Salute 3 giugno 2014

Sanità e socioassistenza, Anaste lancia la sua ricetta

Il Question Time con protagonista il ministro Lorenzin apre nuovi scenari. Il presidente De Santis: “Tempi maturi per decristallizzare il sistema”

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Question Time sui temi più caldi per il mondo sanitario attuale con particolare attenzione alla socioassistenza. Nella sede di Anaste (Associazione Nazionale Strutture per la Terza Età), alla presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il dibattito è risultato animato e pieno di spunti per una argomento particolarmente sentito.

Grande la soddisfazione per questo incontro espressa dal “padrone di casa”, il presidente di Anaste Alberto De Santis: “Finalmente siamo stati riconosciuti come settore portante della sanità nazionale. Insieme a Federsalute, che raccoglie dodici associazioni di categoria, abbiamo posto delle istanze alla quale il Ministro ha risposto in modo molto preciso e convincente: già durante gli Stati Generali della Salute, tra l’altro, era emersa la sua volontà di un cambiamento: bisogna riconoscerle una grande determinazione e pragmaticità nel voler migliorare il comparto della sanità. Dal canto nostro – continua De Santis – è piena la disponibilità e la collaborazione per cercare di risolvere i problemi del nostro settore. Sono sicuro che a breve, dopo Expo Sanità, la rincontreremo per consegnarle un riconoscimento doveroso: sarà un altro momento di incontro per discutere in maniera ancora più articolata di tutti i temi affrontati in questa occasione”.

Una sinergia che getta le basi per un percorso da affrontare insieme, e che porterà nuova linfa alla sanità italiana: è questa la sensazione ed insieme la speranza espressa da De Santis: “Non può che far piacere – conclude il presidente – il fatto che una persona così giovane riesca finalmente a decristallizzare il mondo della sanità”.

Tutti d’accordo nel sostenere che le problematiche trattate durante l’incontro meriterebbero di essere inserite in un contesto molto più ampio di programmazione sanitaria, essendo accomunate da un unico filo conduttore: la questione del budget, le cui restrizioni hanno comportato in questi anni tagli lineari. “Inutile pensare a quello che vorremmo  – afferma la Lorenzin –  dobbiamo lavorare con quello che abbiamo”. Per il ministro ciò che deve cambiare è il metodo: “Il Ministero della Salute deve riappropriarsi della capacità di indirizzo e di pianificazione della sanità italiana; programmazione che finora è stata fatta dal Ministero dell’Economia. Ciò ha comportato gravissimi problemi – conclude la Lorenzin –perché l’economia sanitaria non è competenza di quel dicastero, ma del nostro”.

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