Salute 12 Ottobre 2022 09:50

Mese prevenzione tumore al seno: dalla radiologia interventistica ai meccanismi di farmacoresistenza

Gandolfo (SIRM): «La radiologia medica gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione del tumore al seno: è la mammografia l’esame di prima scelta. In senologia è fondamentale anche la radiologia interventistica, poiché di fronte ad un sospetto diagnostico si procede sempre ed immediatamente ad un accertamento bioptico»

Un milione di esami mammografici in meno e oltre 3.500 donne che hanno scoperto di avere un tumore del seno in fase avanzata. Sono solo alcuni degli effetti collaterali della pandemia da Covid-19 che ha causato un ritardo nelle diagnosi, negli interventi chirurgici e nell’erogazione di prestazioni terapeutiche salvavita, fino ad un blocco completo degli screening per oltre sei mesi. Per questo, il mese internazionale della prevenzione dei tumori del seno assume, per l’edizione 2022, un significato ancora più importante.

Tumore al seno: il ruolo della radiologia medica ed interventistica

«La radiologia medica gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione del tumore al seno – spiega Nicoletta Gandolfo, Coordinatore della Commissione Donne Radiologo Sirm, la Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica -. In tutti i programmi di screening organizzato, come quelli proposti durante questo mese di prevenzione, o quelli consigliati dagli specialisti individualmente, di volta in volta, alle pazienti, è la mammografia il cardine, la metodica diagnostica di prevenzione di prima scelta. Oltre alla radiologia medica, anche quella interventistica è fondamentale in senologia. Di fronte ad un sospetto diagnostico, infatti, si procede subito ad un accertamento bioptico, esame eseguito sempre sotto la guida dell’imaging, come l’ecografia, la mammografia o la risonanza magnetica, a seconda della tipologia di lesioni (non tutte sono visibili attraverso l’esame ecografico, ndr).  È proprio l’insieme di queste metodiche a consentire una diagnosi non solo precoce, ma anche accurata, capace di garantire alle donne una prognosi migliore grazie ad una terapia  mirata e personalizzata».

Le nuove frontiere di cura

Ed è sempre nel mese di ottobre che gli scienziati dell’Università Cattolica nel campus di Roma, insieme con i colleghi dell’IIGM Foundation, hanno diffuso la notizia di un’importante scoperta: gli esperti hanno identificato un meccanismo con cui il tumore evolve nel corso delle cure e sviluppa una resistenza alle terapie. «Più nello specifico – spiegano le dottoresse Antonella Sistigu e Martina Musella del Dipartimento di Medicina e Chirurgia Traslazionale, che hanno coordinato lo studio – abbiamo dimostrato attraverso varie e nuove strategie sperimentali (analisi precliniche di caratterizzazione fenotipica, funzionale e di espressione genica) che le cellule tumorali inizialmente sensibili alla chemioterapia, prima di morire rilasciano nel microambiente tumorale una serie di fattori chiamati “allarmine”, che, appunto, allertano e attivano il sistema immunitario del paziente». Sulla base dei risultati ottenuti da questo studio, pubblicato sulla rivista Nature Immunology, i ricercatori propongono una terapia combinata (i chemoterapici e immunoterapici standard insieme al farmaco sperimentale che ferma la proteina KDM1B) «per prevenire -spiegano le due scienziate – la formazione e eventualmente bersagliare in maniera efficace questa sottopopolazione di cellule staminali altrimenti resistenti a qualsiasi trattamento. La prospettiva clinica è quella di testare su pazienti la terapia combinata».

L’arte per la scienza

Per favorire l’impegno nella diagnosi precoce, il Ministero della Cultura ha generosamente scelto di affiancare nuovamente la Komen Italia nella campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “La Prevenzione è il nostro Capolavoro”: durante il mese di ottobre, a tutti coloro che sceglieranno di sostenere le attività della Carovana con una donazione sul sito il MIC offrirà l’accesso gratuito a molti  musei statali (in allegato la lista). Il simbolo di questa nuova campagna è il Ritratto di Giovinetta di Andrea Della Robbia custodito al Museo del Bargello di Firenze che è inoltre visitabile gratuitamente da chi partecipa con la donazione.

La Carovana della Prevenzione

Per aiutare a recuperare il tempo perduto negli ultimi due anni la Komen Italia ha intensificato le attività della “Carovana della Prevenzione”: utilizzando le sue 4 unità mobili ad alta tecnologia e lavorando fianco a fianco con la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e altri partner clinici, ha offerto la possibilità di effettuare gratuitamente “a domicilio” gli esami di diagnosi precoce dei tumori del seno ad oltre 30 mila donne, in modo particolare a coloro che vivono condizioni di maggiore fragilità sociale ed economica (l’elenco completo delle attività è consultabile al sito www.komen.it e www.prevenzione.komen.it).

«Il messaggio da lanciare a tutte le donne non è semplicemente quello di fare prevenzione, ma di farla nei posti giusti. Nel 2015 è stato emanato un Decreto Ministeriale che prevede l’istituzione delle Breast Units su tutto il territorio nazionale, ed è importante che le donne si rivolgano proprio a questi centri perché, così come dimostrato da alcune ricerche scientifiche, le donne diagnosticate e curate in questi luoghi – conclude Gandolfo – hanno una chances di guarigione superiore alle donne trattate altrove».

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Dalla Redazione

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Ad oggi, 6 dicembre 2022, sono 645.938.366 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.642.462 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia L’ultimo bollettino di...
Covid-19, che fare se...?

Se ho avuto il Covid-19 devo fare lo stesso la quarta dose?

Il secondo booster è raccomandato anche per chi ha contratto una o più volte il virus responsabile di Covid-19. Purché la somministrazione avvenga dopo almeno 120 giorni dall'esit...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono gli effetti collaterali della quarta dose?

Gli effetti collaterali dell'ultimo richiamo di Covid-19 sono simili a quelli associati alle dosi precedenti: un leggero gonfiore o arrossamento nel punto di iniezione, stanchezza e mal di testa