Contributi e Opinioni 20 Luglio 2017

Tbc, Codecasa: malattia in calo ma restano centinaia di casi non diagnosticati

Un punto di screening e cura preventiva della Tbc nei grandi centri di accoglienza e smistamento dei migranti in Italia, anche sotto forma di clinica mobile. A lanciare la proposta è Luigi Ruffo Codecasa dell’Istituto Villa Marelli‐ospedale Niguarda di Milano, responsabile del Centro regionale di riferimento per la tubercolosi in Lombardia, nel corso del congresso nazionale AIPO […]

Un punto di screening e cura preventiva della Tbc nei grandi centri di accoglienza e smistamento dei migranti in Italia, anche sotto forma di clinica mobile. A lanciare la proposta è Luigi Ruffo Codecasa dell’Istituto Villa Marelli‐ospedale Niguarda di Milano, responsabile del Centro regionale di riferimento per la tubercolosi in Lombardia, nel corso del congresso nazionale AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri) a Bologna. La tbc in Italia “è sostanzialmente in calo, anche se lentamente‐ spiega Codecasa, parlando alla Dire a margine del congresso‐ ed è una malattia ormai rara”. Sono circa 4.000 i nuovi casi di tubercolosi all’anno, ma “ci sono sacche di sotto notifica importante”. Ovvero, segnala l’esperto, “qualche centinaio di casi non individuati per insufficienza delle diagnosi”. Non tutti coloro che sono infetti, del resto, sviluppano poi la malattia. Non individuarli, però, significa permettere che il batterio si diffonda.

“Uno dei motivi di preoccupazione‐ spiega Codecasa‐ è rappresentato dall’inadeguatezza del Paese ad affrontare in maniera organica alcune problematiche, come quella dei rifugiati”. Il timore deriva dal fatto che “non c’è omogeneità di intervento a livello nazionale”. Tra i migranti che sbarcano sulle coste italiane, sottolinea il medico, “non sono tantissimi” quelli che arrivano presentando già i sintomi della malattia, venendo subito presi in carico. Ma, avverte Codecasa, “servirebbe più attenzione sulla diagnostica“, in particolare quando i migranti vengono “sistemati nei centri di prima accoglienza.

In Emilia‐Romagna il sistema funziona perchè tutti transitano dall’hub, dove viene effettuato lo screening‐ spiega il medico‐ in altre realtà, invece, come a Milano, la congestione degli arrivi è talmente elevata che spesso la prima accoglienza viene bypassata, con l’invio dei profughi in altre strutture”. Questo, dal punto di vista sanitario, crea il problema di dover “organizzare lo screening per tutti”, con un conseguente allungamento dei tempi, visto che dopo il test iniziale di Mantoux, se positivo, la diagnostica successiva viene fatta in laboratorio. “Io riesco a fare al massimo 10 persone al giorno‐ fa l’esempio Codecasa‐ se ne sono arrivate 200, ci impiegherò almeno 20 giorni”.

E così accade non di rado che i richiedenti asilo “ottengano lo status e si spostino in altri Paesi prima di aver effettuato le cure preventive”. La soluzione, secondo Codecasa, è dunque creare “nei grandi centri di accoglienza e smistamento una sorta di ‘Tbc stop point’, anche sotto forma di clinica mobile”, dove riuscire completare la diagnosi e fare la cura preventiva in tempi rapidi e soprattutto nello stesso luogo. Dal punto di vista della prevenzione, invece, si sta ancora studiando un nuovo vaccino per la Tbc, in sostituzione di quello inventato 100 anni fa che non garantisce la copertura totale. “Va dal 30 all’80% e dopo 10 anni decade”, spiega Codecasa, tant’è vero che molti di coloro che si ammalano “sono già stati vaccinati”. Ad oggi però la ricerca scientifica “continua a sbattere contro un muro.

Anche di recente si sono registrati alcuni fallimenti‐ afferma il medico‐ perchè il batterio della Tbc è più complesso degli altri e non si riesce ancora a trovare l’equilibrio tra l’efficacia e la tossicità del vaccino.

Fonte: Agenzia DIRE
Ufficio Stampa AIPO

Articoli correlati
Riabilitazione ospedaliera, a rischio la salute dei pazienti
di Venerino Poletti (Presidente AIPO) & Gian Francesco Mureddu (Presidente AICPR)
di Venerino Poletti (Presidente AIPO) e Gian Francesco Mureddu (Presidente AICPR)
Forum Risk Management in Sanità 2018. AIPO presente con una sessione dedicata al ruolo dello specialista
Anche quest’anno gli Pneumologi, sotto l’egida dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO), saranno presenti al Forum Risk Management in Sanità che si terrà a Firenze dal 27 al 30 novembre prossimi. A loro è affidata una sessione prevista per il 28 Novembre dalle ore 14.30 alle 16.30 interamente dedicata al ruolo dello specialista pneumologo nelle strategie di risposta ai “bisogni insoddisfatti” (unmet […]
Formazione: apre a Milano il CeFAeS su iniziativa di AIPO
Apre i battenti a Milano una struttura innovativa e unica nel suo genere. Verrà infatti inaugurato il 24 ottobre prossimo, a Milano, il Centro di Formazione Avanzata e Simulazione (CeFAeS) destinato a mutare radicalmente lo scenario della formazione basato sulla simulazione in ambito medico. Il Centro infatti darà l’opportunità a chi opera nell’ambito di questa […]
Sanità, a Milano nasce il nuovo Centro di Formazione Avanzata e Simulazione (CeFAeS)
Da tempo la formazione esperienziale ha raggiunto e abbracciato l’ambito sanitario. Non più solo lezioni teoriche di tipo frontale ma vere e proprie simulazioni di ciò che accade nella pratica clinica quotidiana. In quest’ottica, apre i battenti a Milano una struttura innovativa e unica nel suo genere. Verrà infatti inaugurato il 24 ottobre prossimo, a […]
Amsterdam International Aids Conference 2018: “Rompere le barriere, costruire ponti”
La 22° Conferenza internazionale sull’Aids si terrà ad Amsterdam dal 23 al 27 luglio. Anche l’Osservatorio AiDS – Aids Diritti Salute parteciperà ai lavori insieme alle reti internazionali della società civile, agli attivisti e attiviste che animeranno il corteo del 23 luglio per le vie di Amsterdam, le istituzioni e le agenzie internazionali che operano sui temi della conferenza: dall’uso dei […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità internazionale

«La sanità si basa sullo sfruttamento infinito e gratuito di medici e professionisti sanitari»

Riuscite a immaginare un idraulico o un avvocato che lavorano il 30% in più senza chiedere ulteriori compensi? In sanità viene dato per scontato
Lavoro

Ex specializzandi, a Roma l’Appello dà ragione ai camici bianchi. L’avvocato Marco Tortorella: «300mila medici abbandonati dallo Stato, ora giustizia»

L’ultima sentenza della Corte di Appello di Roma ha portato all’assegnazione di rimborsi per 12 milioni di euro per i camici bianchi tutelati dal network legale Consulcesi. «Lo Stato è obbligato...
Salute

Anatomia Patologica, viaggio nel laboratorio dove si scoprono i tumori. Virgili (Campus Bio-Medico): «Sanità digitale e I.A. il futuro»

Sanità Informazione è entrata nel laboratorio del Policlinico Campus Bio-Medico di Roma dove vengono analizzati i tessuti: la tecnologia consente precisione e velocità. Il coordinatore Roberto Virg...