Formazione 22 agosto 2017

Specializzazioni, SIGM: bene miglioramento scuole ma ora accelerare. Il 5 scatta il #GiovaniMediciDay

Segretariato Italiano dei Giovani Medici (SIGM): situazione andava affrontata, ci sono specializzandi di area chirurgica costretti a sola attività ambulatoriale perché iscritti a scuole mancanti di sale operatorie o sale parto

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A fine agosto il bando del concorso per l’accesso alle Scuole di Specializzazione non è ancora pubblico complice l’attesa per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo regolamento “semplificato”, ora alla Corte dei Conti, e il mancato completamento dell’iter di accreditamento delle Scuole di Specializzazione imposto dal Decreto Interministeriale 402/2017 che introduce per la prima volta in Italia una valutazione quantitativa e un monitoraggio continuo delle Scuole di Specializzazione. I documenti giacciono da inizio agosto al Ministero della Salute chiamato alla firma del decreto di accreditamento delle Scuole sulla base del lavoro prodotto dall’Osservatorio Nazionale sulla Formazione Specialistica, organo tecnico che ha lavorato di concerto con AgeNaS e Anvur e con i due ministeri per valutare le circa 1.500 proposte pervenute da tutti gli Atenei.

Sono migliaia i laureati in medicina che attendono ancora il bando, nonostante l’anno accademico inizi a novembre, ma quest’anno la scelta del MIUR è stata quella di venire incontro alle richieste dei giovani medici e aspiranti specializzandi per migliorare il regolamento di concorso e semplificare le modalità organizzative dello stesso. Da qui la scelta, comunicata il 13 maggio u.s. con una nota ministeriale, di procedere alla scrittura del nuovo regolamento che prevede l’introduzione della graduatoria unica nazionale con maggiore libertà di scelta da parte dei candidati (fino a 3 tipologie di scuola senza vincolo di area), una riduzione del peso del CV, l’esecuzione delle prove in unica giornata in poche sedi macro-regionali (per superare la disomogeneità verificatasi nelle oltre 400 sedi di esame dello scorso anno) nonché di concludere in accordo con il Ministero della Salute, Osservatorio Nazionale sulla formazione medica specialistica, CUN, AgeNaS e Anvur il lavoro sul nuovo accreditamento previsto dal DIM 68/2015.

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L’uscita del bando, prevista nel cronoprogramma iniziale per fine agosto, attende ancora due passaggi: il primo, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo regolamento e, in secondo luogo, la firma da parte del Ministero della Salute dei decreti di accreditamento delle Scuole sulla base del lavoro svolto dall’Osservatorio Nazionale sulla formazione medica specialistica in collaborazione con gli stessi ministeri e le agenzie AgeNaS e Anvur.

Tuttavia cresce il malcontento tra i neolaureati in attesa da mesi e il Segretariato Italiano dei Giovani Medici (SIGM) prova a fare chiarezza:

«Le carte per l’accreditamento giacciono sulle scrivanie del Ministero della Salute dai primi di agosto, l’attesa per la firma di un decreto che recepisce un lavoro che ha visto la partecipazione diretta dello stesso Ministero appare eccessiva. Forse al Ministero stanno arrivando delle pressioni affinché tutto rimanga com’è? Non sarebbe accettabile. La valutazione quantitativa delle unità operative sulla base degli indicatori AgeNaS e Anvur e il monitoraggio costante che ne consegue non è una punizione ma un processo di miglioramento continuo della qualità delle Scuole che l’Italia non può più attendere pena il perpetuarsi di quelle situazioni paradossali che spesso ci vengono segnalate dai diretti interessati, quali specializzandi di area chirurgica che non hanno casistica dove operare o costretti a sola attività ambulatoriale perché iscritti a Scuole mancanti di sale operatorie o, nel caso della ginecologia, dell’ostetricia e sala parto. Questo accreditamento è necessario e i giovani medici chiedono che la situazione si sblocchi quanto prima anche perché, una volta pubblicato il regolamento in Gazzetta, per l’uscita del bando saranno necessari proprio i decreti di accreditamento delle Scuole al fine di definire la ripartizione dei 6.105 contratti statali (numero parziale in quanto al contingente nazionale devono essere ancora sommati i contratti regionali come quelli ad esempio stanziati da Regione Sicilia e Campania ottenuti grazie all’utilizzo dei finanziamenti ordinari o all’utilizzo del Fondo Sociale Europeo come proposto dallo stesso SIGM)».

Ma il SIGM è pronto a tenere alta la guardia sul tema accreditamento dedicando particolare attenzione allo stallo in atto al Ministero della Salute e annuncia, per il prossimo 5 settembre, una grande manifestazione nazionaleil#GiovaniMediciDay,  per chiedere al governo «l’impegno a innalzare ancora il finanziamento per la formazione medica post lauream, al fine di garantire maggiori opportunità ai giovani medici in attesa di completare il proprio percorso specialistica con le attività assistenziali previste dai piani delle Scuole di Specializzazione in accordo con una programmazione quali-quantitativa da effettuare con una metodologia rigorosa, capace di tenere in considerazione i dati epidemiologici e socio-demografici e non il mero dato storico». Inoltre i giovani medici chiedono «a gran voce al Ministero della Salute di apporre quanto prima la firma sui decreti di accreditamento delle strutture ritenute idonee a svolgere attività formativa secondo la valutazione effettuata dall’Osservatorio Nazionale e su cui il MIUR sarà chiamato a effettuare la ripetizione dei contratti per il corrente anno accademico».  

Pubblichiamo di seguito anche la lettera aperta giunta da un gruppo di giovani medici:

Alla cortese attenzione della stampa e del pubblico,

Siamo un gruppo di giovani medici, futuri specializzandi, in attesa di affrontare la prova di accesso alla formazione specialistica, prova decisiva per l’accesso alla professione medica nel settore pubblico. Quel settore che, sulla carta, pone il nostro paese all’avanguardia nel mondo. Ebbene, richiamiamo cortesemente le vostra attenzione, e per vostro tramite quella dell’opinione pubblica, sul grave ritardo e sulla totale incertezza che a ormai quattro mesi dalla fine dell’anno pesa su questo appuntamento cruciale e di riflesso sull’intero Sistema Sanitario Nazionale.

I fatti:
1) I contratti di specializzazione stanziati dal ministero della Salute sono 6.105 rispetto alle 6.133 dell’anno scorso anno (cifre anche queste in attesa di verifica per stessa ammissione del ministero) a cui si aggiungono circa 1.000 borse per la formazione specifica in medico di medicina generale. Il tutto a fronte di oltre 15mila candidati. Questo significa che solo 1 su 2/3 dei laureati in Medicina e Chirurgia è in grado di continuare la propria formazione, nonostante il numero chiuso di questa facoltà sia calcolato per garantire un sufficiente ricambio generazionale, di fatto, una considerevole fetta dei medici formati non trova poi una sua collocazione all’interno del sistema sanitario nazionale. Gli aspiranti specializzandi, infatti, non sono persone con una qualifica qualsiasi che affrontano un concorso pubblico per trovare il cosiddetto posto fisso, bensì medici chirurghi a metà del loro percorso formativo, che, così, rischiano di non poter finire, quantomeno non nel nostro paese.

2) Per noi lo Stato ha finora investito molto: abbiamo affrontato almeno sei anni di studi in università per la maggior parte statali e quindi con buon contributo delle casse pubbliche e dei contribuenti. A questo sono seguiti i mesi necessari ad ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione: ora questo investimento, pubblico e nostro, rischia di essere vanificato.

3) Quest’anno il ministero dell’Istruzione (Miur) ha cambiato in corso d’opera – annunciandolo a maggio quando, di norma la prova di concorso si tiene a luglio – le regole del concorso, magari con buona volontà innovatrice, ma queste regole non sono ancora state rese note. Siamo ormai a fine agosto ed il bando non è ancora uscito, poiché devono passare almeno 60 giorni tra la sua emanazione ed il concorso vero e proprio è inevitabile che vi saranno dei mesi in cui verrà a mancare la presenza di un intero anno di corso di medici specializzandi, proprio mentre molte regioni ed i policlinici lamentano forti carenze di organico.

4) Non solo: su tutto questo grava il parere del Consiglio di Stato circa il nuovo regolamento di concorso, che secondo quanto comunicato dal Miur non è al momento, in fase consultiva, del tutto favorevole; il che, con buona probabilità, comporterà ulteriori slittamenti e forse incertezze successive.

5) Le disponibilità comunicate dalle scuole di specializzazione risultano a oggi ancora al vaglio del ministero della Salute.

6) In definitiva, come spesso accade in Italia, ci troviamo a fare i conti con burocrazie, interessi, ritardi e disattenzioni; e questo è un problema grave non solo per il futuro di migliaia di medici che hanno fatto il proprio dovere e si sono preparati con duri sacrifici, ma per il funzionamento a breve termine della sanità stessa, un bene di tutti.

È per questo che scriviamo, non è nostra intenzione avanzare la solita lamentela di parte. La specializzazione è non solo il logico proseguimento della carriera medica ma il pilastro portante del servizio sanitario pubblico, dunque a tutti gli effetti un investimento sui giovani e per il paese e la salute di tutti i suoi cittadini. Per questo tralasciamo paragoni con paesi come la Francia dove le borse di specializzazione sono garantite a tutti, e la graduatoria premia i migliori. Non abbiamo sindacati nazionali che ci rappresentano; tantomeno partiti. Il dibattito pubblico è concentrato molto sulle pensioni e quasi zero sulle future generazioni. Ma ci ostiniamo a credere nella preparazione e nella meritocrazia, e solo per questo desideriamo essere valutati.

Grazie per l’attenzione

Per scaricare la lettera in pdf e leggere le firme degli specializzandi clicca qui

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