Formazione 22 Maggio 2019 15:24

Formazione, Cimo diffida strutture sanitarie: troppi medici costretti a rinunciare a ECM per coprire turni e carenze

«Le aziende – sottolinea il Presidente CIMO Guido Quici – impegnano sempre meno risorse per la formazione, tanto che tra il 2010 e il 2016 la spesa delle aziende sanitarie e ospedaliere è diminuita del 32,55% passando da 147,8 mln a 99,7 mln di euro». Il sindacato chiede che entro 30 giorni siano attivati o ripristinati gli strumenti e i tempi a disposizione dei medici da dedicare ad un effettivo aggiornamento professionale nell’ambito delle ore lavorative istituzionali

Formazione, Cimo diffida strutture sanitarie: troppi medici costretti a rinunciare a ECM per coprire turni e carenze

Il sindacato dei medici CIMO ha lanciato una formale diffida a tutte le aziende sanitarie a tutela dei diritti dei dirigenti medici del SSN. Oggetto della querelle è il tempo per l’aggiornamento professionale che, secondo CIMO, molte aziende sanitarie non garantirebbero ai dirigenti medici costretti invece a turni massacranti per coprire le carenze di personale. Ecco la nota CIMO:

Sanzionare chi non raggiunga il numero di crediti formativi richiesti per legge? E allora, come vengono sanzionate le aziende sanitarie e gli enti del SSN che, per carenze croniche, fanno assorbire nell’attività assistenziale le ore settimanali da destinare a formazione, aggiornamento e didattica di medici e veterinari? Chi supporta il medico per le centinaia di ore di straordinario lavorate e non retribuite, i milioni di giorni di ferie non godute per carenze di organico, che lo costringono a comprimere le ore di formazione e a ricorrere quasi esclusivamente alla formazione a distanza? Davvero le aziende ospedaliere pianificano le attività dei propri medici tenendo conto delle necessità formative del personale in modo che sia un vero processo di accrescimento di competenze a corredo del quotidiano esercizio della professione? È da questi interrogativi che parte l’iniziativa di CIMO con formale diffida a tutte le aziende sanitarie a tutela dei diritti dei dirigenti medici del SSN, richiedendo che entro 30 giorni siano attivati o ripristinati gli strumenti e i tempi a disposizione dei loro medici e veterinari da dedicare ad un effettivo aggiornamento professionale nell’ambito delle ore lavorative istituzionali. Un diritto dei medici e un dovere per l’adeguatezza delle cure.

LEGGI ANCHE: ECM, FINISCE A STRISCIA LA NOTIZIA IL CASO DEI MEDICI NON IN REGOLA. FNOMCeO: «DAL 2020 SANZIONI PER CHI NON SARA’ IN REGOLA»

«Le polemiche di questi giorni sull’aggiornamento dei medici italiani aprono una profonda riflessione su come viene percepita la formazione all’interno delle strutture sanitarie, soprattutto pubbliche – commenta Guido Quici, presidente nazionale CIMO – e il sistema degli ECM rischia di essere vissuto come adempimento burocratico da rincorrere piuttosto che un effettivo e ricercato processo di aggiornamento del medico. In primo luogo, la condizione attuale è che le ore di formazione sono negate perché di fatto dirottate su altre attività a copertura dei turni di reparto o di guardia, costringendo i medici a ricorrere quasi esclusivamente alla formazione a distanza se non, in molti casi, neanche a quella. In sintesi, se un medico non si aggiorna sarà sanzionato, se lo stesso medico intende aggiornarsi gli viene impedito per problemi di turni o di carenza di personale. In secondo luogo – aggiunge Quici – l’attuale sistema ha un ricorso troppo marginale a strumenti formativi quali l’addestramento sul campo, il mantenimento delle competenze specialistiche, il retraining, l’attività di tutoraggio, l’attività didattica: tutte attività che potrebbero essere più adeguatamente riconosciute in ambito formativo ma, soprattutto, svolte in ambito aziendale attraverso una corretta pianificazione interna delle attività nell’ambito del quotidiano esercizio della professione».

«È una situazione insostenibile, anche perché – rileva il presidente CIMO – le aziende impegnano sempre meno risorse per la formazione, tanto che tra il 2010 e il 2016 la spesa delle aziende sanitarie e ospedaliere è diminuita del 32,55% passando da 147,8 mln a 99,7 mln di euro con una spesa pro-capite ridotta da 214,68 a 153,77 euro, in alcune realtà anche inferiore a 10 euro pro capite».

La vera questione è quanto viene omesso o eluso dalle aziende in merito agli obblighi contrattuali su formazione e aggiornamento del proprio personale, che rende ancor più scandalosa la costante modalità da “fake news” che vuole attribuire ad ipotetiche manchevolezze della classe dirigenziale medica qualunque disfunzione che caratterizzi l’erogazione delle prestazioni dovute all’utenza secondo la missione del SSN.

 

Articoli correlati
Sanità, ambiente e territorio: nasce l’Associazione Terra e Vita, trait d’union tra cittadinanza e istituzioni
I fondatori Cappiello e Rostan: «Mettiamo a sistema idee e competenze in un’ottica di salute globale»
Piano di Ripresa e Resilienza, via libera definitivo al Senato. La politica dà i voti alle misure sulla sanità
Il rafforzamento della medicina territoriale convince tutti i partiti, ma non mancano i distinguo. Castellone (M5S): «Grande assente la riforma del 118». Binetti (Udc): «Guai a dimenticare le patologie non Covid». Bocciatura da Fratelli d’Italia
“Giuro di non dimenticare”, ventotto storie di medici dal fronte
Il libro, curato da Cimo Lab, vuole essere una testimonianza che vada al di là di come viene raccontata sui media la pandemia da Covid-19
Questionario assicurativo, come compilarlo in caso di avviso di garanzia dopo denuncia/querela da parte di paziente?
Sono un Cardiochirurgo e mi sto accingendo a compilare un questionario assicurativo per poter richiedere un preventivo. Nel moduli di preventivazione trovo 2 domande alle quali non so rispondere in quanto come Medico ospedaliero (pubblico), nel 2017 ho ricevuto un avviso di garanzia dopo una denuncia/querela da parte di un paziente. La mia azienda non […]
Donne in sanità, sondaggio Fials fotografa condizione femminile nelle Aziende sanitarie
“Quale parità di genere sui luoghi di lavoro in sanità” il sondaggio di Fials
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 17 maggio, sono 163.082.347 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.379.501 i decessi. Ad oggi, oltre 1,46 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Voci della Sanità

Terapia domiciliare Covid, Ministero ricorre al Consiglio di Stato. Il Comitato: «Ricorso in appello va contro voto del Senato»

«Chiediamo al Ministro della Salute Speranza delucidazioni in merito alla decisione di ricorrere in Appello, alla luce dell’opposto indirizzo votato dal Senato» scrive in una nota Er...
Cause

Medico denuncia per diffamazione paziente che lo aveva portato in tribunale per lesioni personali. Risarcito

Donna denuncia penalmente dermatologo ma l’accusa cade. Il medico avvia a sua volta un iter processuale verso la paziente che lo aveva accusato pubblicamente. «Una sentenza che farà...