Salute 12 Marzo 2024 15:03

Obesità: rischio 6 volte più alto da adulti se i genitori erano obesi nella mezza età

Il rischio obesità durante la mezza età aumenta di 6 volte se i propri genitori erano obesi alla stessa età. Lo rivela uno studio, che verrà presentato al Congresso Europeo sull’obesità (ECO 2024) a Venezia il 12-15 maggio, condotto dagli scienziati dell’Università di Tromsø
Obesità: rischio 6 volte più alto da adulti se i genitori erano obesi nella mezza età

Il rischio obesità durante la mezza età aumenta di 6 volte se i propri genitori erano obesi alla stessa età. Lo rivela uno studio, che verrà presentato al Congresso Europeo sull’obesità (ECO 2024) a Venezia il 12-15 maggio, condotto dagli scienziati dell’Università di Tromsø. Il team di ricerca ha esaminato i dati relativi al peso e l’altezza di oltre duemila persone. I risultati hanno evidenziato un forte legame tra l’indice di massa corporea dei genitori di età compresa tra 40 e 59 anni e quello dei figli alla stessa età.

Un solo genitore obeso triplica il rischio di obesità

Sempre più evidenze scientifiche mostrano che i figli di genitori affetti da obesità corrono un rischio più elevato di sviluppare la stessa problematica, ma finora questa correlazione non era stata monitorata fino all’età adulta. In questo lavoro, gli studiosi hanno scoperto che un solo genitore con obesità poteva triplicare la probabilità di accumulare peso in eccesso in età adulta per la prole rispetto ai figli di persone normopeso. “I geni – spiegano i ricercatori – svolgono un ruolo importante sulla salute, e possono influenzare la suscettibilità dell’organismo all’aumento del peso, nonché il modo in cui rispondiamo agli ambienti in cui può essere più difficile mangiare in modo sano”.

E’ importante studiare l’influenza della trasmissione intergenerazionale

“L’obesità infantile – continua la ricercatrice – generalmente può accompagnare l’individuo fino alla prima età adulta. Il nostro lavoro dimostra che l’indice di massa corporea dei genitori tra i 40 e i 50 anni è strettamente collegato a quello dei figli alla stessa età”. In particolare, riportano gli scienziati, quando solo la madre o solo il padre avevano problemi di peso in eccesso, i bambini avevano una probabilità rispettivamente 3,44 e 3,74 volte più elevata di sviluppare obesità rispetto ai figli di persone normopeso. “Sebbene non siamo ancora in grado di spiegare le motivazioni alla base di questa correlazione – sottolineano i ricercatori – il nostro lavoro evidenzia l’importanza di promuovere iniziative volte a trattare e prevenire l’obesità, una condizione che può influenzare la salute in modo significativo. La ricerca getta le basi per uno studio approfondito volto a individuare i fattori che influenzano la trasmissione intergenerazionale dell’obesità”.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti