Lavoro 19 gennaio 2016

«Multa di 100 euro per ogni fattura non trasmessa». Caos 730 precompilato: FNOMCeO chiede proroga 

Ecco i problemi tecnici incontrati e tutti i chiarimenti sul sistema Tessera Sanitaria. Parla il presidente OMCeO Milano, Roberto Carlo Rossi: «Non possiamo pagare per le inadempienze dello Stato»

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Passiamo la vita tra incombenze burocratiche e amministrative. La verità è che della salute della gente non interessa più a nessuno: importa solo che tutto sia controllato dallo Stato. Curare bene è solo un problema del medico e se non riesce a farlo rischia di essere denunciato dal paziente».


Il presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, Roberto Carlo Rossi, fotografa così le difficoltà della categoria. Oltre a schivare le denunce dei pazienti, preoccuparsi dell’appropriatezza delle cure e resistere ai turni massacranti (solo per fare qualche esempio),  i camici bianchi  devono essere anche precisi burocrati per non incorrere in sanzioni. È il caso, ora, del 730 precompilato: entro il 31 gennaio si dovranno trasmettere al sistema Tessera Sanitaria (TS) i dati relativi alle visite mediche sostenute dai cittadini ai fini della dichiarazione 730 precompilata (decreto Mef del 31 luglio 2015). Nonostante la scadenza sia così ravvicinata, il sistema Sogei, che dovrebbe gestire dal punto di vista tecnologico il progetto, presenta ancora numerose falle.

Per questo la FNOMCeO ha inviato una lettera al ministro all’Economia Pier Carlo Padoan, chiedendo una proroga per «procedere alla risoluzione di evidenti criticità tecniche che i medici e gli odontoiatri e gli eventuali consulenti delegati stanno incontrando nell’invio dei dati», scrive la presidente Roberta Chersevani che chiede anche una «circolare interpretativa da parte dell’Agenzia delle Entrate per chiarire l’ambito di applicazione della normativa con particolare riferimento alle Società e al quadro sanzionatorio. Devono essere stabiliti – entra nel merito il numero uno della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici, dei Chirurghi e degli Odontoiatri – i casi in cui le sanzioni trovino applicazione e le relative modalità e deve essere chiarito cosa si intenda per mancata applicazione delle sanzioni in caso di “lieve tardività” nella trasmissione dei dati».

Guido Marinoni, componente del Comitato Centrale FNOMCeO conferma che: «L’accreditamento procede a rilento. Gli ordini stanno assegnando in queste settimane le credenziali per registrarsi al sistema TS, che vanno ritirate dal diretto interessato o da un delegato o, per chi ne ha i requisiti, ricevute tramite posta elettronica certificata». Obiettivo è facilitare i controlli e favorire il cittadino nel presentare la dichiarazione dei redditi. Le sanzioni sono però pesantissime, pari a 100 euro per ogni fattura non trasmessa. Ma anche da questo punto di vista regna incertezza. «In base alla Legge di stabilità 2015 non vi sarà sanzione in caso di lieve ritardo – conclude Marinoni – ma non è chiaro quale sia il “lieve ritardo”».

In attesa che dal ministero arrivino segnali, i medici sono in tilt come i terminali che dovrebbero aiutarli. Tra i primi a sollevare il problema era stato, in tempi non sospetti, proprio il presidente dell’OMCeO di Milano. «Gli Ordini – afferma Rossi – si sono ritrovati ad affrontare questa emergenza sguarniti. Basta fare un po’ di conti. Noi abbiamo 25mila iscritti, se anche un terzo chiede le credenziali in un mese non ce la faremo mai. Per ora stiamo cercando di tamponare con due impiegati in più e senza limiti agli straordinari, ma francamente è tutto molto complicato».

Ma quali sono le principali criticità? Proprio Rossi porta diversi esempi: «Il portale Sogei non riconosce, per ragioni tecniche non meglio precisate, le Pec (Posta Elettronica Certificata), rilasciate da Aruba, che è tra i principali fornitori in Italia di questo servizio. Quindi l’azione del medico viene bloccata fin sul nascere. Ma anche i commercialisti, nel caso vengano delegati, hanno difficoltà a dialogare con il sistema, ci risulta che alcuni non riescano proprio a collegarsi perché non vengono riconosciuti. Tra le mille criticità poi ci si è messa anche la regione Lombardia che non ha caricato i dati del medici convenzionati dipendenti: questo significa doverli inserire, manualmente, uno ad uno».

Su questo punto tutti gli ordini lombardi hanno comunque alzato le barricate con una protesta compatta. «Pur superando, faticosamente, tutte le difficoltà di accreditamento al sistema e di inserimento dei dati – conclude il presidente Rossi – si arriva agli intoppi dell’invio: oltre ai problemi tecnici, ci sono codici di riferimento che, senza una leggenda chiara, creano delle chiare difficoltà. Insomma, la nostra impressione è che si faccia di tutto per metterci i bastoni tra le ruote, facendoci correre il rischio di essere sanzionati per una inadempienza che non dipende da noi».

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