«Se non supero il test di medicina vado in Australia». Ma c’è il numero chiuso nel resto del mondo?

In Francia lo sbarramento è previsto alla fine del primo anno, ma martedì il presidente Macron potrebbe annunciare modifiche al sistema di ingresso a medicina. Le mete più ambite sono i Paesi dell’Est, dove si possono frequentare le lezioni in italiano. E poi Inghilterra, Stati Uniti, Germania e Spagna: ecco come funziona l’accesso a medicina negli altri Paesi

Quando hai solo una possibilità su sei di entrare a medicina, devi prepararti un piano B. Che sia un altro corso di laurea, un’esperienza lavorativa o un anno sabatico, devi essere pronto all’eventualità di non esser riuscito a superare il test d’accesso. La maggior parte dei ragazzi che ci ha provato quest’anno si è già iscritta ai test per biotecnologie, professioni sanitarie, farmacia o biologia. Altri, hanno deciso di andare all’estero. C’è chi ragiona sul possibile ricorso.

Abbiamo incontrato F. all’uscita del Forum di Assago dove ha svolto il test per la Statale di Milano. Era tra le più ottimiste, ma per paura o scaramanzia non voleva fare pronostici sull’esito della prova. Per lei, è studiare in Italia il piano B. È stata già presa in un’università in Australia. È lei a spiegarci candidamente cosa porti una diciannovenne dall’altra parte del mondo: «L’Australia è un Paese bellissimo e lo reputo un ottimo posto dove poter studiare e costruirmi una carriera. Quindi ho deciso di andare lì».

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Per un ragazzo italiano, entrare a medicina in Australia sembra più semplice di quanto si possa immaginare: «Bisogna presentare il voto di maturità e quello dell’esame di inglese IELTS – ci spiega F. -; si invia la domanda di iscrizione e l’università valuta se si è idonei o meno». Ma per molti l’Australia è troppo lontana, e ripiegano quindi su altre università europee che assicurano un titolo di studio equipollente a quello italiano e che magari hanno anche siglato degli accordi con delle università nostrane.

SPECIALE TEST DI MEDICINA: TUTTO SUL NUMERO CHIUSO

La Francia, ad esempio, è additata da molti contrari al numero chiuso come possibile modello da imitare per superare l’attuale sistema di selezione. L’accesso è consentito a tutti, ma lo sbarramento è previsto alla fine del primo e del secondo semestre del primo anno, quando si deve affrontare un test. Se non lo si supera, non è possibile accedere al secondo anno e si deve ripetere il primo. Tuttavia, martedì 18 settembre il presidente Emmanuel Macron presenterà la riforma del sistema formativo in medicina, che dovrebbe includere anche una rivisitazione (se non l’abolizione) del numero chiuso alla francese.

In Spagna, invece, non esiste un numero massimo di studenti che possono essere ammessi a Medicina. Niente numero chiuso, quindi, ma per immatricolarsi è comunque necessario presentare il diploma e i voti ottenuti nel triennio di superiori e superare un test e un colloquio finale. Sono i Paesi dell’est, però, i più ambiti dai ragazzi italiani. A partire dall’Albania dove, grazie a degli accordi con alcune università italiane, è addirittura possibile seguire corsi in italiano e le prove d’accesso sono molto meno severe rispetto a quelle nostrane.

In Germania c’è il numero chiuso ma non c’è un test di ingresso. I posti vengono infatti ripartiti sulla base di tre quote: il 20% agli studenti con il voto di maturità migliore; un altro 20% in base al tempo di attesa, e quindi ai semestri trascorsi dal diploma di maturità in cui lo studente non si è immatricolato in un’università; il restante 60% viene assegnato sulla base di criteri stabiliti dai singoli atenei (tra cui il voto di maturità, le votazioni in determinate discipline, esperienze professionali o il test facoltativo TMS che, se superato brillantemente, può essere considerato come un punto a favore per il candidato durante il processo di selezione gestito dalle università).

Nemmeno in Inghilterra c’è un test di ingresso a livello nazionale alla stregua di quello nostrano, ma ogni università è a numero chiuso e stabilisce i requisiti d’ingresso. In linea di massima, è necessario aver ottenuto gli A levels in chimica o biologia (quindi è preferibile il diploma di liceo scientifico) o essere già in possesso ad una laurea in materie scientifiche; ottenere un voto tra 6,5 e 7 su 9 all’esame di inglese IELTS e superare il clinical aptitude test (UKCAT) che valuta le capacità di ragionamento logico, matematico e verbale.

Infine, guardando Oltreoceano, anche negli Stati Uniti i criteri di accesso degli studenti internazionali vengono decisi dalle singole università: possono essere richiesti, ad esempio, una maggiore conoscenza della lingua o di una materia, certificati TOEFL e test specifici. Per accedere alla medical school, è necessario aver completato i quattro anni di studio universitario pre-med con il massimo dei voti e aver superato il test MCAT (Medical College Admission Test), che valuta la preparazione scientifica e generale dello studente e le sue capacità di ragionamento e analisi.

 

 

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