Salute 8 marzo 2017

Mamme medico, dall’Enpam più tutele. Presidente Oliveti: «Professione medica sempre più al femminile»

Indennità per spese mediche, gravidanze a rischio, sussidi per asili e babysitter. L’ente previdenziale di categoria, fornisce più tutele per la maternità in camice ‘rosa’

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In Italia le donne medico superano il 40% degli addetti ai lavori. Se consideriamo anche tutte le altre presenze femminili che ricoprono vari ruoli nel settore, arriviamo ad una prevalenza di circa il 60%. In questa ottica, più tutela e aiuti in rosa da parte dell’Enpam, l’ente di previdenza della categoria che ha deciso di staccare assegni destinati alle dottoresse che diventano mamme.

«La professione medica è sempre più femminile ed è necessario prenderne atto anche nelle tutele offerte» spiega il Presidente dell’Enpam Alberto Oliveti.

Un minimo che sfiora i 1.200 euro mensili per cinque mesi, più un consistente pacchetto di misure che vanno dalla protezione dei periodi per gravidanza a rischio, la copertura dei buchi previdenziali ad aiuti per asili nido e baby sitter e l’estensione di tutele anche alle studentesse di medicina e odontoiatria non ancora laureate. Queste le misure che l’ente previdenziale ha messo in atto per incentivare

«Da custodi di un sistema previdenziale – prosegue Oliveti – inoltre, dobbiamo pensare al lavoro ed è importante che una professionista possa diventare serenamente mamma, sapendo di avere a disposizione delle opzioni che le consentano di conciliare vita e professione. Per noi infatti le dottoresse mamme sono colleghe che hanno dei figli, non delle donne che devono essere aiutate paternalisticamente».

Ecco nel dettaglio le misure previste:

Indennità di maternità

L’assegno copre i due mesi precedenti la data presunta del parto e i tre mesi successivi alla nascita del bambino. A differenza dell’Inps, l’Enpam paga l’indennità anche se non si interrompe l’attività lavorativa.

L’importo minimo garantito sarà di 4.958,72 euro (per il 2017) a cui si aggiungerà un ulteriore assegno di 1000 euro (indicizzati) per le dottoresse con redditi inferiori a 18mila euro (indicizzati), il che fa arrivare l’indennità minima totale a quasi 6mila euro l’anno, circa 1200 euro al mese.

Per le professioniste con redditi superiori verrà comunque garantita un’indennità pari all’80 per cento di cinque dodicesimi del reddito professionale dichiarato ai fini fiscali nel secondo anno precedente a quello della gravidanza. L’indennità massima è di 24.793,60 euro.

Gravidanza a rischio

Le professioniste potranno essere tutelate da una copertura specifica, prevista per un massimo di sei mesi (il periodo rimanente ricade nell’assegno di maternità). L’importo viene stabilito annualmente dal Consiglio di amministrazione dell’Enpam.

Prima di questo nuovo regolamento la gravidanza a rischio rientrava nelle tutele assistenziali previste per la malattia che sono vincolate a limiti di reddito, per cui le dottoresse con un reddito familiare superiore a una determinata soglia non erano garantite per il periodo in cui erano costrette a interrompere la professione per una gravidanza a rischio.

Questa nuova tutela protegge anche le dottoresse convenzionate con il Ssn che in alcune situazioni particolari in precedenza non ne avevano diritto.

Sussidi per spese di nido e baby sitter

Le neo mamme potranno contare su aiuti economici per le spese di baby sitter e nido (pubblico e privato accreditato) entro i primi dodici mesi di vita del bambino. Il beneficio è concesso una volta per ciascun figlio.  Modalità, termini e limiti per la fruizione di questi sussidi saranno contenuti in un bando annuale deliberato dal Consiglio di amministrazione.

Contributo volontario

Nel caso in cui ci dovessero essere periodi privi di contribuzione a seguito di una gravidanza (maternità, aborto, gravidanza a rischio) o di adozione o affidamento,  è possibile colmare gli eventuali buchi con dei versamenti volontari e garantirsi così una continuità utile ai fini dei requisiti e dell’importo della pensione. Il contributo volontario viene calcolato sulla base del reddito professionale dichiarato nel secondo anno precedente alla gravidanza. In assenza di reddito si prende come riferimento per la base del calcolo il minimo Inps previsto nello stesso anno.

Adozione e affidamento

Niente più distinzioni tra adozioni (e gli affidamenti preadottivi) nazionali e internazionali, per entrambe le quali viene garantita un’indennità di cinque mesi. Le tutele sono le stesse previste per la maternità.

Categorie tutelate

Sono tutelate le professioniste iscritte all’Ordine dei medici e degli odontoiatri. L’indennità di maternità viene corrisposta  se non sussiste analogo diritto presso altre gestioni previdenziali obbligatorie oppure se ha diritto a percepire, in forza di leggi o contratti, trattamenti economici per gli stessi eventi o in alcuni altri casi particolari. L’Enpam integra comunque le prestazioni che non dovessero arrivare al mimino assicurato.

Studentesse in Medicina e Odontoiatria

Le tutele per la maternità sono state estese anche alle studentesse universitarie che decideranno di iscriversi alla Fondazione Enpam già a partire dal quinto o sesto anno del corso di laurea. Per queste ultime è previsto un sussidio di importo pari all’indennità minima prevista per ciascuna fattispecie. Per l’apertura delle iscrizioni all’Enpam che farebbe scattare le garanzie anche alle studentesse, la Fondazione sta attendendo il necessario via libera dei ministeri.

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