Sanità 30 Gennaio 2017 13:35

Ciclone Trump: perché la sanità è così importante per il Presidente Usa? Lo spiega il medico italiano a Pittsburgh

Il primo atto ufficiale di Trump è stato sull'Obamacare. Claudio Loffreda-Mancinelli, medico anestesista italiano a Pittsburgh spiega: «Medici americani contrari alle volontà del nuovo Presidente. Un Sistema Sanitario che garantirà accesso a tutti? Fino ad ora ci sono state solo proposte vaghe»

Smantellare l’Obamacare. Questo uno dei primi passi fatti da Donald Trump dopo aver varcato ufficialmente la soglia della Casa Bianca. Il Presidente ha firmato l’ordine esecutivo volto a smembrare il Sistema Sanitario voluto da Obama e fondato sui programmi assistenziali pubblici Medicare e Medicaid. La firma del Presidente, messa nero su bianco nello studio ovale, per adesso ha un valore puramente rappresentativo visto che sarà il Congresso ad avere l’ultima parola, ma intanto il nuovo inquilino della Casa Bianca ha già manifestato chiaramente il percorso che ha intenzione d’intraprendere.

«Trump definisce l’Obamacare come un sistema orribile, dispendioso, inefficiente» spiega Claudio Loffreda-Mancinelli, medico anestesista italiano, presidente della Membership Committee dell’American College of Medical Quality, da oltre trent’anni impiegato a Pittsburgh. «Il nuovo presidente promette un sistema sanitario più universale, assicurazione sanitaria per tutti e inoltre vuole che le case farmaceutiche negozino direttamente con il Governo i prezzi applicati dai servizi pubblici Medicare e Medicaid. Va bene, ma come?»

«Il Presidente parla di un nuovo sistema qualitativamente migliore e dai costi misurati – prosegue -. Un sistema che garantirà accesso al Sistema Sanitario per tutti i cittadini americani. Ma qual è in effetti la nuova proposta di legge?  Fino ad ora ci sono state solo proposte vaghe, manca ancora un consenso su chi e come il partito voglia scegliere per rimodellare il programma. Non sarà semplice mettere sul tavolo proposte legislative capaci di mantener fede alle proposte elettorali».

È dato certo che la maggior parte dei medici americani si oppone all’abrogazione dell’Obamacare. Questo elemento emerge da uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine e compiuto contattando 426 medici scelti a campione tra più di 1,4 milioni di medici e studenti di medicina americani. L’indagine indica inoltre che il 74% dei medici intervistati è favorevole a modifiche alla legge, come la creazione di un’assicurazione pubblica sul modello del Medicare, che copre i pensionati, così da creare concorrenza con piani di copertura privati. La maggioranza degli operatori sanitari sono anche ostili alla possibilità per le compagnie di assicurazione di rifiutare la copertura a persone con malattie croniche.

«I medici sono estremamente scettici come il resto dei cittadini – spiega il medico di Pittsburgh – infatti attualmente restano molti gli interrogativi. I costi di gestione, i costi assicurativi, sono stati da sempre il tallone d’Achille per il Sistema Sanitario Americano.  La carenza di azioni mirate a migliorarne la funzionalità, e quindi la riduzione degli sprechi, hanno determinato un lento collasso del sistema e ora siamo in attesa di nuove indicazioni. È chiaro che una eventuale copertura assicurativa totale e nazionale, potrebbe portare pericolosamente ad una diminuzione dei servizi, non accettabile per le esigenze del Paese».

Bisognerà mettere in conto ulteriori costi per il Governo, con fondi che dovranno essere reperiti. Ma con che sistema? Si chiede il medico italiano negli Usa. «C’è il serio rischio che aumentino le tasse. L’obiettivo è aumentare la competizione tra le varie agenzie assicurative, introducendo il concetto di assicurazioni pubbliche? O diminuire i compensi medici basandoli non più sul volume dei pazienti ma sui risultati clinici? Alcune di queste idee, sono già state prese in considerazione in passato, con scarso successo».

«È ancora presto per capire se, quando e, soprattutto, come, Trump rivoluzionerà la sanità americana. – conclude – È certo che il Presidente e i Repubblicani saranno da soli in questa operazione estremamente complessa, con i Democratici alla finestra. Le elezioni amministrative del 2018 d’altronde non sono poi così lontane…».

Articoli correlati
Usa: nel 2021 suicidi in aumento dopo più di 2 anni di declino
Lo scorso anno, negli Stati Uniti, 47.646 persone sono morte per suicidio. Secondo un nuovo rapporto dei Centers for Disease Control and Prevention americani, nel 2021 si è verificato un decesso per suicidio ogni 11 minuti. Questo, secondo gli esperti, potrebbe dipendere dalla pandemia
Usa e Gb temporeggiano sulla vaccinazione dei bambini più piccoli
Gli Stati Uniti rimandano la decisione di estendere la vaccinazione ai bambini dai 6 mesi di vita ai 4 anni, mentre il Regno Unito ritarda la sua approvazione alla vaccinazione della fascia d'età 5-11 anni
Il vaccino con birra in omaggio. Ecco come nel mondo si convincono i più scettici
Alcolici ma anche ciambelle, buoni sconto, premi. Dopo il boom iniziale che ha portato alcuni Paesi a vaccinare a tappeto si pensano modi alternativi per attirare più persone possibile
Negli Usa oltre 2500 decessi al giorno per Covid. Un medico italiano: «Politica scellerata, unica salvezza il vaccino per tutti»
Francesca Polverino, pneumologa in Arizona: «Vorrei che gli italiani fossero più responsabili, noi in Usa siamo l’esempio di cosa può accadere se il lockdown non viene fatto o rispettato»
di Federica Bosco
Elezioni Usa, cosa pensano Biden e Trump della sanità?
Poco più di venti giorni all’election day: come cambierà il sistema sanitario USA fra una presidenza democratica o repubblicana
di Tommaso Caldarelli
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti