Liti temerarie, l’avvocato Del Rio: «Codice procedura civile prevede la possibilità di chiedere risarcimento del danno»

Consulcesi & Partners sta dando vita ad una task force per tutelare i medici: «Avvocati e medici legali forniranno al medico citato in giudizio il massimo sostegno»

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Intentare in mala fede un contenzioso contro un medico potrebbe tradursi in una condanna a risarcire il professionista per il danno che ha subito. Lo prevede l’articolo 96 del codice di procedura civile, che disciplina le liti temerarie. Quelle cause, cioè, in cui «non viene fatta un’adeguata valutazione della propria istanza risarcitoria». È l’avvocato Francesco Del Rio, del network legale Consulcesi & Partners, a far luce ai nostri microfoni su quanto previsto dalla normativa: «Nel caso in cui un’istanza risarcitoria risulti completamente temeraria, il medico ha diritto ad ottenere il risarcimento del danno, che potrebbe comprendere anche il danno all’immagine che lui ha sofferto per essere stato ingiustamente accusato di un fatto che, fin dall’inizio, non era fondato».

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Sarà l’avvocato del medico, quindi, a dover procedere: «Con la collaborazione del suo cliente – spiega Del Rio – dovrà valutare qual è il danno all’immagine che il medico ha subito da questa ingiusta citazione, da questa ingiusta richiesta di risarcimento, e poi declinare questi aspetti attraverso una richiesta da proporre al giudice per ottenere una condanna al risarcimento del danno».

Per poter affrontare anche situazioni di questo genere, Consulcesi & Partners sta dando vita ad una vera e propria task force per tutelare i medici: «Un gruppo di valenti avvocati, aiutati da ottimi professionisti nell’ambito della medicina legale e delle diverse specialistiche – prosegue l’avvocato Del Rio – potranno fornire al medico citato in giudizio il massimo del sostegno sotto ogni profilo. Anche perché la Ctu, la Consulenza tecnica d’ufficio, è il perno centrale di qualsiasi richiesta di risarcimento danni da malpractice medica».

Una materia, quella della responsabilità professionale dei camici bianchi, che esattamente due anni fa è stata completamente rivista dalla Legge Gelli-Bianco. Ma a che punto siamo? «Al punto iniziale – risponde Del Rio -, perché la Legge Gelli, almeno in ambito di richieste di risarcimento civilistiche, è applicabile ai fatti avvenuti dopo il 1 aprile 2017, giorno in cui è entrata in vigore. Quindi, trattandosi di contenziosi che spesso riguardano fatti che producono danni a lungo termine, è evidente che non sono ancora arrivate molte richieste al giudizio del merito, e tantomeno in Cassazione. Quindi non abbiamo ancora una ‘linea’ da seguire, ma è certo che la Cassazione inizierà presto ad esprimersi per cercare di spiegare a tutti gli operatori come dovranno essere applicate le norme», conclude.

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