Speciale vaccini 1 agosto 2017

I vaccini non causano l’autismo. Dalla Cassazione l’ennesima conferma: «Non c’è alcuna correlazione»

«Non è al momento ipotizzabile una correlazione tra vaccinazione e malattia». La sesta sezione civile della Corte di Cassazione ha dichiarato inaccettabile il ricorso presentato dal genitore di un bambino di Salerno

«Non è al momento ipotizzabile una correlazione tra vaccinazione e malattia». La sesta sezione civile della Corte di Cassazione ha dichiarato inaccettabile il ricorso presentato dal genitore di un bambino di Salerno che sosteneva ci fosse un rapporto causa-effetto tra il vaccino anti-polio che gli era stato somministrato e la forma di autismo di cui si è ammalato successivamente. Per questo, richiedeva un indennizzo al Ministero della Salute ed alla Regione Campania ai sensi della Legge 210 del 1992 sui vaccini.

I giudici hanno escluso il nesso di casualità tra la vaccinazione e l’insorgere della malattia dopo aver ripercorso la storia clinica del paziente e la letteratura scientifica sull’argomento, specificando di «trovarsi di fronte a una patologia: il disturbo generalizzato dello sviluppo, di cui non è tuttora ipotizzabile una correlazione con alcuna causa nota in termini statisticamente accettabili e probanti». Secondo la perizia «vi concorre un possibile ruolo di fattori genetici, mentre non sussistono, ad oggi, studi epidemiologici definitivi che consentano di porre in correlazione la frequenza dell’autismo con quella della vaccinazione antipolio nella popolazione».

L’uomo si era rivolto ai giudici come tutore del minore sostenendo che il figlio avesse contratto una “encefalopatia immunomediata ad insorgenza post vaccini e con sindrome autistica” e ricorreva contro la sentenza con cui la Corte d’Appello di Salerno aveva già negato il risarcimento. La Suprema Corte è arrivata alle stesse conclusioni dei giudici d’Appello per l’assenza di elementi decisivi tali da confutarla.

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha così commentato la sentenza: «Direttamente o indirettamente la tesi principale dei No vax è quella di paventare un presunto collegamento tra le vaccinazioni e l’insorgenza di malattie come l’autismo, giocando sulla paura delle madri e delle famiglie. Questa tesi è stata smentita in questi anni prima di tutto dalla comunità scientifica mondiale e adesso anche dal diritto e dalla giustizia, grazie alla sentenza della Corte di Cassazione». Il Ministro ribadisce l’importanza di «riconoscere, a prescindere dalle appartenenze politiche, che non esiste nessuna correlazione tra i vaccini e le malattie dello sviluppo. Le forze politiche tutte devono rassicurare la popolazione e smentire definitivamente le false notizie, le bufale che hanno alimentato paure ingiustificate e contribuito a far precipitare le coperture vaccinali. Con la forza della ragione e della scienza dobbiamo voltare pagina e lavorare insieme per tutelare la salute dei nostri concittadini».

Ormai da alcuni anni i tassi delle coperture vaccinali sono al di sotto della soglia di sicurezza stabilita dall‘Organizzazione Mondiale della Sanità: con ciò, vengono messi in serio pericolo i soggetti più vulnerabili che, per ragioni mediche, non possono vaccinarsi. Sono proprio queste le motivazioni che hanno spinto il Governo e il Parlamento ad adottare la Legge che rende obbligatorie dieci vaccinazioni.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Taglio pensioni e quota 100, che succede ai medici iscritti all’Enpam? Parla il vicepresidente Malagnino

Ad agosto le prime uscite dei dipendenti pubblici con 62 anni di età e 38 di contributi. Secondo i sindacati, saranno circa mille i medici che ogni anno approfitteranno della riforma pensionistica, c...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...
Mondo

Da Messina alla Nuova Zelanda, la storia del fondatore di Doctors in Fuga: «Così aiuto giovani medici ad andare all’estero»

Stipendi più alti, maggiore attenzione al merito, assenza di contenziosi legali grazie ad una migliore comunicazione tra medici e pazienti. Davide Conti è in Nuova Zelanda da nove anni e non ha alcu...