Ecm 22 luglio 2016

RITARDO ECM, scatta l’accertamento del Ministero: 3500 medici cancellati

Documento esclusivo di Sanità Informazione sui medici competenti: ecco la comunicazione ufficiale del Ministero della Salute a tutti gli OMCeO di Italia. «Va accertato il conseguimento dei crediti ECM per l’inserimento nell’elenco nazionale». Dalla lista dei 10mila, depennati definitivamente 3500 nomi

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Scatta l’accertamento d’ufficio per i medici competenti “sopravvissuti” al depennamento dall’albo professionale per non aver rispettato l’obbligo formativo ECM. Il Ministero della Salute, attraverso una comunicazione scritta che Sanità Informazione è in grado di pubblicare in esclusiva (LINK: IL DOCUMENTO), ha chiesto ai singoli Ordini provinciali di “accertare l’effettivo possesso dei titoli e dei requisiti richiesti dalla normativa vigente, con particolare riferimento al comma 3 dell’art.38 (assolvimento all’obbligo formativo ECM)”. La email, partita dall’Ufficio Prevenzione e igiene ambientale e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero, contiene in allegato la lista, suddivisa per province, di tutti i medici competenti, i cosiddetti medici del lavoro che hanno dichiarato di essere in regola: complessivamente, in tutta Italia, sono poco più di 6500 (ECCO LA LISTA COMPLETA).

I DEPENNATI – Ora gli Ordini dovranno accertare quanti sono effettivamente in regola e potranno proseguire la professione e quanti, invece, andranno ad ingrossare le fila dei depennati, che ad oggi sarebbero già 3500. Prima della “sforbiciata” dell’aprile 2015 erano, infatti, censiti poco più di 10mila medici competenti in Italia. In un primo momento si era parlato di 5mila depennati, ma di questi almeno 1500 sono successivamente riusciti a ritornare in gioco, strappando dunque la possibilità di arrivare alla proroga del 30 giugno 2016. Ora, però, non ci saranno ulteriori appelli e nelle prossime settimane, secondo le notizie raccolte da Sanità Informazione, già entro settembre, si avrà il quadro definitivo. E con l’arrivo dell’autunno l’attenzione del Ministero si inizierà a concentrare anche su tutti gli altri medici italiani alle prese con un analogo obbligo di aggiornamento ECM in scadenza al 31 dicembre 2016.

LA VICENDA – Il caso dei medici competenti e del mancato aggiornamento ECM è scoppiato nell’aprile 2015. Proprio tenendo conto delle maggiori difficoltà formative di questa particolare categoria di camici bianchi, il Ministero della Salute aveva concesso un anno di proroga per mettersi in regola con i crediti relativi al triennio 2011-2013. Al 31 marzo 2015, data ultima per far pervenire la comunicazione al Ministero con i crediti acquisiti, risultava che oltre 5mila medici competenti non erano in regola con il programma di aggiornamento ECM obbligatorio: per loro era scattato così il depennamento dall’albo professionale.

LA PROROGA – La vicenda aveva suscitato numerose polemiche, aprendo un acceso dibattito sull’aggiornamento professionale, su come e quanto effettivamente funzioni o debba essere migliorato per tutti i medici italiani e non solo per i “competenti”, coinvolgendo istituzioni e stakeholder del settore. A seguito di iniziative di vario genere, a difesa della categoria, si era riusciti, intanto, a concedere una nuova opportunità ai medici competenti di mettersi in regola facendo i corsi ECM. Con il Decreto Ministeriale 26 novembre 2015 (Cfr. Gazzetta Ufficiale 10 febbraio 2016, n. 33) il Ministro della Salute – tenendo conto delle difficoltà a vario titolo incontrate dagli iscritti nel completare l’iter formativo prescritto – aveva prorogato al 30 giugno 2016 il termine, per i medici competenti, di conseguire i crediti formativi mancanti alla data del 31 dicembre 2014 nella misura massima del cinquanta per cento. La norma arrecava, inoltre, modifiche al decreto 4 marzo 2009, che aveva istituito l’elenco nazionale dei medici competenti in materia di tutela e sicurezza sui luoghi di lavoro, prevedendo che, “nella fase di prima applicazione e fermo restando le conseguenze derivanti dal mancato conseguimento dei crediti formativi entro i termini prescritti, è consentito ai sanitari di completare il conseguimento dei crediti formativi mancanti alla data del 31 dicembre 2014, nella misura massima del cinquanta per cento, entro la data del 30 giugno 2016, quale requisito necessario per poter svolgere le funzioni di medico competente”.

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