Salute 26 Giugno 2019

Sicurezza delle cure a rischio, Catalini (Ospedale Camerino): «Pochi posti letto». Cambiato il rapporto medico-paziente

Le carenze sono evidenti soprattutto nei pronto soccorso. «Abbiamo circa 3 posti letto per mille abitanti – spiega Giambattista Catalini, direttore dell’unità operativa di Chirurgia generale del Presidio Ospedaliero di Camerino. Se la Germania è tra gli 8,2 e gli 8,4 mentre altri sono addirittura a 13, vuol dire che forse stiamo un po’ troppo strozzando la possibilità di ricezione per le cure successive»

di Giovanni Cedrone e Diana Romersi
Immagine articolo

Dalla sicurezza delle cure alla gestione del rischio clinico, la qualità del Servizio sanitario nazionale si misura anche con il benessere degli operatori della sanità. Questo uno dei punti affrontanti durante il convegno “La sicurezza delle cure e la tutela dei diritti”, un appuntamento che ormai si rinnova ogni anno all’Università Sapienza di Roma. L’evento, organizzato dal Professore Ordinario di Medicina Legale alla Sapienza di Roma, Paola Frati e il Professor Vittorio Fineschi, ha avuto tra i suoi relatori Giambattista Catalini, direttore dell’unità di Chirurgia generale dell’ospedale di Camerino che hai nostri microfoni ha spiegato la correlazione esistente tra l’errore medico e il sovraffollamento nelle strutture ospedaliere, un esempio su tutti: i pronto soccorso.

«Il sovraffollamento nei pronto soccorsi sono legati a un collo di bottiglia, – commenta il professor Catalini – perché non si ha poi la possibilità di smistare i pazienti che vi arrivano. Questo accade perché noi abbiamo circa 3 posti letto per mille abitanti. Se la Germania è tra gli 8,2 e gli 8,4 mentre altri sono addirittura a 13, vuol dire che forse stiamo un po’ troppo strozzando la possibilità di ricezione per le cure successive. È vero che c’è bisogno di posti per pazienti cronici, perché le disabilità legate all’aumento dell’età media, questo chiedono. È anche vero che le due “T”, cioè i traumi e i tumori sono le principali cause di morte. Allora un paziente traumatizzato, dove lo porti? Lo porti al pronto soccorso dell’ospedale pubblico, difficilmente una casa di cura privata fa urgenza o emergenza. Quindi è necessario rivedere questo numero. Roma ne è un esempio: causando l’intasamento, l’intasamento causa una discrepanza fra ciò che il paziente e i suoi familiari si aspettano dal trattamento di pronto soccorso e quindi si trovano davanti una lunga lista di attesa con operatori sfiniti e reagiscono in maniera esuberante, talvolta violenta».

LEGGI: RISCHIO CLINICO E CONTENZIOSO, PAOLA FRATI (MEDICINA LEGALE): «PROMUOVERE FORMAZIONE DI QUALITÀ PER IMPLEMENTARE BUONE PRATICHE»

A cambiare anche il rapporto tra medico e paziente. Rispetto al passato i camici bianchi hanno riscontrato la perdita del “rispetto” da parte dell’utenza nei confronti del proprio ruolo. «Le figure un po’ “carismatiche” sono venute a cadere quasi tutte. Può essere un bene, – spiega il primario di Camerino – può essere un male, questo non lo so. Però so che in talune situazioni il rispetto della gradazione dei ruoli c’è. Basti pensare anche al mondo religioso, basti pensare anche al mondo militare, c’è un rispetto. Al livello societario, nel mondo privato bancario o assicurativo, c’è un rispetto dei ruoli. Non lo abbiamo all’interno del pubblico. Non esiste proprio. Il primario, io lo sono da 15 anni, è responsabile di ogni cosa che accade nel suo reparto, ma non ha la possibilità di poter “gestire” per esempio il personale sanitario. Il personale sanitario è diverso dal personale medico. In Italia si tende a confondere l’atto sanitario con l’atto medico.

«La stessa legge Gelli parla degli esercenti le professioni sanitarie – continua Catalini -. Ora questo non sarebbe mai stato scritto quarant’anni fa e onestamente non credo sia un vantaggio. Chi ha un a laurea nelle professioni sanitarie fa un atto sanitario, chi ha una laurea in Medicina e Chirurgia fa un atto medico, non possono essere sovrapponibili, perché le due prestazioni non sono sovrapponibili. L’intervento chirurgico uno sceglie il chirurgo che lo fa, non lo fa uno laureato in professioni sanitarie. Coadiuva e partecipa, un ruolo sicuramente importante, con il chirurgo nell’atto medico, quindi c’è una collaborazione come giusto che sia tra atto sanitario e atto medico, ma non sono la stessa cosa».

Articoli correlati
Digitalizzazione e piano del rischio, la sanità lombarda supera l’esame Corte dei Conti. Cajazzo: «Efficienza sì, ma finalizzata alla sicurezza»
Durante il convegno sulla situazione della sanità lombarda a tre anni di distanza dalla Legge Gelli-Bianco, arriva l'Appello del direttore generale del Welfare di Regione Lombardia Luigi Cajazzo al Governo: «Fateci gestire la sanità secondo una logica di adeguatezza di risposte al bisogno»
di Federica Bosco
Un libro mette sotto la lente di ingrandimento la responsabilità degli operatori sanitari
Vito Tenore, consigliere della Corte dei Conti lombarda e autore dello studio sulla responsabilità disciplinare, civile, penale e amministrativo contabile del personale sanitario: «La legge Gelli tutela medici e pazienti, ma bisogna elaborare le linee guida»
di Federica Bosco
Coronavirus, scanner e controlli a Fiumicino per il volo Wuhan-Roma. Nessun caso sospetto
Il Ministero della Salute ha riunito task-force e inviato circolare operativa. Speranza: «SSN pronto ad affrontare ogni evenienza». Scattato il protocollo di sicurezza a Fiumicino per i passeggeri del volo proveniente da Wuhan, città focolaio del virus
Linee guida, l’Italia ne ha tre e l’Inghilterra 315. Fondazione Italia in Salute: «Siamo a disposizione delle società scientifiche»
Il monito di Fidelia Cascini, responsabile del programma di ricerca della Fondazione: «Nell’interesse di medici e pazienti, è necessario rendere facilmente consultabile tutta la migliore evidenza scientifica disponibile»
Legge 24/2017, Gelli: «In caso di contenzioso, magistrato tutela professionista formato e preparato»
Al convegno promosso dalla Fondazione Italia in Salute, il Presidente Gelli ha precisato: «Linee guida e buone pratiche sono parametri di riferimento ai quali deve essere comparata la condotta del medico. Il professionista deve dimostrare di aver fatto un percorso formativo adeguato alla professione che svolge»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Ecm

Ecm, Commissione nazionale proroga triennio 2017-2019. Un anno per recuperare i crediti mancanti

FNOMCeO: «Fino al 31 dicembre 2020 si possono acquisire crediti anche per il triennio 2014-2016». Confermato l’obbligo di 150 crediti per il periodo formativo 2020-2022. Roberto Stella: «Dopo pro...
Lavoro

Spese sanitarie in contanti e sgravi fiscali, cosa cambia per i professionisti della sanità

I pareri del fiscalista esperto in materia sanitaria Francesco Paolo Cirillo e del Tesoriere Sumai Napoli Luigi Sodano
Lavoro

«Il contratto sia applicato subito con incrementi e arretrati da gennaio 2020». I sindacati della dirigenza sollecitano le aziende

I sindacati che lo scorso 19 dicembre hanno firmato il nuovo contratto hanno sottoscritto una lettera aperta indirizzata agli enti del Servizio sanitario nazionale per chiedere l’immediata applicazi...