Sanità internazionale 31 ottobre 2017

I medici di base inglesi chiedono l’introduzione dell’intramoenia

I medici di famiglia inglesi minacciano di allontanarsi dal servizio sanitario nazionale e di istituire un modello alternativo privato. I fondi del National Health Service (NHS) non sono più sufficienti per far fronte alle richieste dei pazienti: per continuare a garantire determinate prestazioni, i medici vorrebbero quindi farle pagare ai pazienti stessi. La Conferenza dei […]

I medici di famiglia inglesi minacciano di allontanarsi dal servizio sanitario nazionale e di istituire un modello alternativo privato. I fondi del National Health Service (NHS) non sono più sufficienti per far fronte alle richieste dei pazienti: per continuare a garantire determinate prestazioni, i medici vorrebbero quindi farle pagare ai pazienti stessi. La Conferenza dei medici del territorio, in programma per la prossima settimana, discuterà una mozione presentata dai rappresentanti della Contea di Bedfordshire chiedendo di «cercare urgentemente un modo per consentire ai medici di base di operare all’interno di un modello sanitario privato e alternativo, visto che molti ritengono di non poter più lavorare nel NHS». L’Associazione Medica Inglese (British Medical Association – BMA) aveva più volte denunciato il malessere degli MMG e sottolineato che il sistema nazionale stava per raggiungere il suo punto di rottura. Ma i rappresentanti della categoria hanno evidenziato che l’approvazione della mozione non avrebbe portato ad un completo abbandono del NHS, ma a consentire ai medici di richiedere pagamenti ai pazienti per servizi privati. L‘introduzione della nostra intramoenia, in altre parole, attualmente non prevista in Gran Bretagna.

«Azioni come queste sono il risultato delle richieste, ad esempio, dei pendolari che vorrebbero un appuntamento alle otto o alle nove di sera. Ma non ci sono i soldi per garantire il servizio per così tante ore», ha dichiarato all’Independent il dottor Peter Holden.

Le altre proposte che verranno votate la prossima settimana includono la limitazione dell’orario di lavoro, anche per garantire l’affidabilità e la sicurezza delle cure, messe a repentaglio dalla stanchezza di un medico che deve operare molte ore e visitare troppi pazienti. Pazienti che ovviamente non hanno apprezzato la proposta, definendola “preoccupante” e sottolineando la loro contrarietà alla prospettiva di dover pagare la sanità due volte.

«La medicina generale è sotto un’insostenibile pressione per la crescita della domanda, la riduzione dei budget e la scarsità del personale», ha commentato un rappresentante del BMA. Problemi che tuttavia caratterizzano anche il nostro SSN. Che spunti di riflessione può offrire il sistema italiano?

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