Sanità internazionale 3 agosto 2018

Carenza medici in GB: dopo la Brexit la formazione potrebbe essere più breve

Le regole europee impongono agli aspiranti medici un percorso formativo di almeno cinque anni. Una volta che la Gran Bretagna se ne sarà liberata con la Brexit, potrà decidere di accorciare il periodo di formazione necessario per poter esercitare la professione. Sarebbe questa, secondo quanto riportato dal Telegraph, una delle possibili soluzioni cui il Regno […]

Immagine articolo

Le regole europee impongono agli aspiranti medici un percorso formativo di almeno cinque anni. Una volta che la Gran Bretagna se ne sarà liberata con la Brexit, potrà decidere di accorciare il periodo di formazione necessario per poter esercitare la professione. Sarebbe questa, secondo quanto riportato dal Telegraph, una delle possibili soluzioni cui il Regno starebbe pensando per far fronte alla crescente carenza di medici all’interno del National Health Service.

Attualmente, dopo la laurea (di quattro anni) ai neo-dottori è richiesto di svolgere un altro anno di formazione lavorando come medici junior. In questo modo, raggiungono i cinque anni previsti dalle norme UE. La proposta prevede invece l’eliminazione dell’anno di lavoro e la possibilità quindi di esercitare la professione in quanto medici a tutti gli effetti subito dopo i quattro anni di studi universitari.

In questo modo, oltre a garantire un ricambio generazionale più veloce e massiccio e l’iniezione di nuova linfa nelle corsie degli ospedali di Sua Maestà, si assicurerebbe anche un risparmio di diversi milioni di sterline che potrebbero essere investiti nella formazione di altri studenti.

Un’altra proposta circolata nei corridoi di Westminster e di Downing Street prevede la conversione del percorso formativo di alcune professioni sanitarie, come ad esempio quello dei fisioterapisti, in lauree più brevi delle attuali quinquennali. Oppure, ancora, si pensa a periodi di apprendistato da svolgere in Gran Bretagna da proporre agli studenti di medicina che, non essendo riusciti ad entrare in graduatoria, hanno deciso di studiare all’estero. In questo modo, sarebbero incoraggiati a tornare a casa ed a lavorare nel NHS.

«Ci sono anche effetti positivi che la Brexit può offrirci» ha commentato il membro della Camera dei Lord conservatore Stephen Barclay, nel tentativo di distrarre l’opinione pubblica dall’«isteria» provocata dalle prospettive che vedono, in caso di assenza di accordo, una Gran Bretagna senza farmaci. «C’è la necessità di aumentare il numero di medici e professionisti sanitari e queste potrebbero essere alcune soluzioni per centrare l’obiettivo».

Al contrario, le associazioni di pazienti hanno già iniziato a lanciare l’allarme: «Qualunque modifica al percorso formativo dei medici – ha dichiarato Peter Walsh di Action Against Medical Accident – deve essere sottoposto ad un’attenta analisi, prestando particolare attenzione alle implicazioni che può avere sulla qualità delle cure e sulla sicurezza dei pazienti. C’è un motivo per cui ora sono necessari cinque anni per formare adeguatamente un medico. Abbassare l’asticella e cercare una soluzione semplice e rapida al problema della carenza dei medici possono avere delle pericolose ed inattese conseguenze».

LEGGI ANCHE: CARENZA MEDICI, ANCHE LA FIASO LANCIA L’ALLARME: «NEI PROSSIMI 5 ANNI NE MANCHERANNO QUASI 12MILA, MAGGIOR NUMERO TRA ANESTESISTI»

Articoli correlati
Formazione ECM, parla Carpani: «Fondamentale aggiornamento costante e conoscenza linee guida»
Il nuovo braccio destro del Ministro, grande esperto di tematiche sanitarie, tratteggia in una recente intervista rilasciata a Sanità Informazione in occasione delle giornate formative organizzate dalla FNOMCeO a Bari, la sua idea di professionista sanitario 'modello'. Un medico sempre aggiornato e attento alla cura nel rapporto con il paziente
A liceo Giulio Cesare di Roma il primo corso di disostruzione delle vie aeree
Lezioni di disostruzione pediatrica delle vie aeree e corretto taglio degli alimenti per la sicurezza dei più piccoli. Ma a sedersi sui banchi di scuola questa volta non sono stati solo i ragazzi, bensì gli insegnanti, i genitori, gli educatori, che il 17 ottobre si sono ritrovati al liceo Giulio Cesare di Roma per il […]
Contratto, Grillo ai medici: «Siamo dalla vostra parte». Ma per fondo solo 1 mld in più. Poi annuncia: «Utilizzeremo specialisti al quinto anno»
Il Ministro torna sul tema del numero chiuso: «Abolizione graduale, ma prima tavolo con università». E chiarisce: «Serve programmazione più lunga, non è pensabile esaurire programma elettorale in tre mesi»
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone
Carenza medici, l’assessore Arru (Sardegna): «Con quota cento rischio boom di pensionamenti. Aumentare borse di studio per MMG»
Il titolare della Sanità sarda difende la riforma della rete ospedaliera regionale: «Problema non è la carenza di servizi, ma un eccesso di servizi mal distribuiti che molto spesso non raggiungono i volumi indicati e suggeriti dal Piano nazionale esiti». Poi rilancia la medicina multiprofessionale per affrontare cronicità
Carenza medici, Quintavalle (ASL Roma 4): «Problema non solo numerico ma anche di attrazione: aree metropolitane penalizzate rispetto a città»
Il Direttore è intervenuto ad un workshop sulla partnership in sanità organizzato da "Lazio salute e sanità per l’eccellenza" e "SDA Bocconi": «Con collaborazione pubblico-privato si può ottenere velocizzazione delle procedure e la condivisione di un obiettivo che è la presa in carico degli utenti. Ma servono paletti»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila
Lavoro

Allarme chirurghi, Marini (Acoi): «Specialità scelta solo da 90 giovani. Siamo tra i migliori al mondo, appello alle istituzioni»

Il messaggio lanciato da Sic e Acoi riunite in congresso: «Sostenete la chirurgia italiana che, nonostante tutto, c’è ed è forte. Contenzioso medico-legale e stipendi tra i peggiori in Europa dis...