Salute 17 Febbraio 2015

Rapporto malpractice: meno sinistri, ma più costosi

Il rapporto registra un calo di denunce nella sanità pubblica e un aumento del valore assicurativo nell’ultimo decennio: i più esposti restano i chirurghi

Rapporto malpractice: meno sinistri, ma più costosi

I sinistri totali registrati in Italia negli ultimi dieci anni sono stati 41.628, con una media di 4.163 all’anno.

È quanto emerge dalla sesta edizione del rapporto “Medical Malpratice Claims Analysis” redatto da Marsh. Un’analisi dei sinistri avvenuti nella sanità pubblica tra il 2004 ed il 2014 e di come questi influiscono sul settore assicurativo.

Il campione analizzato dallo studio comprende 89 strutture, 265.678 lavoratori (di cui 43.190 medici e 110.208 infermieri) e 2.633.566 ricoveri annui. Il numero medio di sinistri all’anno per ospedale ammonta a 66. L’analisi mostra un picco di eventi nel periodo relativo agli anni 2008-2009 e una flessione costante fino all’ultimo anno preso in considerazione. Unica eccezione: il 2012, durante il quale si è registrato un picco positivo.

Il 43,2% dei sinistri è aperto, mentre quelli senza seguito sono il 24,1%. La maggior parte di queste pratiche è stragiudiziaria (il 78,6%) mentre i procedimenti penali si assestano intorno all’8%. Il 78,1% delle denunce viene effettuata per lamentate lesioni. I casi di decesso registrati nell’ultimo anno sono il 7,9%, in leggero aumento rispetto alla percentuale registrata l’anno precedente (7,7%).

L’unità operativa maggiormente soggetta a citazioni in denunce di sinistro è la Struttura (15,5%), che precede Ortopedia e Traumatologia (13,2%) e DEA/Pronto Soccorso (13,1%). La maggior parte degli eventi denunciati ha avuto luogo in specialità inerenti l’area chirurgica (il 36,3% dei casi). Gli eventi accaduti invece in aree comuni delle strutture sanitarie rappresentano il 15,5% del totale. Il 13,7% dei sinistri si è verificato infine in specialità relative all’area emergenza-urgenza.

L’evento denunciato più frequentemente è l’errore chirurgico (il 27,3%), seguito dall’errore diagnostico (18%) e dall’errore terapeutico (10,4%). In generale, nel 2014 si è osservata una diminuzione dei tassi di rischio dal -3,15 al -1,30%, alla quale si accompagna un aumento del valore assicurativo dal +1,25 al +3,18%.

Altro dato interessante riguarda i tempi di denuncia e quelli di risposta. il 95% degli eventi viene denunciato entro sei anni dalla data di accadimento dell’evento.

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