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Gravidanza e Maternità 10 Maggio 2018

L’importanza dello iodio in gravidanza

Un’alimentazione corretta, basata su una dieta sana, equilibrata e varia deve essere seguita tutto l’anno. Il Ministero della Salute specifica che durante la gravidanza è però essenziale coprire i bisogni nutritivi della madre, ma anche quelli del nascituro. Questo non significa che la donna debba “mangiare per due” come erroneamente si pensa, perché  il fabbisogno aggiuntivo è, […]

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Un’alimentazione corretta, basata su una dieta sana, equilibrata e varia deve essere seguita tutto l’anno. Il Ministero della Salute specifica che durante la gravidanza è però essenziale coprire i bisogni nutritivi della madre, ma anche quelli del nascituro. Questo non significa che la donna debba “mangiare per due” come erroneamente si pensa, perché  il fabbisogno aggiuntivo è, infatti, di 350 kcal al giorno per il secondo trimestre e 460 kcal al giorno per il terzo trimestre.

Consumando frutta, verdura e legumi, tutti i fabbisogni di vitamine sono garantiti e la dieta non necessita di particolari implementazioni, con l’eccezione dell’acido folico. Come per le vitamine, anche per i minerali va posta particolare attenzione al fabbisogno di calcio, ferro e iodio. Una dieta equilibrata con due porzioni di pesce a settimana, latte tutti i giorni e un po’ di formaggio garantisce il 50% del fabbisogno giornaliero di iodio (90 μg nei bambini fino a 6 anni, 120 μg in età scolare (7-12 anni) 150 μg negli adulti).  Durante la gravidanza e l’allattamento il fabbisogno aumenta a 250-300 μg al giorno, per un corretta funzione tiroidea materna e fetale, indispensabili per lo sviluppo del sistema nervoso centrale del feto e l’assunzione quotidiana di iodio con l’alimentazione va integrata.

La strategia raccomandata da Organizzazione Mondiale della Sanità, Iodine Global Network e Unicef è quella di utilizzare come veicolo il sale alimentare arricchendolo con opportune quantità di iodio. Il sale arricchito di iodio ha lo stesso aspetto del sale per uso alimentare e non presenta odori o sapori particolari, né altera quello dei cibi a cui viene aggiunto. Ogni grammo di sale arricchito di iodio fornisce 30 microgrammi di iodio in aggiunta a quello già fornito con la dieta. Può essere assunto da tutti, anche soggetti affetti da patologie tiroidee. Questo perché in condizioni fisiologiche la tiroide è in grado di tollerare fino a 1mg (1000 µg) di iodio al giorno senza che si verifichino effetti avversi perché l’eccesso di iodio viene eliminato con le urine.

La profilassi iodica attraverso l’uso del sale iodato non è in contrapposizione con le raccomandazioni dell’OMS di ridurre il consumo di sale (non più di 5 g al giorno negli adulti, 2-3 g nei bambini sopra il primo anno di vita) per la prevenzione dell’ipertensione, delle malattie cardiovascolari e di altre patologie dovute all’eccessivo consumo di sale. Infatti, la quantità di iodio aggiunto al sale per uso alimentare (30 µg/g) consente un apporto iodico adeguato anche in presenza di un consumo di sale contenuto nei limiti suggeriti da cardiologi e nutrizionisti.

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