Salute 11 Gennaio 2018 18:07

Influenza, come si costruisce il vaccino? Come si verifica l’efficacia? Lo spiega Roberto Burioni

«L’approccio sperimentale è fondamentale per generare ogni anno la profilassi influenzale: saper anticipare le trasformazioni dei ceppi virali prima che si manifestino i sintomi, anche questo è compito della scienza» l’intervista al medico divenuto simbolo della battaglia pro vax

Come si costruisce il vaccino anti-influenzale? Qual è il suo grado di efficacia? Se il virus influenzale si trasforma continuamente, come si riesce a prevedere una profilassi efficace? Sono solo alcune delle domande che Sanità Informazione ha rivolto all’infettivologo pro vax per eccellenza, Roberto Burioni.

LEGGI ANCHE: INFLUENZA, NIENTE PAURA. ECCO LA GUIDA CHE SPIEGA COSA FARE

Professore, come nasce il vaccino contro l’influenza?

«Nel vaccino ci sono due ceppi del virus A, che causa l’influenza più pericolosa. Tuttavia, il virus dell’influenza cambia ogni anno. Proprio per questo motivo tutti gli anni a febbraio si tenta di prevedere quali saranno i ceppi influenzali che circoleranno l’inverno successivo. Per produrre il vaccino sono infatti necessari alcuni mesi. Tuttavia, queste previsioni talvolta ci prendono e talvolta non ci prendono: quando le previsioni sono corrette, i vaccini hanno la capacità di proteggere molto bene; ma quando le previsioni si rivelano scorrette perché il virus cambia in un modo che non è stato previsto, l’efficacia del vaccino può essere molto più bassa».

Si potrà, in futuro, migliorare l’efficacia del vaccino?

«C’è assolutamente l’esigenza di impegnarsi per avere dei vaccini migliori e questo è qualcosa che riguarda la ricerca. Tanti studiosi, ed io sono tra questi, cercano modi più efficaci per prevenire l’influenza. In ogni caso dobbiamo sottolineare che, per quanto la protezione possa non essere al 100%, c’è sempre un certo grado di protezione e quindi il vaccino è una scommessa che conviene, che si vince sempre e non si può perdere. Chi si vaccina, nel peggiore dei casi, non sarà protetto al 100% ma è comunque importante che tutte le persone per le quali ci sono le raccomandazioni, quindi principalmente gli anziani e chi ha altri problemi, si vaccinino. Ma ricordiamoci che la vaccinazione è anche un dovere di tutti i sanitari, non solo per difendere se stessi, ma anche per evitare la malattia ai pazienti di cui si prendono cura».

Adesso ha senso vaccinarsi o ormai non serve più?

«Ora è tardi per vaccinarsi, però non è giusto dire che non serve: la protezione si ha circa 10-15 giorni dopo la vaccinazione e chiaramente il rischio di essere contagiati prima che la protezione si metta in atto c’è. Però comunque diciamo che un beneficio si può avere, quindi è tardi ma non è inutile farlo».

Fino a quando si diffonderà l’influenza?

«Tecnicamente l’influenza in questo periodo continua a diffondersi fino a primi di marzo, quindi siamo proprio nel periodo di maggiore intensità e frequenza. L’influenza è infatti concentrata proprio in questo periodo dell’anno e, anzi, quest’anno è arrivata prima del solito: in generale in Italia arriva a metà gennaio, cosa che può succedere. D’altro canto, l’influenza si chiama così perché gli antichi pensavano fosse dovuta all’influenza della posizione delle stelle…».

Articoli correlati
Ricompare la poliomielite in Europa, in Gb massima allerta
Nel Regno Unito è stato segnalato un potenziale focolaio di poliomielite, in seguito al ritrovamento di tracce del virus nelle acque reflue. Secondo l'Oms, ci sono oltre 100 paesi che non raggiungono la copertura vaccinale raccomandata
Il vaccino può causare il Long Covid?
Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali
In autunno un test ci dirà se dobbiamo fare un nuovo vaccino anti-Covid?
Un nuovo test rapido del sangue è in grado di misurare l'immunità al virus Sars-CoV-2 e indicare, in questo modo, l'opportunità di fare una nuova dose di vaccino
Vaiolo delle scimmie, casi in aumento nel mondo. Si ipotizzano ipermutazioni più contagiose
I casi di vaiolo delle scimmie nel mondo sono in aumento. Si ipotizzano ipermutazioni che possono aver reso il virus più contagioso. I paesi europei iniziano a difendersi
Vaiolo delle scimmie, cresce allarme in GB. L’ECDC teme l’endemia
Triplicano i casi di vaiolo delle scimmie nel Regno Unito. Mentre l'ECDC teme che possibili contagi in animali possano far diventare il virus endemico
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 24 giugno, sono 542.130.868 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.326.038 i decessi. Ad oggi, oltre 11,63 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali