Al XXIV Congresso nazionale, in corso a Roma, il Presidente rilancia il ruolo dei Distretti. Tra le priorità, una mappatura dei 568 Distretti italiani, la formazione dei professionisti e un'assistenza più accessibile e vicina ai bisogni dei cittadini.
Restituire centralità ai Distretti sanitari, superare la frammentazione dei servizi e costruire percorsi assistenziali nei quali i cittadini non siano lasciati soli a orientarsi tra strutture e professionisti. Sono le priorità indicate da Antonino Trimarchi, presidente nazionale di CARD (Confederazione delle Associazioni Regionali di Distretto), nell’intervento di apertura del XXIV Congresso nazionale, in programma a Roma dal 29 al 31 ottobre. L’appuntamento, dedicato al tema “Il Distretto per la comunità che cura. Innovazione, tecnologie, prossimità”, celebra anche i 25 anni dalla fondazione dell’Associazione.
“CARD esiste se serve alle persone”, ha affermato Trimarchi, individuando nella capacità di coordinare le risposte ai bisogni di salute la principale responsabilità dei Distretti. Un ruolo già riconosciuto dal DM 77 del 2022, che ha ridefinito gli standard dell’assistenza territoriale, ma che secondo il presidente deve trovare una traduzione più concreta nell’organizzazione quotidiana dei servizi.
“Il Distretto è la regia che ricompone attorno alla persona ciò che l’organizzazione separa”, ha sottolineato Trimarchi. L’obiettivo è garantire continuità tra ospedale e territorio, assistenza sanitaria e sociale, prevenzione, cura e riabilitazione, evitando che siano i pazienti e le famiglie a dover ricostruire autonomamente il proprio percorso assistenziale.
Per il presidente di CARD, il rafforzamento dell’assistenza territoriale non può essere misurato soltanto attraverso l’attivazione di strutture, servizi e procedure. Occorre verificare se le persone riescono effettivamente ad accedere alle cure, ricevono risposte coordinate e vengono accompagnate anche nelle situazioni di maggiore fragilità. Un’impostazione che Trimarchi ha ricondotto al concetto di “Ecologia della Cura”, inteso come capacità di considerare i bisogni sanitari insieme alle condizioni familiari, sociali e ambientali della persona. Significa anche riconoscere il valore dell’esperienza dei pazienti nei processi assistenziali, passando da una cura costruita esclusivamente per la persona a una cura sviluppata con la persona. “Possiamo garantire tutte le prestazioni previste e lasciare comunque una persona sola”, ha osservato Trimarchi. Per evitare che questo accada servono professionisti capaci di collaborare oltre i confini delle singole competenze e un’organizzazione che favorisca la continuità della presa in carico.
Nel suo intervento il presidente ha richiamato anche il ruolo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, che devono contribuire a semplificare i percorsi assistenziali senza introdurre nuove barriere. L’innovazione, secondo CARD, deve essere valutata per la sua capacità di raggiungere le persone, soprattutto quelle più esposte al rischio di esclusione. “Tra la tecnologia e la persona deve continuare a esserci, quando necessario, un medium decisivo: un altro essere umano”, ha ricordato Trimarchi.
Particolare attenzione è stata dedicata alle cure domiciliari, che non possono ridursi all’erogazione di prestazioni sanitarie nell’abitazione del paziente. L’assistenza deve tenere conto anche delle relazioni familiari, delle condizioni di vita e dei bisogni di ascolto e accompagnamento. Da qui il richiamo all’equità nell’accesso ai servizi. Le disuguaglianze, ha evidenziato il presidente, riguardano anche la capacità dei cittadini di conoscere le opportunità assistenziali e orientarsi tra procedure e strumenti digitali. CARD propone per questo un Servizio sanitario nazionale più proattivo, capace di intercettare i bisogni e raggiungere le persone che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso alle cure.
Tra gli impegni annunciati al Congresso figura la realizzazione di una mappa dei 568 Distretti italiani, con una scheda dedicata a ciascuna realtà territoriale. Il progetto, affidato al contributo delle associazioni regionali CARD, punta a raccogliere informazioni sui modelli organizzativi, le esperienze assistenziali, le criticità e le soluzioni sviluppate localmente. L’obiettivo è costruire una conoscenza più approfondita del funzionamento dei Distretti, valorizzando le pratiche che possono essere condivise e adattate ad altri contesti.
Trimarchi ha chiesto ai presidenti regionali di rafforzare il confronto diretto con direttori di Distretto, professionisti e cittadini, attraverso quella che ha definito una “governance in uscita”: un’associazione più presente nei luoghi dell’assistenza e maggiormente coinvolta nell’ascolto delle difficoltà operative. Un’altra priorità riguarda la formazione, in particolare dei direttori di Distretto, chiamati a guidare i cambiamenti organizzativi dell’assistenza territoriale. “Se ai Distretti arrivassero molte più risorse, saremmo pronti a usarle per cambiare davvero, o ripeteremmo gli stessi stili di lavoro?”, ha chiesto il presidente, richiamando la necessità di preparare i professionisti a utilizzare le risorse per migliorare concretamente i servizi.
Nel celebrare i 25 anni dell’Associazione, Trimarchi ha ricordato il contributo dei suoi predecessori Rosario Mete, Gilberto Gentili e Gennaro Volpe, ribadendo la volontà di rafforzare CARD come luogo di confronto tra i professionisti dell’assistenza territoriale. Congressi, attività formative e incontri regionali dovranno favorire la circolazione delle esperienze, comprese quelle che hanno incontrato difficoltà o non raggiunto i risultati attesi. Il presidente ha infine richiamato la necessità di allargare la partecipazione dell’Associazione e recuperare il dialogo con gli operatori meno coinvolti nelle sue attività. Un orientamento sintetizzato nelle quattro parole con cui ha reinterpretato l’acronimo CARD: “Crederci, Ancora, Riprendere, Dialogo”.
“Il Distretto, come cosa, non cura nessuno. Sono le persone che si prendono Cura delle persone”, ha concluso Trimarchi, riportando l’attenzione sulla responsabilità dei professionisti e sulla relazione con i cittadini.