Salute 28 Ottobre 2026 12:34

Emostasi e trombosi, nuove terapie cambiano la gestione delle malattie della coagulazione

A Roma, dal 28 al 31 ottobre, il XXIX Congresso nazionale SISET riunisce la comunità scientifica per discutere le nuove evidenze, la medicina personalizzata e le prospettive della ricerca

di Redazione
Emostasi e trombosi, nuove terapie cambiano la gestione delle malattie della coagulazione

Ridurre gli episodi emorragici, semplificare i trattamenti e rendere più sicura la prevenzione delle complicanze trombotiche: sono alcune delle trasformazioni che stanno interessando la cura delle malattie della coagulazione. I progressi farmacologici e le nuove strategie terapeutiche ampliano le possibilità di intervento, con ricadute che riguardano non soltanto l’efficacia delle cure, ma anche la qualità della vita delle persone. È questo uno dei temi al centro del XXIX Congresso nazionale della Società italiana per lo studio dell’emostasi e della trombosi (SISET), in programma a Roma dal 28 al 31 ottobre. L’appuntamento riunisce specialisti e ricercatori per fare il punto sulle più recenti acquisizioni scientifiche e sulle innovazioni che stanno modificando l’approccio alle patologie emorragiche e trombotiche.

Dall’emofilia agli anticoagulanti, le nuove prospettive terapeutiche

Nell’emofilia, l’introduzione di trattamenti innovativi sta contribuendo a ridurre il peso della malattia nella vita quotidiana. Le terapie non sostitutive, i fattori della coagulazione a emivita prolungata e la terapia genica rappresentano alcune delle strategie che stanno ampliando le opzioni disponibili, con l’obiettivo di contenere gli episodi emorragici e ridurre la frequenza delle somministrazioni. Secondo i dati riportati dalla SISET, alcuni dei trattamenti più recenti hanno consentito di ridurre di oltre il 90% gli episodi emorragici. Un risultato che evidenzia il potenziale dell’innovazione, pur nella necessità di valutare le terapie in relazione alle caratteristiche cliniche e ai bisogni delle singole persone. Anche nella gestione della trombosi si sono registrati cambiamenti rilevanti. Gli anticoagulanti orali diretti hanno reso più agevole il trattamento rispetto ad alcune terapie tradizionali e presentano un profilo di sicurezza favorevole, in particolare per quanto riguarda il rischio di emorragia intracranica. La SISET riferisce una riduzione di circa il 50% di questo rischio rispetto alle terapie tradizionali. “Il Congresso rappresenta il momento più importante di confronto per la comunità scientifica italiana che si occupa di emostasi e trombosi. Disponiamo di un numero sempre maggiore di farmaci capaci di cambiare non soltanto l’aspettativa ma anche la qualità di vita dei pazienti. Nell’emofilia, le terapie non sostitutive, i fattori della coagulazione a emivita prolungata e la terapia genica stanno progressivamente riducendo il numero delle infusioni e il peso della malattia sulla vita quotidiana. Nella trombosi, gli anticoagulanti orali diretti hanno reso il trattamento più semplice e prevedibile e hanno migliorato il profilo di sicurezza rispetto alle terapie tradizionali, in particolare rispetto al rischio di emorragia intracranica. L’obiettivo è condividere i progressi della ricerca, favorire l’aggiornamento dei professionisti e rafforzare la collaborazione tra i centri italiani impegnati nella cura dei pazienti”, dichiara il presidente SISET, Giancarlo Castaman (nella foto).

Ricerca clinica e medicina personalizzata al centro del congresso

Il programma scientifico affronterà un ampio spettro di argomenti: dal tromboembolismo venoso alle malattie emorragiche congenite e acquisite, dall’emofilia alla terapia anticoagulante, fino alla gestione del rischio trombotico nelle persone con patologie oncologiche. Saranno inoltre approfondite le applicazioni delle nuove tecnologie alla medicina della coagulazione e le prospettive aperte dall’integrazione tra ricerca biologica e innovazione terapeutica. L’obiettivo è migliorare la capacità di individuare i rischi, orientare le scelte cliniche e adattare i trattamenti alle caratteristiche individuali. La medicina personalizzata assume infatti un ruolo crescente nella gestione delle patologie della coagulazione, dove il bilanciamento tra rischio trombotico e rischio emorragico richiede valutazioni attente e percorsi assistenziali appropriati. “Negli ultimi anni – conclude Castaman – la disciplina ha registrato importanti progressi, con l’arrivo di nuove strategie terapeutiche e una crescente capacità di personalizzare diagnosi e trattamenti. L’obiettivo è migliorare la prevenzione degli eventi trombotici, ridurre il peso delle complicanze emorragiche e garantire ai pazienti percorsi assistenziali sempre più appropriati e sicuri”.

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