Lavoro 28 ottobre 2014

Sanità ai raggi X, per i professionisti il referto parla chiaro: troppi obblighi e poche certezze

Il parere del dottor Salvatore Barbagallo, presidente dell’OMCeO di La Spezia

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Tempi duri per i medici italiani, alle prese con tanti obblighi ma poche tutele. Sanità Informazione, nel cercare di far luce su cosa stia realmente succedendo al mondo della sanità, e su quali possono essere le chiavi per risolverne le criticità, ha raccolto il parere del dottor Salvatore Barbagallo, presidente dell’Ordine dei Medici – Chirurghi e Odontoiatri di La Spezia.

“Il momento di difficoltà che stiamo vivendo confluisce in problematiche che sicuramente erano già presenti – sostiene Barbagallo – ma che ora si sono acuite. Ciò comporta una maggiore gravosità della vita lavorativa del personale sanitario, già messo quotidianamente a dura prova (pensiamo ad esempio ai turni di lavoro)”.

Piove sempre sul bagnato, e lo dimostra l’obbligo assicurativo recentemente entrato in vigore anche per i medici: una ennesima tegola, con tutto il caos e le incertezze che ne conseguono. Per il presidente Barbagallo “il ristoro di un danno patito ingiustamente è sacrosanto ma, nel nostro caso, deve essere proporzionato agli emolumenti percepiti: non si può ragionare con stipendi all’italiana e risarcimenti “all’americana”. Stipulare una polizza di Rc professionale – continua Barbagallo – è sicuramente un dovere per il medico, perché i pazienti siano garantiti, ma anche perché il professionista operi in serenità, mettendo al riparo il proprio patrimonio da richieste risarcitorie. Ma – aggiunge il presidente – tutto deve essere correlato agli onorari effettivi del medico: non è pensabile, ad esempio, che un giovane medico, che opera in speciali branche chirurgiche, debba pagare una polizza equivalente all’ammontare del suo stipendio”.

Il presidente dell’Ordine spezzino ha le idee chiare anche sulla tutela dei diritti del medico, per garantire i quali è opportuno, in certi casi, adire le aule di giustizia: come nel caso dei rimborsi che i medici chiedono per i turni massacranti cui sono sottoposti, appellandosi alla direttiva europea sul tema che l’Italia ha violato: “La carenza di personale ha portato le aziende sanitarie ad occupare i medici anche oltre le tempistiche previste dal contratto di lavoro, venendo meno anche ai necessari tempi di recupero. Se le legge prevede un rimborso per questo – conclude Barbagallo – mi sembra doveroso procedere in tal senso”.

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