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Prevenzione 4 Giugno 2020

Tumore al seno: ecco i controlli da fare per ogni fascia d’età

Il tumore al seno rappresenta un tema prioritario per l’Unione Europea che nel 2006 ha invitato gli Stati membri ad assicurare ai cittadini la presenza di Centri di Senologia multidisciplinari – Breast Unit – su tutto il territorio nazionale. Il Professore Vittorio Altomare, Responsabile della Breast Unit del Campus Bio-Medico di Roma, nell’intervista per Sanità […]

Il tumore al seno rappresenta un tema prioritario per l’Unione Europea che nel 2006 ha invitato gli Stati membri ad assicurare ai cittadini la presenza di Centri di Senologia multidisciplinari – Breast Unit – su tutto il territorio nazionale.

Il Professore Vittorio Altomare, Responsabile della Breast Unit del Campus Bio-Medico di Roma, nell’intervista per Sanità Informazione fornisce le indicazioni ai controlli periodici individuali in base all’età e sottolinea l’importanza di rivolgersi ai centri che garantiscono una presa in carico multidisciplinare grazie l’intervento di più professionisti dedicati: «I dati forniti dalla letteratura dimostrano che le donne seguite nelle Breast Unit il 17% in più di possibilità di guarigione».

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Quali sono le sue raccomandazioni per la salvaguardia della salute delle pazienti a rischio, come le pazienti oncologiche?

«Per quanto riguarda il tumore al seno, uno dei meriti italiani è stato quello di adeguarsi alle normative europee e di istituire le Breast Unit, unità multidisciplinare in cui gli specialisti di diversa competenza si occupano in maniera dedicata delle donne. Nel 2016 l’Italia ha recepito le indicazioni dell’Unione Europea e ha istituito i centri: la Regione Lazio, bisogna riconoscerlo, è stata tra le prime e attualmente a Roma ci sono 11 centri di riferimento. Raccomando alle donne di rivolgersi a questi centri per la diagnosi e la cura del tumore al seno, perché avranno a disposizione specialisti con un bagaglio di competenza e di esperienza nel settore e una maggiore capacità di offrire servizi e prestazioni in termini di cura sicuramente migliori. I dati forniti dalla letteratura dimostrano che le donne seguite nelle Breast Unit hanno una possibilità di guarigione del 17% in più rispetto a chi continua ad essere seguita nelle realtà periferiche o non dedicate. Un dato importantissimo: anche nella fase di diagnosi, è giusto che le donne si rivolgano ai centri dedicati. Ci sono gli screening regionali di alta qualità e i centri di riferimento ospedalieri riconosciuti della Regione Lazio: sono questi i posti dove riprendere a fare i propri controlli di routine dopo l’emergenza coronavirus».

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Professore, ricordiamo alle donne quali sono i controlli da fare a seconda delle fasce di età?

«L’età è un fattore determinante: per quanto riguarda gli screening, la fascia di maggiore incidenza di tumore al seno è quella dai 49 ai 75 anni. Per questa fascia d’età è prevista la mammografia annuale o biennale a seconda delle situazioni e della densità del seno; tuttavia, sia la fascia più giovane che la fascia più anziana, hanno necessità comunque di fare il loro controllo periodico. Cosa cambia? L’esame va modulato a seconda dell’età e della situazione del seno: per questo motivo, è bene che sia lo specialista senologo dedicato a dare indicazioni su quando e quali esami fare. La donna giovane intorno ai 30-35 anni – che di solito ha un seno denso – è bene che associ quasi sempre un’ecografia a una mammografia; la donna anziana, con un seno adiposo, è sufficiente che faccia la mammografia e l’ecografia può farla in base alla necessità. L’importante è non siano le donne a decidere quando e quali esami fare ma si facciano guidare dai centri e dagli specialisti dedicati: quindi, o dal radiologo senologo o dal chirurgo senologo. Inoltre, le donne con il fattore di rischio aumentato – chi ha familiarità e fattori di rischio – è bene che questi esami li faccia sotto l’indicazione e la guida dello specialista».

 

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