Salute 17 Aprile 2019

Terza età, Claudio Lippi testimonial della campagna per la prevenzione di Senior Italia FederAnziani

Partito dal Lazio un ciclo di incontri nei centri anziani a livello nazionale per sensibilizzare gli over 65 sull’importanza di corretti stili di vita, diagnosi precoce e aderenza alla terapia

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Bagno di folla per Claudio Lippi paladino della prevenzione. Centinaia di persone hanno assistito oggi agli incontri svoltisi in diversi centri sociali per anziani del Lazio organizzati da Senior Italia FederAnziani per sensibilizzare gli over 65 sull’importanza della prevenzione, dei corretti stili di vita e dell’aderenza alla terapia. Il popolare conduttore televisivo, testimonial delle nuove campagne per la salute di Senior Italia FederAnziani, ha accompagnato il Presidente Nazionale della federazione della terza età, Roberto Messina, nel primo ciclo di incontri che ha visto protagonisti alcuni centri sociali per anziani del Lazio nell’ambito di una vasta campagna di sensibilizzazione che coinvolgerà tutto il territorio nazionale.

LEGGI: EMERGENZA DIABETE, IL 65% DEI PAZIENTI È OVER 65. LA SFIDA È LA GESTIONE PRECOCE

Obiettivo della campagna sensibilizzare la popolazione sull’importanza dei corretti stili di vita, ma anche della diagnosi precoce per le principali malattie croniche attraverso gli screening. Prevenzione, da un lato quindi, e dall’altro aderenza alla terapia, sono i temi centrali degli incontri che consentiranno di affrontare tutte le principali criticità che riguardano il rapporto dei senior con la propria salute.

Senior Italia FederAziani sta portando avanti la sua campagna per l’aderenza alla terapia attraverso la piattaforma CIAT – Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia. Il 50% degli anziani nel nostro Paese, pari a quasi sette milioni di over 65 (6 milioni e 800 mila persone), è colpito da almeno una malattia cronica. Cardiopatie, diabete, asma, depressione, osteoporosi, artrosi, artrite reumatoide e glaucoma sono alcune delle patologie con cui milioni di cittadini devono convivere a lungo e, nella maggioranza dei casi, vi sono terapie che garantiscono una buona qualità di vita. Ma troppi non aderiscono ai trattamenti o li abbandonano dopo un breve periodo: si stima che solo la metà dei pazienti assuma i farmaci in modo corretto (Organizzazione Mondiale della Sanità). I “non aderenti” superano il 70% fra gli anziani, che spesso sono colpiti da diverse malattie e affrontano maggiori difficoltà a seguire le indicazioni del medico. Basta pensare che l’11% degli anziani (circa 1 milione e 500mila persone in Italia) deve assumere ogni giorno 10 o più farmaci.

Il problema dell’aderenza non riguarda solo i farmaci, ma anche i consigli per adottare uno stile di vita sano: non fumare, seguire una dieta corretta e svolgere attività fisica costante. Ogni atto medico volto a modificare in maniera sostanziale le abitudini dei malati spesso incontra una resistenza a lungo termine. In particolare, in Italia, solo il 57,7% dei pazienti aderisce ai trattamenti antipertensivi, il 63,4% alle terapie ipoglicemizzanti per la cura del diabete, il 40,3% alle cure antidepressive, il 13,4% ai trattamenti con i farmaci per le sindromi ostruttive delle vie respiratorie e il 52,1% alle cure contro l’osteoporosi. Percentuali che non hanno subito variazioni di rilievo nel corso degli anni, con notevoli costi clinici e sociali. Negli Stati Uniti la mancata aderenza causa sprechi per circa 100 miliardi di dollari ogni anno, in Europa si stimano 194.500 decessi e 125 miliardi di euro l’anno per i costi dei ricoveri dovuti a questo problema.

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