Salute 5 giugno 2017

Come si diventa validi infermieri? Lo spiega Lia Pulimeno, Presidente del Collegio IPASVI Roma

«Una preparazione completa in tutti i campi per una professione impegnativa, fisicamente e anche psicologicamente, che chiede il giusto riconoscimento professionale»

L’infermiere è una figura chiave nell’ambito del sistema di cura nazionale: porta a compimento il percorso di cura del paziente e si occupa dell’assistenza e della sua erogazione fatta in autonomia o altrimenti in collaborazione con altre figure professionali. La professione infermieristica si contraddistingue per essere un lavoro impegnativo sia dal punto di vista fisico che psicologico. Inoltre, con l’innalzamento dell’aspettativa di vita, la complessità assistenziale è in aumento. Lia Pulimeno, Presidente del Collegio IPASVI Roma, ai microfoni di Sanità Informazione, in occasione della Giornata Mondiale dell’Infermiere, spiega quanto per la categoria sia fondamentale un percorso formativo, sia in fase di preparazione che durante l’esercizio della professione.

«La categoria parte da una formazione messa nero su bianco dai primi del ‘900 ma che si è implementata nel corso degli anni con l’accordo di Strasburgo (Accordo europeo su istruzione e formazione settore infermieristico siglato il 25 ottobre 1967) che l’Italia ha firmato per un’infermieristica sempre più attiva come responsabile dell’assistenza generale alla persona».

«C’è stata un’importante conferenza tra Ipasvi e Enpapi (Ente Nazionale Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) sul rapporto Censis-Istat dove aumenta la percezione dell’utilità di questa professione che presuppone una preparazione sempre più completa. Questa preparazione si ottiene tramite una formazione universitaria efficiente, seguita da una laurea magistrale, il dottorato di ricerca, oltre che i master che specializzano in alcune competenze. Questo in ambiti molto diversificati: si parte dall’assistenza in ambito geriatrico, in ambito psichiatrico, in ambito pediatrico, in ambito territoriale fino all’infermiere di famiglia per poi passare all’infermiere in area critica, il settore dove il professionista ha sempre avuto maggiore forza. Quindi questa figura è assolutamente necessaria per migliorare, integrare e rendere più completo il nostro servizio sanitario nazionale».

Articoli correlati
FNOPI, arriva il codice di condotta ‘social’ per gli infermieri. Sanzioni per chi non lo rispetterà
Un documento firmato dai 102 presidenti degli Ordini provinciali regolerà l’uso dei social da parte dei 440mila infermieri in Italia. La FNOPI – Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche ha deciso di stilare un codice di condotta per i suoi iscritti. Guai quindi all’infermiere che qualificandosi tale agisce sui social e sul web, magari […]
Gli infermieri Nursing Up al ministro Grillo: «Se non ci sono fondi per sostenere Ccnl il Governo riapra contrattazioni»
«Anche il ministro Grillo riconosce ufficialmente quello che noi abbiamo sottolineato e continuiamo a sottolineare da lungo tempo, cioè che non ci sono i fondi per sostenere i contratti: allora ad un certo punto, se non ci sono le risorse, questi contratti nazionali di lavoro che contratti sono? Possono essere considerati tali? Non è meglio […]
Carenza infermieri, la proposta FNOPO: «Restituiamo a sole ostetriche la cura delle donne nelle aree materno-infantili»
La strategia della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica punta alla razionalizzazione delle risorse umane in sanità e all'utilizzo “appropriato” dei professionisti sanitari. «L'ostetrica può offrire da sola l’80% delle cure ostetriche, come certificato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità»
Nursing Up al ministro Grillo: «Infermieri chiedono valorizzazione e assunzioni»
Una delegazione del sindacato Nursing Up è stata ricevuta al Ministero della Salute per parlare delle problematiche della categoria che conta 270mila infermieri nel pubblico impiego, a fronte di un fabbisogno di forza lavoro di almeno 50mila unità in più, stando allo standard minimo stabilito a livello internazionale da Oms, Ocse e Ue. Durante l’incontro […]
Carenza Specialisti, AAROI-EMAC: «Affrontare emergenza ma con regole e corretta programmazione»
In Italia – ormai è un dato di fatto – la carenza di Medici Specialisti Ospedalieri, tra i quali gli Anestesisti Rianimatori, sta mettendo a rischio i LEA. Alle Organizzazioni Sindacali di categoria oggi viene chiesto di collaborare per una soluzione che nell’immediato possa assicurare ai cittadini che questo rischio sia allontanato ricorrendo all’utilizzo dei […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Diritto

Ex specializzandi, 16 miliardi a rischio per le casse dell’erario. Arriva Ddl per accordo Governo e camici bianchi

C’è una bomba ad orologeria nelle casse pubbliche: la vertenza tra gli ex specializzandi ’78-2006 e lo Stato. Gli aventi diritto ammontano a oltre 110mila medici e il contenzioso costerà all’e...
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila