Salute 31 ottobre 2017

Roberto Burioni, il paladino dei vaccini tra allarme tubercolosi e ‘somari’ all’italiana…

«La medicina non è democratica e chi si rivolge al dottor Google e alla dottoressa Wikipedia è ‘un somaro’». La  parola al virologo del San Raffaele ‘paladino’ dei vaccini e autore di un nuovo libro

di Lucia Oggianu

La recente riduzione della copertura vaccinale ha provocato il riemergere di alcune malattie importanti, che sembravano essere scomparse. «I vaccini però sono sicuri e affidabili – spiega il professor Roberto Burioni, docente di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, in occasione del Congresso SIMI a Roma -. Dobbiamo vaccinarci prima di tutto noi medici e dobbiamo convincere i nostri pazienti a vaccinare loro stessi e i loro figli perché altrimenti le conseguenze per tutta la società possono essere molto gravi».

Professore, può spiegarci la sicurezza dei vaccini?

«I vaccini sono i farmaci più sicuri che abbiamo, nessun altro farmaco ha un profilo di sicurezza così elevato. I vaccini sono sicuri e sono estremamente efficaci nel controllare malattie che possono essere molto pericolose. Purtroppo in Italia, da anni, le coperture sono in calo e questo ha provocato non solo il riemergere di malattie molto gravi ma il morbillo: ci sono quasi 5.000 casi verificati nel 2017, è una cosa da terzo mondo, non da Paese civile. È importante trasmettere ai nostri pazienti questo concetto: i vaccini sono sicuri, i vaccini sono estremamente efficaci, dobbiamo vaccinarci prima di tutto noi medici e dobbiamo convincere i nostri pazienti a vaccinare loro stessi e i loro figli perché altrimenti le conseguenze per tutta la società possono essere molto gravi».

I recenti casi di tubercolosi che si sono verificati, a cosa possono essere riconducibili?

«La tubercolosi è una malattia trasmessa da pazienti che emettono il micobatterio. Questi individui in Italia, per molti anni, erano pochi perché campagne di prevenzione molto efficaci erano riuscite ad avere un grande impatto nel diminuire la trasmissione di questo batterio, adesso sta ‘rialzando la testa’ quindi bisogna impegnarsi molto nell’identificare questi casi, trattarli prontamente perché, purtroppo, per la tubercolosi non abbiamo un vaccino così efficace come per altre malattie».

Una domanda sul suo libro ‘La congiura dei somari’ appena pubblicato: chi sono i ‘somari raglianti’ e come si curano?

«Sono le persone che pensano di sapere le cose senza avere studiato, sono quelli che noi medici incontriamo e che pretendono di far la diagnosi dopo aver consultato Google o Wikipedia, non riuscendo a comprendere quanto sia difficile fare il medico. Si curano avendo pazienza, dobbiamo spiegargli e fargli capire che le cose sono molto più complicate di quanto non sembrano, ci vuole una dose supplementare di pazienza che forse quelli che lavoravano tanti anni fa, quando internet non c’era, non avevano bisogno di utilizzare. Noi dobbiamo adattarci ai tempi quindi spiegare, convincere queste persone che non sono cose immediate e che bisogna studiare per sapere le cose».

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