One Health 30 Ottobre 2026 09:51

West Nile, dengue e chikungunya: i casi in Italia nel bollettino Iss

Dal 1° gennaio al 27 ottobre 2026, in Italia sono stati confermati 787 casi di West Nile, 369 di dengue e 30 di chikungunya

 

di Redazione
West Nile, dengue e chikungunya: i casi in Italia nel bollettino Iss

Sono 787 i casi confermati di infezione da virus West Nile registrati in Italia dal 1° gennaio al 27 ottobre 2026. Nello stesso periodo, il sistema di sorveglianza nazionale coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) ha rilevato 369 casi di dengue e 30 di chikungunya. I dati sono contenuti nel quattordicesimo bollettino settimanale dedicato alle arbovirosi, le infezioni trasmesse da vettori come le zanzare. Tra le tre malattie, è il West Nile virus ad aver provocato il maggior impatto in termini di mortalità, con 61 decessi dall’inizio dell’anno. Il dato è inferiore rispetto ai 72 registrati nello stesso periodo del 2025. Anche la letalità tra i casi autoctoni confermati di forma neuro-invasiva risulta in diminuzione: è pari al 14,4%, contro il 19,6% rilevato nello stesso periodo dell’anno precedente.

West Nile, 422 casi con manifestazioni neuro-invasive

Dei 787 casi confermati di West Nile, 422 hanno riguardato la forma neuro-invasiva, quella che può interessare il sistema nervoso. Cinque di questi casi sono stati importati dall’estero, con esposizione segnalata alle Maldive, in Francia, Belgio, Grecia e Paesi Bassi. Il bollettino riporta inoltre 263 casi di febbre da West Nile, due dei quali associati a viaggi all’estero, in Burkina Faso e Grecia. Sono stati identificati anche 96 casi asintomatici in donatori di sangue, cinque casi caratterizzati da altri sintomi e un ulteriore caso asintomatico. La distinzione tra infezioni autoctone e importate è importante per comprendere le modalità di diffusione del virus e orientare le attività di sorveglianza e prevenzione sul territorio.

Dengue, 73 casi autoctoni e nessun decesso

Per quanto riguarda la dengue, dei 369 casi confermati dall’inizio dell’anno, 73 sono autoctoni, cioè acquisiti in Italia. Gli altri sono associati a viaggi all’estero; nel 51% di questi casi, il luogo di esposizione indicato sono le Maldive. I casi autoctoni sono riconducibili a cinque focolai di trasmissione locale. A questi si aggiungono due casi per i quali non è stato individuato un collegamento epidemiologico con altri episodi né tra loro. Dall’inizio del 2026 non sono stati segnalati decessi legati alla dengue.

Chikungunya, un caso autoctono su 30

Sono 30 i casi confermati di chikungunya. Uno è stato identificato come autoctono, mentre gli altri risultano associati a viaggi all’estero. Le Seychelles rappresentano il luogo di esposizione indicato nel 34% dei casi. Il bollettino dell’Iss segnala inoltre quattro casi di infezione da virus Zika, tutti associati a viaggi internazionali.

Virus Usutu, 19 casi segnalati

Nel periodo preso in esame sono stati registrati anche 19 casi di infezione da virus Usutu. La distribuzione geografica comprende otto casi in Lombardia, quattro nel Lazio, due nelle Marche, due in Veneto e uno rispettivamente in Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Piemonte. Il quadro epidemiologico conferma l’importanza di mantenere attiva la sorveglianza sulle arbovirosi, distinguendo le infezioni contratte in Italia da quelle importate e monitorando l’eventuale comparsa di focolai di trasmissione locale. La prevenzione passa anche attraverso la riduzione delle occasioni di puntura delle zanzare, con l’utilizzo di repellenti adeguati, l’impiego di zanzariere e l’eliminazione dei ristagni d’acqua, dove gli insetti possono deporre le uova.

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