Salute 30 Gennaio 2025 10:48

Parkinson: nuovo algoritmo rileva cadute e alterazioni del movimento

Fondazione Bruno Kessler, in collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento, ha sviluppato un algoritmo in grado di prevedere il rischio di cadute e le fluttuazioni motorie nei pazienti con Parkinson
Parkinson: nuovo algoritmo rileva cadute e alterazioni del movimento

Un gruppo multidisciplinare di esperti ha sviluppato un algoritmo in grado di prevedere il rischio di cadute e le fluttuazioni motorie (i cosiddetti momenti “on – off”) tipici della malattia di Parkinson. Coordinato dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento (APSS), il progetto ha visto la collaborazione della Fondazione Bruno Kessler (FBK), dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino e dell’Università di Genova. La malattia di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa in termini di frequenza in tutto il mondo dopo l’Alzheimer. Si stima che i casi siano destinati a raddoppiare entro il 2030, a causa del crescente invecchiamento della popolazione generale.

Identificati modelli di variabili nei pazienti con Parkinson

Partendo dalla digitalizzazione, armonizzazione e organizzazione dei dati dei pazienti con malattia di Parkinson ricoverati nei centri clinici coinvolti, i ricercatori hanno strutturato set di dati standardizzati specifici per la malattia e identificato modelli di variabili cliniche e neuropsicologiche, basati sull’intelligenza artificiale, fondamentali per la previsione delle possibili traiettorie della patologia. Lo studio si compone di due fasi. In un primo stadio, di osservazione retrospettiva, i ricercatori si sono concentrati sulla sistematizzazione dei dati dei pazienti già da tempo in carico al centro Parkinson, per ottenere una descrizione dettagliata e armonizzata del fenotipo clinico dei pazienti.

L’obiettivo è prevedere e prevenire la traiettoria del Parkinson

“La correlazione del fenotipo clinico con la successiva progressione dei sintomi, così come la mappatura dell’insorgenza precoce di sintomi specifici, può svolgere un ruolo centrale per la previsione del rischio, la personalizzazione del trattamento e la pianificazione delle strategie preventive appropriate”, spiega Lorenzo Gios, project manager del centro Digital Health & Wellbeing di Fondazione Bruno Kessler e di TrentinoSalute4.0, centro di competenza sulla sanità digitale. “Fornire al clinico e al paziente, attraverso questa ricerca, un’ulteriore chiave di lettura dei fattori scatenanti e di aggravamento della patologia e aiutare a prevenire la traiettoria della malattia, spesso lunga e complessa, è per noi un primo importante traguardo. Allo stesso modo, aiutare il personale sanitario nella gestione di un così alto numero di pazienti e rimandarne il più possibile il peggioramento significa fare la nostra parte nel rendere più sostenibile il sistema sanitario nel lungo periodo, soprattutto nei casi di cronicità”.

Gestire la cronicità con un paradigma nuovo

In una seconda fase prospettica, il gruppo di ricerca raccoglierà le stesse variabili dello studio retrospettivo in pazienti di nuova diagnosi, arruolati negli stessi centri. “Una volta sviluppati e validati, questi modelli daranno un grande supporto allo sviluppo delle conoscenze per migliorare la prevenzione, la diagnosi e il trattamento di queste malattie”, sottolinea Maria Chiara Malaguti, dirigente medico dell’Unità operativa di Neurologia presso l’ospedale Santa Chiara di Trento e coordinatore della rete clinica Parkinson presso APSS. “Per noi clinici significa imparare a gestire la cronicità con un paradigma nuovo, un modello di gestione che ci permetta di conoscere meglio i nostri pazienti e personalizzare le terapie”.

 

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