Salute 24 Gennaio 2019

Migranti, tutela della salute e formazione: cinque azioni per gestire il fenomeno

Francesco Aureli, Presidente “Onlus Sanità Di Frontiera – Salute Senza Confini”: «Dopo le ultime tragedie nel Mediterraneo è il momento dell’azione concreta»

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Le ultime stragi nel Mediterraneo hanno riacceso i riflettori sulla drammatica questione dei migranti: tuttavia, non basta più dire che serve un momento di riflessione, perché ciò di cui c’è veramente bisogno è un’azione strutturale e destinata a diventare sistemica nell’immediato futuro. Proprio in questa direzione vanno i cinque punti proposti da Francesco Aureli, Presidente della Onlus “Sanità Di Frontiera – Salute Senza Confini”. Le cinque azioni sono “la riapertura di canali legali per i cosiddetti migranti economici e organizzazione di stabili corridoi umanitari per i profughi”; quindi, “l’incentivazione di percorsi di formazione per la valorizzazione professionale di chi giunge nel nostro Paese”. E ancora, “misure efficaci per la crescita demografica”. Il quarto punto proposto è la “prevenzione dell’emigrazione” e il quinto, la “nomina di un commissario o di un sottosegretario, che sieda a Palazzo Chigi e che interagisca e si coordini con un tavolo costituito dai ministri delle Politiche Sociali, dell’Interno, del Lavoro e Sviluppo Economico, degli Esteri, del Tesoro, della Salute e della Famiglia, in coordinamento e collaborazione con la Conferenza Stato-Regioni e l’Anci”.

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«Cinque punti concreti per agire in maniera pragmatica e strutturale sul fenomeno migratorio – spiega Francesco Aureli – rendendo immediatamente operative soluzioni che possano contribuire davvero a una gestione virtuosa». «Tra i punti da tenere in particolare considerazione spicca sicuramente quello della salute e del benessere sociale delle comunità di accoglienza e dei migranti stessi, nonché della necessità di formazione anche per i medici e gli altri operatori sanitari che interagiscono con i migranti: quando si parla di salute, tutti gli uomini sono uguali, senza differenze di etnia, credo religioso, condizioni economiche e sociali, e i nostri medici devono essere messi in condizione di poter curare tutti superando le barriere culturali e quelle dell’approccio psicologico».

Proprio da questo principio nasce l’impegno della Onlus “Sanità Di Frontiera – Salute Senza Confini” – a fianco di Consulcesi Onlus, frutto della sensibilità sociale del Gruppo Consulcesi, realtà leader nella formazione e nella tutela legale dei medici. In questo senso, sono state portate avanti importanti iniziative nel campo della formazione degli operatori sanitari sul delicato tema della medicina delle migrazioni, tra cui il recente corso di Educazione Continua in Medicina “Salute e migrazione: curare e prendersi cura”. Grazie alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), il corso, fruibile gratuitamente da tutti i medici italiani attraverso l’innovativa modalità della Formazione a Distanza, è accreditato direttamente da FNOMCeO. Un’idea nata dall’esperienza maturata grazie a Sanità di Frontiera, progetto di spiccata sensibilità sociale che ha ricevuto il sostegno anche da parte della Santa Sede mediante l’Obolo di San Pietro, e di cui l’ideatore e Presidente di Consulcesi Onlus, Massimo Tortorella, ha avuto modo di parlare direttamente con Papa Francesco.

Consulcesi Onlus è tra i principali sostenitori della Onlus “Sanità Di Frontiera – Salute Senza Confini”, che opera esclusivamente attraverso finanziamenti privati, ed è in prima linea – grazie al know-how maturato con la sua divisione tecnologica, Consulcesi Tech – per implementare un nuovo paradigma di trasparenza nella raccolta charity attraverso la Blockchain, in modo da garantire a chi sceglie di supportare le onlus la piena tracciabilità e trasparenza delle somme donate.

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