Contributi e Opinioni 22 Marzo 2022 10:45

Il ruolo degli Ordini ai tempi dell’emergenza, dalla pandemia alla guerra

di Laila Perciballi, Referente rapporti con la cittadinanza FNO TSRM PSTRP

di Laila Perciballi, Referente rapporti con la cittadinanza FNO TSRM PSTRP

Gentile direttore,

Il 23 febbraio, si è svolto, presso la prestigiosa sede della Suprema Corte di Cassazione, la tavola rotonda tra i Presidenti ed i VicePresidenti delle 30 professioni della sanità che ha voluto ripercorrere le tappe di questi due terribili anni, accendendo un faro sul ruolo degli ordini professionali ai tempi della pandemia. In questo penoso cammino, cui ora si aggiunge quello della guerra con una gravità e cruenza inaspettata quanto dolorosa, gli enti sussidiari dello Stato hanno – come mai prima – dovuto supportare tutti i professionisti della sanità, ma anche del diritto, nel loro fondamentale ruolo di “cura delle persone”.

In questa giornata, aperta dal discorso di benvenuto del Presidente Antonino Galletti del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma e moderata dalla Consigliera Donatella Cere, ho avuto l’opportunità e l’onore – quale referente per i rapporti con la cittadinanza della FNO TSRM PSTRP, nonché responsabile scientifico dell’iniziativa per il Forum Risk Management – di vedere dialogare due mondi: quello della sanità e quello dell’equità (e del diritto). In questi due anni, infatti, i professionisti della sanità non hanno dovuto solo preoccuparsi di difendersi dal contagio del virus, ma anche dalle azioni giudiziarie dei malati e dei loro familiari. Spesso anche dagli episodi di violenza tanto che è stata necessaria la legge anti-violenza del 14 agosto 2020 e l’istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli operatori sanitari e socio-sanitari –  cui si è dato il via il 18 febbraio scorso con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale  –  per rispondere a questi frequenti attacchi al personale sanitario nelle strutture pubbliche e private ed è stato voluto  il  fondo di solidarietà per risarcire i famigliari delle vittime colpiti ed abbattuti dal virus durante il loro lavoro, confermato dalla legge di bilancio 2022.

L’angoscia dei professionisti della sanità nei confronti della propria sicurezza, anche giuridica, è diventata sempre più pressante date le migliaia di denunce e contestazioni che riempiono le aule delle procure di tutta Italia. Eroi o carnefici? Questa è stata la domanda che è rimbalzata in questi due anni in molti convegni.

All’incontro del 23 Febbraio, il coro è stato unanime: eroi dell’inquietante scenario della pandemia che ha dato luogo a un giro di vite (anzi di morti) impossibile da numerare. Per i professionisti, naturalmente, che rischiano denunce, richieste di risarcimenti, processi che avvelenano la vita per anni, quand’anche si concludessero con un’assoluzione in tribunale. Ma, come si è detto, anche per i cittadini che sono stati vittime, e continuano ad esserlo, delle politiche sbagliate della sanità degli ultimi 20 anni. Finalmente si è cambiato rotta, anche grazie al PNRR, ma a quale prezzo?

Il sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, Andrea Costa è intervenuto personalmente facendo sentire la presenza e la gratitudine delle istituzioni nei confronti di tutte le 30 professioni della sanità e impegnandosi personalmente ad ascoltare i contributi per collaborare al fine di eliminare le criticità e traghettare fuori dalla pandemia l’Italia tutta. Non si può pensare a crescita e sviluppo della società senza salute; pertanto, la spesa per la sanità costituisce un investimento ed in questo senso bisogna continuare a camminare insieme. «Bisogna utilizzare con saggezza le risorse sanitarie (quasi sempre limitate e mal distribuite sul territorio) e garantire l’appropriatezza delle cure, svolgendo la professione con competenza e saggezza (“choosing wisely”, si è detto)» (cit. Sandro Spinsanti).

Ma non basta. È indispensabile il supporto delle regole deontologiche e, in primis, dell’etica; per questo,  le professioni della sanità hanno camminato sulla via della “Costituzione etica” perché i valori appartengono a tutte le professioni della sanità e della società, a livello nazionale ed internazionale – come è stato detto a Porto il 9 marzo in occasione della 14th World Conference on Bioethics, Medical Ethichs and Health Law. Proprio per rispondere alla diversa situazione culturale che mette a confronto professionisti e cittadini rispetto al passato, che è stata realizzata la tavola rotonda del 23 Febbraio tra i rappresentanti degli Ordini mirabilmente introdotta dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli che ha puntualmente delineato le opportunità e le criticità della legge 3 del 21 gennaio 2022, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, sul ruolo enti pubblici sussidiari dello Stato e sul  difficile compito di verifica degli adempimenti degli obblighi vaccinali dei professionisti sanitari, di invito a fornire la documentazione attestante l’adempimento del dovere di vaccinazione, e tutti i successivi passaggi financo alla sospensione  degli stessi senza retribuzione.

«Sotto questo aspetto – affermato Mirabelli – gli Ordini sono enti che svolgono un’attività amministrativa e sono tenuti all’adempimento di quanto la legge ad essi affida e, dunque, non si vedono questioni di legittimità Costituzionale. Ed il mancato adempimento di tali obblighi può portare a sanzioni; difatti, sulla base dell’art. 4, questa mancanza può addirittura condurre allo scioglimento degli stessi ordini. La legge non si muove fuori dal quadro costituzionale. La stringente attività di verifica viene attuata attraverso gli strumenti informatici, ovvero attraverso le piattaforme. Forse è un’attività che avrebbe potuto svolgere la stessa amministrazione; ma – essendo finalizzata alla sospensione dei professionisti sanitari inadempienti rispetto agli obblighi vaccinali – complessivamente la normativa sembra tenere. Ora bisogna capire se la situazione introdotta dalla legge 3/2022 è temporanea, oppure no. Gli Ordini sono chiamati, dunque, anche alle “scelte” ed alle valutazioni richieste dalla norma per garantire lo svolgimento in sicurezza dell’attività a garanzia del professionista sanitario e della persona assistita, e dei suoi famigliari».

Tra i presenti Teresa Calandra, Presidente FNO TSRM e PSTRP, Giovanni Leoni Presidente FNOMCeO, Pais De Mori, Consigliere nazionale FNOPI, Barbara Rosina, VicePresidente CNOAS, Silvia Vaccari, Presidente FNOPO, Daniela Mulas, Presidente FNOVI, Andrea Mandelli, Presidente FOFI, Alberto Spano, Consigliere nazionale ONB, David Lazzari, Presidente CNOP.

«L’esperienza pandemica – ha affermato Teresa CalandraPresidente FNO TSRM e PSTRP – che stiamo per lasciarci alle spalle ha investito di enormi responsabilità i nostri Ordini e la Federazione nazionale, comportando una loro repentina maturazione che li ha resi interlocutori affidabili e autorevoli presso tutte le Istituzioni pubbliche, regionali e nazionali. La sanità non è un costo, la sanità è una priorità che deve essere salvaguardata. La drammaticità di questa emergenza pandemica ha determinato un valore enorme, il superamento della rappresentazione corporativa degli Ordini e delle Federazioni per traguardare un approccio multi professionale e sinergico di tutte le federazioni. Già da diversi mesi stiamo lavorando insieme e ci muoviamo in modo coordinato con tutte le federazioni, e questo vuol dire adoperarsi per il bene pubblico, per la tutela della salute e del sistema sanitario».

Il nostro ringraziamento va a tutti gli Ordini per aver dimostrato uno spirito di servizio che va ben oltre l’abnegazione; ci aspettiamo pertanto che il Governo dia risposte concrete prevedendo per loro un giusto riconoscimento.

«Federazioni ed Ordini – ha dichiarato Giovanni Leoni, Vice Presidente Fnomceo – si sono distinti nella Pandemia per essere dei riferimenti per tutti i loro iscritti in particolare per i liberi professionisti fornendo mascherine e presidi nelle prime fasi quando tutto il necessario sembrava introvabile grazie alla collaborazione con il Ministero della Salute con cui sono stati costanti i rapporti per l’evoluzione normativa in materia. Il dialogo continuo a livello istituzionale è stata la base per affrontare le fasi successive come lo scudo penale e il passaggio agli Ordini della verifica dell’obbligo vaccinale. Il confronto intellettuale fra politica e rappresentanti della professione ci auguriamo continui in futuro in modo sistematico nell’interesse non solo degli iscritti ma di tutti i cittadini assistiti».

«Gli Ordini delle professioni sanitarie – ha confermato Andrea Mandelli, Presidente FOFI – hanno avuto un ruolo fondamentale per consentire al Paese di affrontare l’emergenza sanitaria sul territorio, garantendo ai loro iscritti un’informazione, un supporto e un aggiornamento puntuali e costanti per rispondere ai bisogni di cura e assistenza dei cittadini, anche nelle fasi più drammatiche della pandemia”. “Sin dalle primissime fasi della pandemia, di cui ricordiamo in questi giorni il secondo anniversario, la Federazione e gli Ordini provinciali dei Farmacisti si sono immediatamente attivati, coordinandosi con le istituzioni competenti, per diramare tutte le informazioni necessarie ad assicurare il servizio ai massimi livelli e in piena sicurezza per operatori e cittadini».

«Gli Ordini professionali territoriali (regionali, provinciali, interprovinciali) – ha continuato Silvia Vaccari, Presidente FNOPO – hanno dato un importante contributo di sostegno. Nel corso della pandemia gli Ordini si sono trasformati, con attività che mai si sarebbe pensato di mettere in campo. Questa Legge 3/2022 passa attraverso la salute dei cittadini e la loro tutela, quindi ci stiamo veramente impegnando, anche attraversando momenti di massimo scoraggiamento. Riceviamo anche lettere che ci lasciano spiazzati sui professionisti sanitari non vaccinati proprio dagli avvocati, ma dobbiamo imparare a lavorare insieme perché il fine è appunto quello di stare insieme».

«In realtà gli Ordini sono stati indirizzati dal legislatore – ha affermato l’avvocato Andrea Falsone, che ha sostituito il Presidente David Lazzari del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi – e sono, appunto, enti pubblici alla stregua degli enti periferici dello stato, come erano precedentemente le ASL. È quindi la legge 3/2022 ha reso in maniera plastica, dal punto di vista normativo, quel che poteva sembrare puramente un ruolo di contorno. Gli adempimenti di questa legge riconoscono il ruolo effettivo degli ordini che, dunque, risulta molto aderente al dettato normativo di enti sussidiari dello Stato».

«Il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali – ha dichiarato Barbara Rosina, VicePresidente CNOAS – ha attivato, nel corso dei lunghi mesi dell’emergenza sanitaria, interventi a supporto dei professionisti e soprattutto delle comunità e delle persone. Ha immediatamente avviato una ricerca sulla situazione dei servizi con la propria Fondazione nazionale. La comunicazione è stata costantemente orientata a garantire attenzione anche a chi non rientrava nel mainstream: le persone fragili, con malattia mentale, agli anziani non autosufficienti e soli, ai bambini, alle donne vittime di violenza, ai disabili ed alle loro famiglie. Il CNOAS ha anche garantito, per quanto possibile il supporto e la supervisione ai professionisti che hanno assicurato il sostegno di chi era in condizione di isolamento o esclusione, soprattutto nella prima fase, privi di dispositivi di protezione e di indicazioni operative ed organizzative».

«Alle professioni sanitarie ed al sistema ordinistico – ha proseguito Daniela Mulas, Presidente FNOVI –  va dato il merito di aver sempre dimostrato la loro piena disponibilità e capacità nell’affrontare l’emergenza a sostegno del Paese – sono diventati punto di riferimento fondamentale per i professionisti e per i cittadini…Con la legge 3/2022, il sistema ordinistico, gli ordini professionali ma anche tutte le federazioni sono stati chiamati al rispetto di alcuni adempimenti che alcune volte sono apparsi anche sovra dimensionati se non addirittura immotivati. E oggi, guardando indietro, il sistema ordinistico rivendica quello che è il ruolo ricoperto anche nel promuovere la cultura della responsabilità e della solidarietà rispondendo anche a difficili adempimenti connessi con quello che è il dovere che abbiamo di verifica dei comportamenti degli iscritti e conseguenti adempimenti. Tutto questo a tutela del cittadino e della comunità di cui facciamo parte».

«Le novità introdotte dal DL 172/2021 – ha spiegato Luigi Pais dei Mori, FNOPI – hanno inciso in modo determinate sulla consapevolezza di ruolo degli Ordini delle Professioni Sanitarie. È pur vero che la prima innovazione e relativa applicazione pratica del principio di sussidiarietà, sancito dalla L. 3/2018, si ha precedentemente, con il DL 76/2020, convertito nella L. 120/2020, ma l’applicazione del DL 172/2021, ora L. 3/2022, ha risaltato in maniera straordinaria, per la sua eccezionale solidità rimarcando un principio fondamentale: gli Ordini esistono precipuamente a tutela del Cittadino e della Professione che rappresentano. La pandemia, per molti aspetti, è stata un catalizzatore di diverse reazioni, che stanno contribuendo a creare nuove politiche e stanno rivedendo il grigiore di vecchi e stereotipati schemi, evidenti anche prima, ma che, per varia contingenza, non erano mai stati affrontati in modo determinante. In ambito ordinistico c’è la stessa, medesima necessità, di avviare una riflessione interna, che deve toccare alcuni cardini sistemici:

– il principio di uniformità nazionale degli Ordini sui livelli di adeguamento di esercizio del ruolo;

– la necessità di una riflessione critica sulla sostenibilità tecnica, organizzativa ed economica di una funzione pubblica, come quella richiesta dall’ordinamento;

– il principio di proattività dell’agire politico professionale, mediante un forte coinvolgimento nelle molteplici scelte politiche di salute, con particolare riferimento ai livelli decisori regionali e locali;

– la necessità della costruzione di una marcata “dedizione istituzionale”, che trascina con sé la necessità di una adeguata e profonda formazione specifica;

– il principio di continuità istituzionale, con l’onere e l’onore di costruire una classe dirigente dedita ed adeguata, soprattutto con il coinvolgimento attivo della parte più giovane della Professione;

– la necessità, infine, della costruzione di una vision prospettica lungimirante e coraggiosa, quella vision illuminata che marca la differenza tra le scelte del “qui ed ora” e le scelte da statista, colui che vede e decide esclusivamente sulla base dell’interesse pubblico, oltre il proprio interesse ed anche oltre il proprio orizzonte».

«La complessa fase pandemica che da oltre due anni caratterizza anche il ruolo e le responsabilità degli Ordini professionali – ha detto Alberto Spanò, Consigliere Ordine Nazionale dei Biologi – ha reso necessario un vero e proprio cambio di ruolo, divenendo gli Ordini organi sussidiari con compiti precisi e rilevanti a supporto di tutti i livelli istituzionali. In particolare, ciò che ha significativamente favorito la complessa azione degli ordini di fronte alle nuove responsabilità, è stato il modello di stretta collaborazione ed integrazione tra tutti gli ordini, in particolare sanitari, che hanno operato in piena sinergia rafforzando reciprocamente le azioni intraprese. Su tale modalità bisognerà ulteriormente investire per rendere sempre più unitaria l’attività delle rappresentanze ordinistiche, auspicando anche che le Istituzioni nazionali diano risposte concrete ad alcune criticità che hanno reso gravose alcune fasi».

Le leggi che si sono susseguite ai tempi della pandemia – specie la legge 3/2022 – hanno rafforzato il ruolo degli Ordini e delle loro Federazioni a garanzia della salute e della sicurezza dei professionisti sanitari e della società, come è emerso dal coro degli illustri rappresentati della legalità e della sanità. «Se prima del Covid le aggressioni nascevano, il più delle volte, da una prestazione negata, ora, oltre all’aggravamento di questa forma di violenza dovuto a chi pretende, senza averne diritto, la certificazione di esenzione al vaccino, si è aggiunta la protesta di chi trova ingiuste le restrizioni, o l’obbligo di vaccinazione, o di green pass, e se la prende con i medici» ha affermato Filippo Anelli, Presidente FNOMCeO. È necessario riscoprire la gentilezza e, in coro, dire no alla violenza.

 

 

 

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