Salute 10 Maggio 2019

“La sanità non funziona senza infermieri”, campagna FNOPI per celebrare la Giornata internazionale degli infermieri

Decine gli eventi in tutta Italia il 12 maggio. «Intendiamo comunicare correttamente ciò che siamo e che rappresentiamo nella realtà di tutti i giorni agli occhi dei cittadini», spiega la presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli. Le immagini raccolte pubblicate sui canali web e social della Federazione danno conto di numerose attività professionali che attualmente vedono gli infermieri protagonisti anche in contesti insoliti

Il 12 maggio non sarà solo la festa della mamma ma anche la Giornata internazionale dell’infermiere 2019 che si celebra come ogni anno il 12 maggio in ricordo del giorno della nascita di Florence Nightingale, considerata fondatrice dell’Infermieristica moderna.

La sanità non funziona senza infermieri” è lo slogan scelto dalla FNOPI, Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche per festeggiare la ricorrenza. Gli Ordini provinciali hanno organizzato sul territorio decine e decine di iniziative anche per rinsaldare il loro rapporto con i cittadini: «Intendiamo comunicare correttamente ciò che siamo e che rappresentiamo nella realtà di tutti i giorni agli occhi dei cittadini: la migliore risposta a posizioni che ostacolano il cambiamento e che non tengono conto dei progressi intervenuti negli ultimi anni», dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale FNOPI.

La campagna sta avendo ottimi riscontri, grazie alla collaborazione e alla creatività messe in campo da tutti gli Ordini provinciali degli infermieri.

Le immagini raccolte pubblicate su tutti i canali a disposizione della Federazione (web e social), danno conto di numerose attività professionali che attualmente vedono gli infermieri protagonisti, anche in contesti insoliti, che vanno ben oltre il consueto scenario di ospedali e case di cura, spingendosi fino alla gestione di situazioni di massima emergenza o anche alle missioni militari all’estero.

«I nostri iscritti oggi sono chiamati a presidiare il territorio, ad accettare la sfida dell’assistenza domiciliare integrata, a mettersi in gioco anche in qualità di consulenti e liberi professionisti, e nei settori più disparati, a partire dalla prevenzione delle patologie e dalla promozione di corretti stili di vita», spiega la presidente Mangiacavalli.

LEGGI ANCHE: INFERMIERE DI FAMIGLIA, ACETI (FNOPI): «CHIEDIAMO CHE VENGA PREVISTA DAL NUOVO PATTO PER LA SALUTE»

Gli infermieri rappresentati dalla campagna esercitano nelle scuole, nei centri antiviolenza così come nei campi estivi o sui luoghi di lavoro dove sono più frequenti gli infortuni; coordinano il processo di donazione di organi e tessuti; insegnano all’università; sono il punto di riferimento per i malati rari; gestiscono ambulatori e interi reparti; utilizzano strumenti tecnologici all’avanguardia, dagli ecografi di ultima generazione al telecontrollo dei pacemaker.

Offrendo questa panoramica, seppur non esaustiva, degli ambiti in cui il nuovo infermiere agisce l’obiettivo è anche essere di stimolo politico in contesti del Paese dove lo sviluppo infermieristico stenta ancora a decollare, fornendo uno strumento di analisi in più a livello territoriale a cittadini e associazioni per chiedere l’attivazione di determinati servizi, figure, ambiti di responsabilità che vedano gli infermieri protagonisti come sempre al loro fianco.

«Nel XXI secolo – spiega Mangiacavalli nel suo saluto agli infermieri iscritti agli Ordini, visibile a questo link – vedremo più comunità e servizi a domicilio, una migliore tecnologia e la cura centrata sulla persona: gli infermieri saranno in prima linea in questi cambiamenti e per questo devono imparare a essere leader perché tutte queste qualità le hanno già sviluppate e fanno parte della loro vocazione e della loro professionalità. Significa consentire agli infermieri di lavorare utilizzando il massimo potenziale attraverso la creazione di più strutture guidate da infermieri specializzati e il rapporto mostra che l’espansione della copertura sanitaria universale si farà dipendere in larga misura dall’abilitazione e dalla formazione della forza lavoro esistente, compresi gli infermieri, per lavorare in modo più efficace. Per gli infermieri, un modo di espandere le proprie conoscenze, è la riflessione condivisa delle attività intraprese. Questo è tra i nostri obiettivi a breve termine».

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