Salute 16 giugno 2015

Spallanzani: fondamentale la collaborazione internazionale. Conoscenze da condividere anche su Mers e altri patogeni

Intervista al professor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive: «Formazione per sapere come comportarsi quando c’è un un caso di malattia ignota»

Immagine articolo

Due casi di Ebola in Italia, due storie, entrambe a lieto fine grazie all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, che ancora una volta ha dimostrato di essere il fiore all’occhiello tra le eccellenze sanitarie in Italia.


Dopo il caso Pulvirenti, la struttura guidata dal professor Giuseppe Ippolito ha affrontato con successo la vicenda di Stefano Marongiu, l’infermiere sardo di Emergency contagiatosi in Sierra Leone, proprio come Fabrizio Pulvirenti.

Ventinove giorni di degenza per Stefano contro i quaranta di Fabrizio. A cosa è stata dovuta questa differenza nel decorso? A questa e altre domande ha risposto proprio il prof. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, ai microfoni di Sanità informazione: «Non ci dimentichiamo che Fabrizio Pulvirenti ha trascorso parte della degenza in rianimazione, nel reparto di terapia intensiva.  Ogni caso è a sé, ma di certo il fattore età gioca un ruolo fondamentale nel decorso». Forte il monito a non abbassare la guardia, con Ebola e con tutte le minacce virali, reali e potenziali, in primis quella che arriva dal Medio Oriente: la MERS (Sindrome respiratoria mediorientale). «Negli italiani non deve destare particolare preoccupazione, ma anche qui bisogna essere preparati ad ogni evenienza. Il modello centralistico messo in atto per il caso Ebola e già precedentemente adottato per il bioterrorismo, è molto probabilmente la risposta corretta per far fronte anche a questa patologia».

Tutti casi che rendono l’idea di quanto sia essenziale la formazione e l’informazione per il personale sanitario chiamato a gestire questo tipo di emergenze…
«Sicuramente il modello di formazione passa per la corretta conoscenza di cosa circola nel mondo, di cosa giunge fino a noi, e di come bisogna comportarsi quando c’è un caso di malattia ignota. Bisognerà cambiare l’approccio con cui le persone si informano e si tengono informate. Il personale chiede a gran voce maggiori possibilità di fare formazione: speriamo che ci siano importanti investimenti in tal senso».

Articoli correlati
Agenas, De Lillo presidente ad interim dopo Coletto. L’intervista all’ex senatore: «Formazione chiave per rendere assistenza sanitaria sempre più eccellente»
In attesa della nomina del nuovo presidente, prende le redini dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali Stefano De Lillo: «Puntiamo su formazione a distanza per rendere efficace la qualità dei servizi»
di Serena Santi e Giulia Cavalcanti
Medicina generale, Grillo prolunga slittamento graduatorie: «Nessuna borsa andrà perduta»
«Questo provvedimento permetterà di assegnare tutte le borse disponibili per la formazione post laurea in Medicina generale. Nessuna borsa andrà perduta, questo è essenziale per il futuro dei giovani camici bianchi, ma anche per il nostro sistema sanitario» ha specificato il ministro
Meningite, primi casi del 2019. Andreoni (Tor Vergata e Simit): «Profilassi indicata per bambini e fasce a rischio. Per gli adulti? Dipende…»
Si riaccende l’attenzione sulla Toscana per un caso di meningococco B. Anche all’Aquila un ricovero. L’intervista a Massimo Andreoni, responsabile Malattie infettive di Tor Vergata e past president del SIMIT
Asse Italia-Finlandia per la sicurezza alimentare, Riva (EFSA): «Formazione e tecnologie al centro del nostro progetto europeo»
Il presidente del COCI e membro del Comitato Scientifico di Sanità in-Formazione spiega ai nostri microfoni gli obiettivi del percorso intrapreso con l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare: «Fondamentale fare “massa critica” con tutti i Paesi membri e migliorare la preparazione di medici e dentisti»
Rischio clinico, Stella (Agenas): «Per abbatterlo va trasformato il modello formativo dando spazio alla simulazione»
Il componente della Commissione nazionale per la formazione continua: «I professionisti sanitari affrontano sempre più situazioni di alto impegno clinico professionale. Un apprendimento diretto di procedure e metodiche in un ambiente protetto, grazie a manichini e simulatori, consente di ridurre il rischio e aumentare la sicurezza per il paziente»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

Formazione ECM, tutte le novità 2019: dall’aggiornamento all’estero alla certificazione

Un dovere sentito sempre più come opportunità professionale. Ecco, in una rapida carrellata, i principali cambiamenti che hanno investito negli ultimi anni il sistema dell’Educazione Continua in M...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, Beux (TSRM e PSTRP): «Condividiamo obiettivi ma così si rischia sanatoria. In decreti attuativi si ponga rimedio o faremo da soli»

Il provvedimento inserito in legge di Bilancio prevede che chi ha lavorato 36 mesi negli ultimi 10 anni possa continuare ad esercitare anche senza i titoli per iscriversi al maxi Ordine delle professi...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, la bocciatura dei fisioterapisti. Tavarnelli (Aifi): «Si riaprano i percorsi di equivalenza già previsti dalla legge 42 del ’99»

Il presidente Aifi: «Senza un passo indietro si rischia una sanatoria globale, una grande confusione per il cittadino ed una scarsissima tutela della sua salute»
di Isabella Faggiano