Sanità internazionale 3 aprile 2018

Oppiacei, in UK +80% prescrizioni. E su confezioni avvertimenti su rischi dipendenza

Negli ultimi dieci anni, la prescrizione di oppiacei in Inghilterra è aumentata dell’80%. E nonostante nel 90% dei casi i farmaci non aiutino a combattere il dolore cronico, sono 200mila i pazienti che ne sono dipendenti. È quanto rivela un’inchiesta del London Evening Standard, riportata dalla newsletter di approfondimento sul Regno Unito “Oltremanica”. Lo Standard […]

Negli ultimi dieci anni, la prescrizione di oppiacei in Inghilterra è aumentata dell’80%. E nonostante nel 90% dei casi i farmaci non aiutino a combattere il dolore cronico, sono 200mila i pazienti che ne sono dipendenti. È quanto rivela un’inchiesta del London Evening Standard, riportata dalla newsletter di approfondimento sul Regno Unito Oltremanica.

Lo Standard ha anche evidenziato come nessuno dei cinque oppiacei più forti (fentanyl, morfina solfato, buprenorfina, ossicodone e tramadolo) riporti alcuna avvertenza sul rischio di dipendenza. Negli Stati Uniti, ad esempio, i farmaci a base di oppiacei devono, per legge, essere venduti in confezioni che ne mettano in evidenza i pericoli. Proprio come i box sui pacchetti di sigarette che avvertono che “Il fumo nuoce gravemente alla salute”.

È quindi intervenuta l’Agenzia regolatrice inglese dei farmaci dichiarando che sta prendendo in considerazione l’eventualità di seguire l’esempio statunitense, inserendo chiari avvertimenti sulle confezioni di antidolorifici a base di oppiacei e spiegazioni più dettagliate dei rischi legati alla tolleranza, all’abuso e alla dipendenza di questi medicinali nel foglietto illustrativo. «La sicurezza dei pazienti è la nostra priorità principale – ha dichiarato June Raine, Direttrice del dipartimento di vigilanza e gestione del rischio dei medicinali dell’Agenzia – e controlliamo che tutti i foglietti informativi siano chiari, concisi e completi di tutti gli avvertimenti necessari, cercando di far sempre meglio».

L’intento dell’Agenzia è stato accolto con favore da Cathy Stannard, tra i massimi esperti in tema di oppiacei: «Abbiamo bisogno di condividere tutto ciò che sappiamo sui rischi ed i benefici dei medicinali per aiutare i pazienti ad effettuare scelte informate sulle loro terapie».

LEGGI ANCHE: FARMACI, MELAZZINI (AIFA): «LI PRESCRIVANO ANCHE GLI INFERMIERI». LA REPLICA DI ANELLI (FNOMCEO): «RESTI ATTO MEDICO» 

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