Salute 21 giugno 2017

La lotta al fumo passa da ricerca e prodotti a potenziale rischio ridotto. Prof. Polosa: «Eliminare combustione riduce danni del 90%»

Un sottotitolo ambizioso, “Ridurre il danno, salvare vite”, quello del Forum Mondiale sulla Nicotina che si è svolto in questi giorni a Varsavia, in Polonia. Confronto tra scienziati, esperti e aziende. Professor Polosa (Università di Catania e Lega Italiana Anti Fumo): «Prodotti a tabacco riscaldato ed e-cigarette per soppiantare il fumo di sigaretta»

di Cesare Buquicchio – Inviato a Varsavia (Polonia)
Immagine articolo

Un sottotitolo ambizioso, “Ridurre il danno, salvare vite”, quello del Forum Mondiale sulla Nicotina che si è svolto in questi giorni a Varsavia, in Polonia. Un confronto vivo e vibrante tra scienziati, medici, aziende, stakeholder ed esperti del settore tutto orientato dalla consapevolezza che il fumo di sigaretta uccide e crea ingenti danni e costi sociali, e che far transitare più fumatori possibili a prodotti a potenziale rischio ridotto rappresenta una scelta lungimirante e un dovere morale.

Il professor Riccardo Polosa, Direttore dell’Istituto di Medicina Interna e Medicina d’Urgenza dell’Università di Catania e consigliere scientifico della Lega Italiana Anti Fumo, ha coordinato uno dei dibattiti più seguiti a Varsavia.

Lei è un medico, quali sono le prospettive epidemiologiche? È possibile ridurre l’impatto e i danni del fumo di sigaretta?

«La prospettiva è che è possibile. È possibile sfruttando al massimo la variegata disponibilità di prodotti a potenziale rischio ridotto che si sta profilando sul mercato. Cito così al volo le varie tipologie di sigaretta elettronica, partendo dalla prima generazione fino alle più innovative terze generazioni, ma parlo anche di tabacco riscaldato che sta ormai prendendo piede soprattutto nei paesi asiatici dove ha un grande successo».

Qui abbiamo analizzato nelle varie conferenze gli effetti sulla salute, gli effetti delle sostanze tossiche prodotte dalla sigaretta tradizionale comparati con quelli della sigaretta elettronica e dai prodotti dal tabacco riscaldato. Ormai l’evidenza scientifica della riduzione di questa tossicità è abbastanza acclarata.

«Si, certamente. Ormai i dati sono veramente preponderanti. Ciò che razionalmente era chiaro a me otto anni fa, vale a dire che un prodotto che non produce combustione non può rappresentare un rischio elevato, è oggi dimostrato da centinaia e centinaia di pubblicazioni scientifiche che dimostrano come questa categoria di prodotti si posizioni su una potenziale riduzione del rischio che va dal 90 al 95%».

 

LEGGI ANCHE: «OLTRE IL 70% DEI FUMATORI TRADIZIONALI SI CONVERTE A PRODOTTI A POTENZIALE RISCHIO RIDOTTO»

 

C’è un altro aspetto preso in considerazione: la nicotina. Quanto è influente sul piano dei rischi per la salute?

«La nicotina presente nei prodotti a potenziale rischio ridotto è dell’ordine del 2%, quindi ci vorrebbe un consumo enorme per poter giungere livelli di tossicità clinicamente rilevanti. Inoltre, il nostro organismo è talmente intelligente che mette su dei meccanismi di difesa, di autocontrollo, per cui è veramente difficile creare la condizione del sovraddosaggio».

In uno di questi confronti sono stati analizzati diversi modi di utilizzo, cioè il passaggio da sigaretta tradizionale al prodotto a potenziale rischio ridotto, il comportamento duale in cui il fumatore mantiene l’uso degli altri prodotti e le tendenze a smettere, utilizzando questi prodotti, qualsiasi uso della sigaretta tradizionale. Qual è la sua valutazione su questo tipo di dati?

«Questi sono dati altamente dinamici, noi stiamo assistendo e, guardate, io sono molto entusiasta, emozionato di vivere questo momento storico così importante per la mia vita di scienziato, ma la realtà dei fatti è che noi stiamo prendendo atto di un fenomeno in forte evoluzione. Oggi abbiamo un prodotto, domani ne avremo un altro. Oggi si parla di utilizzatori duali in grandi percentuali, domani in minore percentuale. Tutto questo a mio avviso dipende essenzialmente dalla qualità del prodotto e dal grado di soddisfazione che dà. Più il prodotto sostitutivo, alternativo alla sigaretta convenzionale è soddisfacente e piacevole, minore sarà l’impatto nel doppio utilizzo perché fino ad ora il doppio utilizzo è semplicemente figlio di una scarsa qualità del prodotto disponibile oggi sul mercato, ma l’innovazione è dietro l’angolo e io sono convinto che nei prossimi 5-10 anni il fenomeno del dual usage diventerà preistoria».

Articoli correlati
Tumori testa e collo, al via “Make Sense Campaign”. Con diagnosi precoce il 90% dei pazienti guarisce
«È fondamentale offrire viste gratuite in un momento di crisi economica in cui 15 milioni di italiani non hanno la possibilità di curarsi. Parteciperò personalmente all’iniziativa in piazza a Torino». La senatrice azzurra presenta la campagna di sensibilizzazione dedicata a questo tipo di patologie tumorali
di Isabella Faggiano
Gas radon, Miani (presidente Sima): «È la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo»
«Sono 3.200 le persone che, ogni anno, in Italia, perdono la vita a causa di una prolungata esposizione al gas. Le sue radiazioni colpiscono soprattutto le cellule dei bronchioli e degli alveoli polmonari, modificandone il dna e causando l’insorgenza del cancro», spiega il Presidente della Società italiana di Medicina Ambientale
di Isabella Faggiano
“Senti chi fuma”, la spinta “gentile” per smettere. Il libro che dà voce ai fumatori
Scritto a quattro mani dal dottor Fabio Beatrice, Direttore del Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e dalla giornalista medico-scientifica Johann Rossi Mason, è stato presentato all’Istituto Superiore di Sanità in occasione del World No-Tobacco Day
Fumo, medici di medicina generale sempre più ‘sentinelle’ delle abitudini dei pazienti
Oltre 560 medici di base hanno partecipato al nuovo questionario del Centro Studi della Fimmg sul fumo. Un test che ha verificato l’importanza dei medici di famiglia come ‘sentinelle’ sull’abitudine al fumo. «L’indagine evidenzia come, ancora una volta, i medici di base siano efficaci sentinelle rispetto a fenomeni connessi a fattori di rischio comportamentali – sottolinea Paolo […]
Fumo, aumentano i consumatori. Roberta Pacifici (ISS): «I giovani sono il serbatoio di riserva del tabagismo»
«Da anni non vediamo importanti cambiamenti di rotta in Italia: giovani e giovanissimi alimentano la popolazione dei fumatori che non diminuisce». Così il Direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila
Lavoro

Allarme chirurghi, Marini (Acoi): «Specialità scelta solo da 90 giovani. Siamo tra i migliori al mondo, appello alle istituzioni»

Il messaggio lanciato da Sic e Acoi riunite in congresso: «Sostenete la chirurgia italiana che, nonostante tutto, c’è ed è forte. Contenzioso medico-legale e stipendi tra i peggiori in Europa dis...