Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Cuore 11 Ottobre 2022

L’alimentazione amica del cuore: no zucchero, sì frutta, verdura e legumi. Largo alle spezie

Il professor Leonardo Calò: «Ridurre sensibilmente l’apporto di zucchero. Crea una dipendenza simil-cocaina ed un’infiammazione clamorosa da un punto di vista metabolico, è il rifornitore principale delle cellule tumorali e distrugge e infiamma il cuore»

Nuove tecnologie, salute, sport, telemedicina e nutrizione. Al congresso PLACE, organizzato dal prof. Leonardo Calò e dal prof. Fiorenzo Gaita che si è svolto di recente a Roma, il cuore è stato osservato a 360 gradi da oltre 4 mila medici di fama internazionale.

Il primo nemico del cuore? Lo zucchero senza dubbio

Riguardo all’alimentazione nemica del cuore, il professor Leonardo Calò, Direttore UOC Cardiologia Policlinico Casilino e responsabile scientifico del corso FAD “Scompenso cardiaco: diagnosi e trattamento” del provider ECM Sanitàin-formazione, va dritto al punto: l’accusato numero uno è lo zucchero. «Quanti chili di zucchero introduciamo nel nostro corpo in un anno? – si chiede ai nostri microfoni -. Forse 140-150. All’inizio del secolo, nel 1905-1910 si inseriva nella nostra alimentazione un chilo di zucchero l’anno. Nel 1800 non esisteva lo zucchero, ma solo il miele. Abbiamo iniziato a importare lo zucchero di canna ed è entrato in tutti gli alimenti. È bene sottolineare che crea una dipendenza simil-cocaina. Lo zucchero devasta l’organismo, crea un’infiammazione clamorosa da un punto di vista metabolico, è il rifornitore principale delle cellule tumorali e distrugge e infiamma il cuore» chiarisce lo specialista senza mezzi termini.

Sì alla pasta integrale, no al riso bianco

Dunque, «la prima cosa che va ridotta sensibilmente è lo zucchero. Bisogna utilizzare delle cose alternative come il miele o, al limite, basse quantità di zucchero». Ma per zucchero si intendono anche i carboidrati semplici. «La vera dieta mediterranea – ci tiene a precisare l’esperto – non contempla la pasta raffinata e le farine importate dal resto del mondo. La pasta integrale italiana “vera” che consumavamo negli anni ‘60 non era assorbita con un picco glicemico dopo un’ora che l’avevi assunta». Ad onor del vero «anche popolazioni che dovrebbero essere longeve, perché hanno a disposizione alimenti vegetali e spezie come i paesi indiani e arabi, si ammalano perché assumono grandi quantità di riso bianco che dà picchi glicemici clamorosi».

Il potere del mondo vegetale per il cuore

L’alimentazione amica del cuore, invece, appartiene al mondo vegetale. «Non quello importato, conservato per tanto tempo nei frigoriferi, non quello dentro ai supermercati. Il mondo vegetale a km 0, il cibo che acquisti e sai da dove viene e non è pieno di sostanze tossiche per conservarlo o per fare in modo che non si ammalino le piante. Per mondo vegetale, intendo che nella nostra dieta siano consumati cinque frutti al giorno. Non le ciliegie importate dal Cile ad ottobre, meglio le pesche di qui intorno o quello che è il prodotto di stagione – evidenzia Calò -.  Non è strano prendersi i pomodori a febbraio o a marzo?».

Legumi e frutta e verdura stagionale proteggono l’organismo

Il senso del discorso è chiaro: bisogna mangiare bene e prediligere alimenti stagionali. «Esistono lavori – prosegue il cardiologo – che dimostrano che più frutta mangi e più sei protetto. Non sono vitamine, dietro a un frutto ci sono polifenoli, bioflavonoidi che legano le vitamine. E non sono quelle che prendiamo come integratori. La mattina bisognerebbe mangiare frutta, fino a un plateau massimo diL5 frutti al giorno, il vero target da raggiugere. L’altro obiettivo è rappresentato da molta verdura, insalate e legumi. Tutto ciò che viene dal mondo vegetale va bene.

Spezie more e mirtilli potenti antiossidanti. Il soffritto allunga la vita

Poi, le spezie. «Sono importanti ma non devono essere solo esotiche. Si possono utilizzare curcuma e zenzero, è vero, ma le bacche di goji sono le more che puoi prendere in campagna e non costano così tanto. Tutto ciò che è frutta presa dai rovi come bacche, more e mirtilli sono potentissimi antiossidanti. E poi il basilico, il prezzemolo, i capperi. Anche il soffritto con olio evo, carota, cipolla, aglio, peperoncino è una medicina. Fa bene e allunga la vita. Adesso non si fa più il soffritto come negli anni ’60, si perde troppo tempo. Oggi si usano i pelati costituiti dal 20% di zucchero. Un buon olio extra vergine, con carota e cipolla, diventano pura magia per il nostro organismo, un pullulare di sostanze».

Frutta secca, ma italiana

«La frutta secca fa molto bene – aggiunge – ma bisogna comprarla di qualità alta perché ha lo stesso tipo di problemi che ho accennato prima. In Italia ci sono grandi quantità di noci e mandorle. Secondo me, bisogna pensare a frutta secca tipica dei nostri posti, non esotica. Anche le castagne fanno bene, con parsimonia. Il mio dolce preferito, la sera quando abbiamo voglia di dolcetti, è costituito da miele, cioccolato fondente unito a frutta secca. È ottimo. Ci sono regioni italiane che utilizzano questi ingredienti per fare dolci buonissimi. Questo è il modo di mangiare corretto semplice e che allunga la vita» conclude.

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

L’Europa prova a trasformare la voce dei pazienti in governance

È questa la traiettoria lungo cui si muove oggi l’advocacy sanitaria europea, con un orizzonte al 2030 che chiama in causa istituzioni, associazioni, industria, sistemi sanitari e cittadi...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Dispositivi medici, il Ministero apre le porte alle associazioni

Le candidature dovranno arrivare entro il 18 maggio 2026. Una nuova tappa, dalla partecipazione dei cittadini prevista dalla legge istitutiva del Ssn fino ai più recenti strumenti di ascolto at...
di Corrado De Rossi Re
Nutri e Previeni

Pane di grano “gluten free”, dal Cnr una nuova frontiera per i celiaci

Un prototipo di pane di frumento con glutine sotto i 20 ppm apre nuove prospettive per l’alimentazione senza glutine. La tecnologia enzimatica sviluppata dal Cnr consente di mantenere gusto e pr...
di I.F.
One Health

Virus marino e infezioni oculari, primo caso di possibile salto di specie nell’uomo

Uno studio pubblicato su Nature Microbiology identifica per la prima volta un virus acquatico come possibile causa di una malattia oculare emergente nell’uomo. Analizzati 70 pazienti
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Quando il digitale diventa una porta chiusa. Anziani davanti al rischio esclusione

La digitalizzazione promette efficienza ma, senza canali alternativi e supporto, rischia di escludere molti anziani, trasformando l’innovazione in una nuova barriera sociale
di Corrado De Rossi Re