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Gravidanza e Maternità 2 Agosto 2022

Gravidanza: folati e arginina prevengono i difetti del tubo neurale

Facchinetti (ginecologo): «Le linee guida italiane ed internazionali indicano di assumere i folati un mese prima del concepimento. Iniziare la somministrazione al momento in cui si apprende di essere in dolce attesa, che in caso di gravidanza naturale, coincide con la quarta o quinta settimana di gestazione, purtroppo, è già molto tardi»

È un’alleata del benessere e, soprattutto, del sistema immunitario e dell’apparato cardiocircolatorio. È la L-arginina, un aminoacido che, in condizioni normali, è sintetizzato dall’organismo, mentre in condizioni fisiopatologiche, può risultare carente, tanto da dover essere integrato. La gravidanza pur essendo considerata, in assenza di complicanze, fisiologica, è un periodo della vita in cui gli integratori possono offrire un enorme supporto sia alla salute della donna, che al suo bambino. L’arginina, assieme ai folati, è uno di questi. Fabio Facchinetti, ginecologo e direttore dell’UOC di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico di Modena, in un’intervista a Sanità Informazione, spiega il perché.

L’acido folico, folinico e i folati

«L’acido folico (chiamato anche folina), l’acido folinico e i folati sono tutti i nomi utilizzati per indicare la vitamina B9, vitamina che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare in maniera autonoma e che, pertanto, assumiamo tramite l’alimentazione e, se necessario, attraverso specifici integratori – spiega Facchinetti -. L’acido folinico o folato, a differenza dell’acido folico che, una volta introdotto nell’organismo deve essere “attivato” da alcuni enzimi per poter svolgere le sue funzioni, è la forma già attiva della vitamina B9 ed è presente naturalmente negli alimenti e in alcuni specifici farmaci».

Un aiuto per prevenire malformazioni fetali

Assumere folati aiuta a prevenire diverse malformazioni fetali. «È ormai noto come queste sostanze siano in grado di prevenire i difetti del tubo neurale, spina bifida o anencefalia – sottolinea lo specialista -. Ma è altrettanto noto che per ottenere gli effetti desiderati devono essere assunti già in epoca pre-concezionale. Iniziare la somministrazione al momento in cui si apprende di essere in dolce attesa, che in caso di gravidanza naturale, coincide con la quarta o quinta settimana di gestazione, purtroppo, è già molto tardi. Le linee guida italiane ed internazionali indicano di assumere i folati dal mese precedente al concepimento, una pratica che risulta molto difficile da attuare se si considera che le gravidanze programmate sono molto poche rispetto al totale».

L’arginina

«Per invertire la tendenza – aggiunge il ginecologo – sarebbe necessario incentivare la diffusione del counseling pre-concezionale: tutte le coppie in cerca di un figlio dovrebbero recarsi dal ginecologo prima di tentare il concepimento, così da discutere nei tempi giusti delle varie terapie utili a supportare la gravidanza, come appunto quella a base di folati». Anche l’arginina ha un ruolo cruciale ed anche per la sua assunzione bisogna giocare d’anticipo. «L’arginina è un additivo in grado di aumentare l’efficacia dei folati. Al contempo, i folati sostengono l’arginina nel migliorare la vascolarizzazione all’interno delle ovaie. L’assunzione combinata ha, dunque, una notevole efficacia sull’impianto e contribuisce ad abbassare le probabilità che possa verificarsi un aborto spontaneo», spiega Facchinetti.

Quando interrompere il trattamento

Anche quando il concepimento sarà andato a buon fine e la gravidanza avrà avuto inizio si potrà ulteriormente beneficiare dall’assunzione di queste sostanze. «A gestazione cominciata è consigliabile prolungare l’assunzione di folati e arginina fino al termine del primo trimestre. Tuttavia, lo specialista potrà valutare di estenderne la prescrizione, laddove ce ne fosse la necessità, anche per tutti i nove mesi della gravidanza. Per le donne che non sono in dolce attesa – conclude il ginecologo – folati e arginina non hanno alcuna utilità».

 

 

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