Salute 10 Aprile 2020

La Clorochina è efficace contro il Covid-19? Oxford avvia un mega-test con 40mila partecipanti

La sperimentazione durerà almeno un anno, intanto il farmaco anti-malarico comincia a scarseggiare. Da Firenze la messa a disposizione per produrlo

Si discute da giorni sulla validità della clorochina nella lotta al Covid-19. Si tratta di un farmaco anti-malarico impiegato, allo stato attuale, per la cura di Lupus e artrite reumatoide. Dalla Francia è arrivato uno dei due studi che ne sostengono l’efficacia, portato avanti dall’Ospedale universitario di Marsiglia e già in Brasile e Stati Uniti i governi hanno acquistato grandi partite del farmaco. In Italia, come anche in India e in Bangladesh, la clorochina circola già tra le corsie del personale sanitario ed è inserita in alcune sperimentazioni.

Per rispondere alla necessità globale di verificarne i benefici, l’Università di Oxford ha dato il via a un maxi-trial che comprende 40mila partecipanti tra Asia, Africa ed Europa. Al centro non solo la validità del farmaco contro la malattia da Coronavirus, ma anche il suo valore di profilassi. La possibilità, quindi, che il farmaco possa prevenire le probabilità di ammalarsi se assunto prima e costituire a tutti gli effetti un’arma per preservare il personale sanitario e non solo.

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I volontari del test inglese verranno divisi in due gruppi e riceveranno casualmente una dose di clorochina o di un placebo per tre mesi. I risultati dovrebbero essere disponibili in meno di un anno, aiutati dal gran numero di partecipanti divisi in tre continenti.

Nel frattempo, il farmaco comincia a scarseggiare. Essendo fuori brevetto e avendo potenzialmente pochi utilizzatori e un prezzo basso (intorno ai 12 euro), è rimasta solo una casa farmaceutica a produrlo che ha già denunciato difficoltà nel rispettare le richieste.

In aiuto arriva lo Stabilimento Chimico Farmaceutico militare di Firenze, che si prepara a unirsi alla produzione del farmaco sperimentale. Come dichiarato nella trasmissione televisiva “Porta a Porta” dal direttore della struttura, il colonnello Antonio Medica, lo stabilimento produce già farmaci orfani forniti a oltre tremila pazienti e non incontrerebbe difficoltà nell’incrementare la produzione. Per ora si cercano contatti per ricevere la materia prima ma poi, ha aggiunto il colonnello, i tempi di partenza potrebbero essere molto brevi.

 

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