Salute 17 Gennaio 2022 14:52

SIAARTI: «Sì ad interventi urgenti su pazienti positivi asintomatici. Urgono linee operative»

Balagna (SIAARTI-Medicina critica dell’emergenza): «Ogni giorno siamo costretti a non operare pazienti che avrebbero necessità di interventi chirurgici di una certa importanza. Si tratta di vaccinati, spesso con tre dosi, asintomatici e che risultano positivi al tampone eseguito al momento del pre-ricovero»

SIAARTI: «Sì ad interventi urgenti su pazienti positivi asintomatici. Urgono linee operative»

Se un paziente contrae il Covid-19, ma è asintomatico, può tranquillamente restarsene a casa propria in isolamento senza preoccuparsi di seguire cure o trattamenti. Ma cosa accade se questo stesso paziente, asintomatico e non critico (almeno dal punto di vista dell’infezione da Sars-CoV-2), ha bisogno di un intervento chirurgico urgente, un trapianto e quindi di essere assistito in un post-operatorio intensivo? A sollevare la questione è la Società Italiana di Anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (SIAARTI). «Occorre programmare oggi ciò che fra poche settimane, finita l’ultima ondata dell’emergenza pandemica, diventerà con ogni probabilità una nuova emergenza sanitaria», avverte il presidente SIAARTI Antonino Giarratano.

Linee guida per interventi chirurgici a positivi asintomatici

Per Angelo Gratarola, responsabile SIAARTI anestesia e medicina peri-operatoria viviamo una sorta di “daltonismo delle fasce di rischio”: «Si rischia infatti l’arancione territoriale per pazienti ricoverati non a causa del Covid-19, ma per le sole positività incidentali scoperte al Pronto soccorso. Questo rappresenta un problema concreto: il Ministero dovrebbe, infatti – sentite le società scientifiche, in primis SIAARTI -, offrire indicazioni e linee operative per poter sottoporre ad intervento chirurgico pazienti semplicemente positivi al virus».

Troppi pazienti oncologici “a rischio” ritardi

Analisi confermata da Roberto Balagna, responsabile SIAARTI medicina critica dell’emergenza, che sottolinea come ogni giorno siano costretti a non operare pazienti che avrebbero necessità di interventi chirurgici di una certa importanza e necessità, come ad esempio i malati oncologici. «Mi riferisco ad una popolazione, sempre più numerosa, di pazienti vaccinati, spesso con tre dosi, asintomatici e che risultano positivi al tampone eseguito al momento del pre-ricovero – racconta Balagna -. Questa popolazione sta diventando sempre più numerosa sia nel contesto dell’emergenza urgenza che per quanto riguarda pazienti che necessitano di trapianti salvavita. La gestione clinico, logistico ed organizzativa dei percorsi sta diventando sempre più critica. Se non si troveranno presto soluzioni dinamiche, rivedendo le attuali procedure – sottolinea Balagna – presto l’intero sistema chirurgico sarà nel caos».

Troppe emergenze nell’emergenza

Un’emergenza che per la SIAARTI si aggiunge ad altre due, altrettanto rilevanti: «Innanzitutto – continua Giarratano – le necessità dirette legate alla pandemia Covid-19, quelle delle sepsi e delle insufficienze respiratorie gravi che assorbono centinaia di posti letto e numerosissime risorse umane, tra cui in primo luogo quelle degli Anestesisti Rianimatori. Secondo: la sanità non-Covid in molte regioni è travolta dalle esigenze della pandemia e forse anche – in alcune situazioni – dalle necessità di riservare posti letto per poter rimanere nei colori “più chiari e meno-emergenziali”. Sappiamo che questa criticità genera ritardi preoccupanti, ribaditi in particolare dal mondo della chirurgia e già presentati anche con un’interrogazione alla XII Commissione della Camera».

Terapie intensive quasi sature

Le preoccupazioni avanzate dalla SIAARTI si basano su esperienze concrete dei coordinatori delle varie aree scientifiche della società: «Le Terapie Intensive Covid-19 osserva Nicola Latronico, responsabile SIAARTI rianimazione e terapia intensiva –  stanno viaggiando verso la saturazione, con la necessità molto prossima di aprire altri posti sottratti alle Terapie Intensive non Covid-19. Queste ultime, ridotte nella loro capacità di letti e personale, sono sotto pressione per far fronte alle patologie tempo-dipendenti (traumi, stroke), a patologie acute non-Covid (sepsi, insufficienza respiratoria acuta) e per prendere in carico pazienti post-operatori complessi e gravi».

Troppe donne incinte non vaccinate

Maria Grazia Frigo, responsabile SIAARTI cure materno-infantili, offre, invece una precisazione inedita: «La popolazione ostetrica è ancora troppo esposta al contagio perché ancora in gran parte non vaccinata verso la Sars-CoV-2, nonostante le raccomandazioni dell’ISS e delle principali società scientifiche del settore. L’evento travaglio di parto o in generale l’urgenza ostetrica non è procrastinabile e questo comporta una pressione sulle strutture che può compromettere la sicurezza del percorso nascita se non è realizzato in forma sicura e con il massimo della prudenza organizzativa», spiega Frigo.

Pianificare azioni e interventi, altrimenti il SSN rischia il collasso

Alla luce di questi dati e considerazioni basati sull’esperienza diretta degli specialisti, Antonino Giarratano, a nome di tutta SIAARTI, invita il Ministero della Salute e le Regioni a «porre l’attenzione su queste criticità e a pianificare azioni e metodi di intervento, affinché il SSN, impegnato oggi su due fronti così scottanti (lotta al Covid-19) e programmazione degli interventi previsti nel PNRR) sappia imprimere un indirizzo chiaro sulla gestione di queste problematiche per evitare- conclude – il collasso del Sistema Sanitario nei prossimi mesi».

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Se i no vax rifiutano pure le cure. Giannini (SIAARTI): «Non fermiamoci al primo “no”. Non possiamo lasciarli morire»
“Usura da negazione”, il componente del comitato etico della SIAARTI: «Un medico o un professionista sanitario di fronte ad un paziente che rifiuta una cura, appropriata e potenzialmente utile, prova un’enorme sofferenza. Si genera quello che in inglese viene definito il “moral distress”»
Quarta ondata, Giarratano (SIAARTI): «Terapie intensive rischiano l’intasamento entro un mese»
Il presidente degli anestesisti-rianimatori: «Subito terza dose e massima attenzione alle norme di prevenzione»
La nutrizione clinica nelle terapie intensive Covid. Intervista a Pietro Vecchiarelli (Siaarti)
Il rianimatore: «In terapia intensiva il paziente perde la sua massa magra. Superata la fase critica della malattia seguire un programma di nutrizione clinica sarà fondamentale per “ricostruire” la propria forma fisica»
di Isabella Faggiano
Da FNOMCeO e SIAARTI le linee guida per l’accesso in terapia intensiva in caso di crisi
Il documento congiunto che aiuterà i medici nelle eventuali tragiche scelte sull'accesso in terapia intensiva in situazione di crisi. Criteri rigorosi, espliciti, concorrenti e integrati, valutati sempre caso per caso
Covid-19, Brusaferro (ISS): «Fondamentale individuare asintomatici. In arrivo nuovi test più semplici»
Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità è stato audito dalla Commissione Sanità del Senato su Covid-19, medicina territoriale e plasma iperimmune. Una speranza arriva dagli anticorpi monoclonali, e sullo studio TSUNAMI: «Ci sono rallentamenti, in estati numero di casi adatti diminuito»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 27 maggio, sono 527.841.227 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.284.538 i decessi. Ad oggi, oltre 11,48 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Salute

Vaiolo delle scimmie, la “profezia” di Bill Gates e il bioterrorismo

Bill Gates aveva parlato pubblicamente del rischio di future pandemia e di bioterrorismo, facendo riferimento a possibili attacchi con il vaiolo. Spazio per nuove teorie del complotto
Cause

Medici specializzandi, apertura della Cassazione su prescrizione, rivalutazione interessi e borse di studio

Due ordinanze della Cassazione riaprono la vertenza, con udienza pubblica. L’avvocato Tortorella: «La giurisprudenza può rivedere le sue posizioni in senso più favorevole ai ...