Salute 24 Luglio 2019

Torna Ebola in Congo, ecco i sintomi e come riconoscerla: i consigli del “paziente zero”

«Niente allarmismo, ma è importante che i medici italiani riconoscano la sintomatologia». Parla Fabrizio Pulvirenti, “paziente zero” e consulente del primo corso ECM FAD sul virus Ebola. On line anche “e-bola”, prima pellicola della collana dei Film Formazione, un nuovo modello di edutainment per aggiornarsi in maniera ancora più coinvolgente

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«Febbre, diarrea, vomito e cefalea, ma anche un malessere generale, sono questi i primi sintomi dell’invasione da parte del virus Ebola di qualsiasi organo nel sistema umano». A parlare è l’infettivologo Fabrizio Pulvirenti, primo italiano a contrarre la malattia nel 2016, quando con Emergency era in Sierra Leone proprio per salvare le vite di chi aveva contratto quel virus. In seguito all’infezione, Pulvirenti venne trasferito in Italia e guarì grazie alle cure dell’eccellenza italiana “Lazzaro Spallanzani”.

Il virus Ebola da alcuni giorni è tornato a far preoccupare l’Organizzazione mondiale della Sanità che ha classificato la nuova epidemia in Congo come “emergenza di salute pubblica internazionale” di livello 3, misura che ha fatto scattare controlli serrati anche nell’aeroporto di Fiumicino sui voli provenienti dalla regione africana colpita.

«I rischi per l’Italia a mio avviso sono analoghi a quelli di quattro anni fa – spiega Pulvirenti –. Ovvero, se Ebola dovesse arrivare in Italia, arriverà con qualche operatore che si trasferisce in Congo per prestare assistenza e che occasionalmente può contagiarsi. È anche vero che i voli verso Roma da quella regione dell’Africa sono forse appena più frequenti rispetto a quelli del resto del continente, però i controlli ci sono e dubito, così come ha detto del resto anche il Ministero, che ci sia un’emergenza attuale, importante, da allertare il mondo».

Nessun allarmismo, dunque, ma è fondamentale non abbassare la guardia e avere gli strumenti necessari per riconoscere velocemente la malattia e saperla contrastare. Primo fra tutti, la formazione: «Chiaramente quanto più si conosce in medicina, tanto meglio è – sottolinea l’infettivologo –. È importante però avere le idee chiare su quello che si deve fare nel caso di sospetto: allertare le autorità preposte, i medici competenti e tutte quelle iniziative e strutture che servono a contenere un eventuale caso indice».

Proprio le modalità di prevenzione attraverso il riconoscimento della sintomatologia e la gestione del contagio sono alla base del primo corso italiano ECM totalmente dedicato al virus Ebola. Il corso Fad (Formazione a Distanza), curato da Consulcesi Club grazie anche alla collaborazione del dottor Pulvirenti, ha l’obiettivo di offrire al personale sanitario conoscenze per prevenire, differenziare le diagnosi e diagnosticare, sperimentare e indicare un’idonea terapia in tema di contagio da virus Ebola.

Collegato al corso anche il film formazione “E-bola”. La pellicola, prodotta dalla Falcon Production per Consulcesi e diretta dal regista Christian Marazziti, con la consulenza scientifica di medici e di strutture che hanno realmente fronteggiato il virus (come l’Istituto per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, l’Università “Sapienza” di Roma e il dottor Fabrizio Pulvirenti, il “paziente zero” in Italia di Ebola), è il primo film formativo all’interno del progetto FAD di Consulcesi Club per il personale sanitario.

La Formazione a Distanza rappresenta la modalità più efficace per non farsi trovare impreparati con l’imminente scadenza del triennio formativo obbligatorio: in particolare, negli anni il catalogo Fad Consulcesi si è ampliato grazie ai Film Formazione, per un nuovo modello di edutainment e ad una collana di e-book con una serie di titoli d’interesse anche per i pazienti. È allo studio inoltre l’applicazione della tecnologia Blockchain all’intero percorso formativo, in modo da renderlo certificato e trasparente.

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