Salute 14 giugno 2018

Economia e sanità, Armando Siri (Lega): «Serve la Flat tax per far crescere il Pil. Solo così potremo liberare risorse per l’SSN»

Il senatore e sottosegretario alle Infrastrutture, esperto di temi economici, sottolinea: «Oggi abbiamo 12 milioni di persone sotto psicofarmaci, abbiamo una malattia dell’animo, la depressione, la malattia del non intravedere un futuro. Chi ha responsabilità di governo deve lavorare per dare prospettive di futuro e di domani a tutti gli italiani»

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Lui è il braccio destro del vicepremier Matteo Salvini, oltre che da pochi giorni Sottosegretario ai Trasporti del Governo Conte. Armando Siri, senatore della Lega, è l’ideologo della flat tax, la riforma fiscale tra le priorità dell’agenda del governo Conte. Siri è uno dei massimi fautori in Italia di una politica economica espansiva che, facendo aumentare il Pil, può portare benefici anche al settore della sanità. «Un Paese che cresce – spiega Siri a Sanità Informazione – è un Paese che può destinare maggiori risorse anche alla sanità, un Paese che non cresce, purtroppo, è destinato soltanto a dover tagliare».

LEGGI ANCHE: SANITA’, DE RITA (CENSIS): «CON CRISI ITALIANI HANNO RECUPERATO SOBRIETA’ CONTADINA. SSN FATTO DI CIVILTA’, MA NON PUO’ GARANTIRE TUTTO A TUTTI»

Senatore, secondo il rapporto Censis-Rbm la spesa sanitaria privata degli italiani continua ad aumentare, mentre quella pubblica arretra. E gli italiani sono sempre più insoddisfatti…

«Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto un Paese che ha giocato al ribasso, soltanto tagliando, pensando che il proprio destino è quello del declino, invece noi dobbiamo puntare tutte le nostre risorse alla crescita. Per farlo, come sapete stiamo lavorando ad una importante riforma fiscale, noi vogliamo partire da quello per fare in modo che i cittadini abbiano più soldi in tasca da spendere. Senza questa inversione di tendenza non potremo dare delle risposte, dovremo sempre giocare al ribasso».

Forse gli italiani non si fidano più della sanità pubblica?

«No, è il contrario. Io penso che la sanità pubblica abbia delle punte di eccellenza importanti che vadano valorizzate, ma non farei distinguo tra sanità pubblica e sanità privata. Quando uno è malato vuole trovare un medico bravo che lo curi, che lo ascolti, perché noi dobbiamo anche pensare che la malattia non è soltanto quando mi rompo un braccio o quando c’è una malattia cronica: oggi abbiamo 12 milioni di persone sotto psicofarmaci, abbiamo una malattia dell’animo, la depressione, la malattia del non intravedere un futuro. Noi abbiamo la grande responsabilità di lavorare su questo. Chi ha responsabilità di governo deve lavorare per dare prospettive di futuro e di domani a tutti gli italiani».

Il Sistema sanitario nazionale soffre di definanziamento, la percentuale sul Pil cala, arriverà al 6,3% sul Pil nei prossimi anni. Voi pensate di invertire la tendenza da questo punto di vista?

«La tendenza si inverte se il Pil aumenta. Noi dobbiamo invertire la tendenza nel senso che dobbiamo far aumentare il Pil. Un paese che ha un Pil che aumenta è un Paese che cresce ed è un Paese che può destinare maggiori risorse anche alla sanità, un Paese che non cresce purtroppo è destinato soltanto a dover tagliare».

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