR non ha mantenuto nessuna promessa». Stremata, dopo una mattinata passata a risolvere i 70 quesiti (comuni a tutte le aree di interesse), Federica Azzolini, portavoce del Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi, non nasconde il suo disappunto. Un sentimento condiviso da molti dei giovani medici che si sono seduti tra i banchi per il secondo concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione. Azzolini racconta la sua prova, svolta a Campobasso, ma riporta anche tante testimonianze giunte al CNAS, e ribalzate anche sulle pagine dei social network, riguardo le criticità riscontrate. «Innanzitutto – spiega – il Ministero della Pubblica Istruzione aveva parlato di un test orientato su domande più attinenti alla professione e quindi con molti casi clinici. E invece tra le domande non ne abbiamo trovato neppure uno. C’erano invece diversi quesiti di statistica, medicina legale e pre-clinica. A me, e a tanti altri colleghi, è apparso chiaro che non c’è stato quel salto di qualità richiesto nella formulazione delle domande, palesemente nozionistiche».

Scorrendo tra le bacheche di Facebook e dei profili Twitter si legge poi di una presenza a macchia di leopardo delle forze dell’ordine, chiamate a presidiare, nonostante gli annunci del MIUR e altre problematiche relative all’assegnazione dei posti: in alcuni sedi casuali, in altre a sorteggio. «Trattandosi di un concorso nazionale – commentano dal CNAS – sarebbe necessario una omogeneità in tal senso».  Sempre restando alle prove non ci sono stati però i disguidi tecnico-informatici dello scorso anno, che avevano generato ricorsi a valanga ed esposto il MIUR a forti critiche. Almeno nella giornata d’apertura, a quanto pare, non ci sono stati episodi particolari.

La selezione, ad ogni modo, deve ancora completarsi: i 13.188 aspiranti specializzandi che stanno partecipando alle prove in tutta Italia (261 sedi , per un totale di 432 aule e oltre 15.652 postazioni elettroniche) saranno impegnati fino a venerdì. In palio ci sono, 6.363 contratti di formazione. Di questi 6.000 sono coperti con fondi statali, 363 da Regioni e altri enti. I contratti a copertura statale sono 1.000 in più rispetto al precedente concorso, ma ancora lontani dal colmare il gap con i candidati effettivi. «Dalle Regioni – conclude Federica Azzolini del CNAS – ci si aspettava uno sforzo maggiore, proporzionato a quello fatto dal MIUR.  Ora siamo concentrati sulle selezioni, ma come fatto nei mesi scorsi, porteremo avanti la nostra battaglia per ottenere uno sforzo sul piano della programmazione che possa dare a chi approccia alla professione un futuro con più garanzie e meno incertezze».

Un obiettivo difficile proprio mentre la sanità si trova al centro di un nuovo piano di riassetto con la scure dei tagli che potrebbe colpire, ancora una volta, duramente. Nonostante questo sono ancora migliaia i giovani che sognano di indossare il camice bianco. Per il concorso delle Specializzazioni resterà deluso uno su due (più di 6mila aspiranti per 13 mila posti: graduatorie dal 6 agoste sul portale www.universitaly.it) a chiusura di un imbuto formativo che si apre dal Numero Chiuso a Medicina. Nonostante i test psico-attitudinali introdotti da quest’anno nelle scuole Superiori, a settembre saranno più di 60mila a cimentarsi nel test d’accesso alla Facoltà di Medicina per guadagnarsi uno dei 9.513 posti disponibili.

Articoli correlati
Covid: terapia domiciliare fondamentale, no a cortisone e antibiotici
Nel corso di formazione professionale ECM di Consulcesi “La gestione del paziente Covid-19 nel contesto domiciliare” tutte le informazioni più aggiornate con la consulenza di Emanuele Nicastri, direttore malattie infettive Istituto Spallanzani di Roma
Cure domiciliari, Nicastri (Spallanzani): «Antivirali, cortisone ed eparina solo in ospedale»
Il corso Fad realizzato dal provider di Consulcesi Club affronta gli aspetti relativi all’assistenza domiciliare dei positivi al Sars-Cov-2, dalla diagnosi alla negativizzazione. Rossi (Uscar Lazio): «Terapie inappropriate possono causare un peggioramento della patologia»
Covid: con pandemia aumentano allergie da ‘interni’
Gli acari i principali nemici. I rimedi degli esperti per rimuoverli
Burnout e preoccupazioni, ma anche tante soddisfazioni. Ecco perché (non) fare il medico secondo Paolo Nucci
In un libro tutto quel che un aspirante medico deve sapere per fare una scelta di vita consapevole
Da Nassirya a Roma in tempo reale: con la video chirurgia a distanza è possibile entrare nelle sale operatorie di tutto il mondo
Durante il webinar di Emergenza Sorrisi, organizzato dal provider ECM Sanità In-Formazione spa, è stato trasmesso in diretta web dall’Iraq, attraverso un caschetto dotato di videocamera ad altissima risoluzione, un intervento di labioschisi ad un bimbo di 2 anni
di Isabella Faggiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 7 maggio, sono 156.080.676 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.256.425 i decessi. Ad oggi, oltre 1,22 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&n...
Voci della Sanità

Terapia domiciliare Covid, Ministero ricorre al Consiglio di Stato. Il Comitato: «Ricorso in appello va contro voto del Senato»

«Chiediamo al Ministro della Salute Speranza delucidazioni in merito alla decisione di ricorrere in Appello, alla luce dell’opposto indirizzo votato dal Senato» scrive in una nota Er...
Salute

Vaccini e rischi, Peyvandi (EMA): «No ad eparina o aspirina prima dell’inoculazione»

Le raccomandazioni di Flora Peyvandi del comitato scientifico dell’Agenzia: «Non bisogna neppure sospendere la pillola anticoncezionale»
di Federica Bosco