Salute 22 Agosto 2019

Nanomedicina di precisione, Decuzzi (IIT): «Si apriranno nuove frontiere di cura per tumori al cervello, autismo e ictus»

«Una piattaforma impiantata all’interno del cervello per rilasciare farmaci antitumorali, nanoparticelle capaci di rimodulare le cellule malate che causano disturbi del neurosviluppo, come l’autismo». Paolo Decuzzi, direttore del Laboratorio di Nanomedicina di precisione Istituto italiano di tecnologia (IIT) di Genova, parla delle sue ultime sperimentazioni

di Isabella Faggiano
Immagine articolo

Una cura mirata che va dritto all’obiettivo, puntando sui tessuti malati. Tutto grazie a dei farmaci “intelligenti” capaci di limitare i danni alle parti sane del corpo. È la straordinaria possibilità offerta dalla medicina di precisione. A svelare alcune delle ultime ricerche made in Italy è Paolo Decuzzi, direttore del Laboratorio di Nanomedicina di precisione dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova.

Ma prima di descrivere i progetti a cui sta lavorando, Paolo Decuzzi preferisce fare chiarezza sui termini. «Esistono due diversi tipi di medicina di precisione – ha infatti spiegato il direttore del Laboratorio di Genova – Una tipologia in cui la “precisione” consiste nel tipo di terapia scelta per il singolo individuo. In questo caso la cura è costruita sulla base delle sue caratteristiche genetiche, i farmaci che gli vengono somministrati sono disegnati su misura per lui. Poi – ha continuato Decuzzi – esiste un’altra medicina in cui la “precisione” è data dalla possibilità di veicolare con esattezza il farmaco in un punto specifico del corpo umano».

LEGGI ANCHE: TECNICI DI LABORATORIO, SERGIO BERNARDINI (SIBIOC): «INVESTIMENTI IN MEDICINA DI PRECISIONE O PRESTO DOVREMO MANDARE ALL’ESTERO I CAMPIONI»

Una possibilità che allarga gli orizzonti soprattutto per la lotta ai tumori: «i farmaci chemioterapici attualmente disponibili – ha spiegato il direttore del Laboratorio di Nanomedicina di precisione – sono molto potenti ed efficaci, ma anche estremamente tossici. Tanto che, uno dei principali problemi con cui deve fare i conti l’oncologo è proprio dosare la terapia, valutando accuratamente il rapporto tra i benefici e i rischi. Le sostanze utilizzate per la chemioterapia non aggrediscono solo il tumore, ma anche i tessuti sani. Utilizzando il secondo tipo di nanomedicina di precisione che ho descritto – quello che veicola il farmaco esclusivamente nel tessuto malato – i benefici possono superare di gran lunga i rischi».

Ed è proprio all’ambito oncologico che Paolo Decuzzi e il suo team hanno deciso di dedicare un importante studio. «Grazie alla collaborazione con oncologi e neuroscienziati – ha raccontato il direttore del Laboratorio genovese – da circa 4 anni stiamo lavorando ad un progetto per il trattamento di tumori al cervello. Sperimentiamo la possibilità di impiantare una piattaforma all’interno del cervello capace di rilasciare nanoparticelle che veicolano, in modo mirato, farmaci specifici. I test, per ora, sono limitati ai piccoli animali. Presto, si passerà a quelli di taglia più grande, per poi arrivare all’uomo».

Più recente è, invece, una ricerca per la cura delle patologie del neurosviluppo. «Questo studio – ha commentato Decuzzi – ha lo scopo di individuare i geni coinvolti in malattie come l’autismo, così da poterli rimodulare per modificarne l’espressione genica. Un obiettivo ben diverso da quello perseguito nella lotta al tumore, dove il traguardo è uno: distruggere le cellule tumorali.  Nel caso di patologie del neurosviluppo, il lavoro è ancora più delicato. Le cellule malate non possono essere semplicemente eliminate, ma devono essere “riparate”. I primi risultati di questo giovane progetto sono attesi nell’arco dei prossimi tre o quattro anni, tempo entro il quale – ha assicurato l’esperto – dovremmo essere in grado di avere un effetto su due o tre disordini dell’autismo».

Nuovi traguardi potrebbero rivoluzionare anche il trattamento precoce dell’ictus: «Stiamo sperimentando l’iniezione di agenti trombolitici capaci di sciogliere, sempre in modo estremamente mirato e preciso, un coagulo come quello causato da un ictus. I farmaci trombolitici attualmente utilizzati – ha spiegato Decuzzi – sono molto efficaci, ma anche molto tossici a livello neuronale. La particella che stiamo sperimentando ha un profilo di tossicità molto più basso e, pertanto, potrebbe essere iniettata già nell’ambulanza, prima ancora di arrivare in ospedale, senza che il paziente sia esposto a particolari rischi».

Ma quando tutto questo potrà diventare realtà? Sui tempi Decuzzi resta cauto. «Dalla sperimentazione di un farmaco alla sua immissione sul mercato – ha detto il direttore del Laboratorio di Nanomedicina di precisione – è piuttosto lungo. Il percorso di approvazione è complesso e rigoroso. Di solito – ha concluso – ci vogliono almeno una decina di anni affinché arrivi il benestare di tutte le autorità competenti».

Articoli correlati
Tumori della pelle in aumento, l’allarme di Ascierto: «Paura Covid ha scoraggiato i controlli»
L’esperto: «Una diagnosi precoce consente alti tassi di guarigione, la prevenzione è l’arma più efficace»
Emergenza Covid, 8mila casi di carcinoma mammario non diagnosticato a causa dello stop agli screening
Il 30% delle donne che solitamente si sottopone programmi di prevenzione non l’ha fatto e probabilmente non lo farà fino al prossimo anno
Tumore HER2 positivo o mutato, trastuzumab deruxtecan può migliorare la prognosi dei pazienti
Dopo l’approvazione dell’FDA per il trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2 positivo, l’anticorpo monoclonale coniugato trastuzumab deruxtecan di Daiichi Sankyo e Astrazeneca ha dimostrato risposte tumorali clinicamente significative anche nel carcinoma gastrico HER-positivo, nel carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione HER2 e nel carcinoma colorettale HER2 positivo. Al Congresso Virtuale dell’American Society of Clinical Oncology i risultati dei trial di Fase II DESTINY-Gastric01, DESTINY-Lung 01, DESTINY-CR01
Lotta ai tumori: scoperto meccanismo molecolare con cui ingannano le cellule “natural killer”
I ricercatori del Bambino Gesù, insieme all’Università di Genova e con il sostegno di AIRC, hanno svelato come si attiva il check-point inibitore PD-1 sulle cellule NK. Lo studio pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology
Genetica e alimentazione contro le malattie, la mission dell’Italian Institute of Planetary Health: «Studiamo i cibi come fossero farmaci»
«Il 40-50% dei tumori dipende da cattiva alimentazione» sottolinea Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, che ha dato vita al nuovo istituto. «Vogliamo sapere se un determinato alimento aumenta l’espressione dei geni che ci proteggono dai tumori o diminuisce l’espressione dei geni che li inducono»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 16 luglio, sono 13.565.020 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 584.385 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 16 luglio: nell’ambito de...
Diritto

Pensioni, la Cassazione: «Necessaria richiesta per lavorare fino a 67 anni». Altrimenti due anni di attesa per il primo assegno

Il rischio per il lavoratore è di essere sollevato dall’incarico al compimento dei 65 anni, senza ricevere la pensione. Possibile eccessiva riduzione degli organici in sanità
Salute

Tumori della pelle in aumento, l’allarme di Ascierto: «Paura Covid ha scoraggiato i controlli»

L’esperto: «Una diagnosi precoce consente alti tassi di guarigione, la prevenzione è l’arma più efficace»