Salute 2 Febbraio 2022 16:25

Immuni per natura, la risposta è nei geni secondo il prof. Novelli

Lo studio internazionale a cui ha preso parte il professor Giuseppe Novelli dell’Università Tor Vergata è ancora in corso, ma l’attenzione si sta focalizzando sul DNA e sull’immunità innata verso agenti infettivi

Immuni per natura, la risposta è nei geni secondo il prof. Novelli

Il cerchio si stringe intorno al virus Sars-CoV-2. Dopo la scoperta della molecola MBL (Mannose Binding Lectin) attiva nella prima linea del sistema immunitario in grado di riconoscere e bloccare la proteina Spike di ogni variante nota del Covid-19, ci sono novità anche sul fronte dello studio attivo da un anno che coinvolge 250 istituti internazionali e di cui fa parte il professor Giuseppe Novelli dell’Università Tor Vergata di Roma.  Su questo versante si lavora per capire perché alcune persone contraggono polmoniti aggressive, mentre altre sono immuni. L’attenzione si è concentrata sui geni, come ha spiegato lo stesso Novelli raggiunto telefonicamente.

A distanza di un anno dall’avvio dello studio, a che punto siete?

«Stiamo facendo analisi approfondite sui soggetti che mostrano maggiore resistenza all’infezione – spiega il genetista -.  E soprattutto puntiamo a studiare i geni che potrebbero rivelarsi importanti: cioè la loro funzione, la loro distribuzione nella varie popolazioni, il loro grado di protezione. Al momento noi e altri ricercatori abbiamo scoperto alcuni geni specializzati nel distruggere l’interferone, ovvero l’unica molecola capace di costruire una barriera contro l’infezione.  I risultati fino ad oggi ottenuti necessitano di conferme, come la scienza richiede».

Oggi si può dire chi sono gli immuni per natura e che caratteristiche hanno che li differenzia dagli altri individui?

«Non è corretto parlare di “immuni per natura” a mio parere – puntualizza Novelli -. Esistono infatti nelle popolazioni umane fattori genetici differenti che consentono una maggiore protezione o resistenza verso le malattie (tutte, comprese quelle infettive). È la biologia! Come è noto esiste una immunità innata che rappresenta la prima linea di difesa delle nostre cellule verso agenti infettivi, che si attiva prima dell’immunità acquisita con i vaccini o quando ci si infetta. Ecco, alcune persone potrebbero avere una immunità innata, diciamo più efficiente di altre…»

È di questi giorni la notizia di un altro studio realizzato dall’Istituto Humanitas e dal San Raffaele di Milano, avete collaborato o si tratta di due lavori differenti?

«Sono studi diversi e differenti per approccio e metodologia. Il nostro si è focalizzato sulle cause genetiche che rendono alcune persone più suscettibili ad ammalarsi della forma grave della malattia, e abbiamo scoperto la causa, ormai confermata da numerosi studi e che permette di dire che il Covid-19 almeno per un 20% dei casi gravi è dovuta non solo al virus, ma anche a mutazioni di alcuni geni che sono importanti per l’immunità innata».

Alla luce dei recenti risultati, che prospettive ci sono per la cura del Covid-19?

«Il nostro studio suggerisce di analizzare il DNA dei soggetti gravi alla ricerca di mutazioni dei geni che sono attivi nell’immunità innata per arrivare ad una terapia personalizzata».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Il grande fallimento di Immuni. Sull’app presenti solo il 2% dei positivi
L'app Immuni è stata un gran fallimento in Italia. Attualmente l'applicazione segnala solo il 2% dei positivi e si stima che abbia contribuito al tracciamento di solo l'1% dei casi. Ma le app di tracciamento hanno fallito anche negli altri paesi d'Europa.
Covid, chi sono gli immuni per natura?
Uno studio internazionale a cui partecipa l’Università di Tor Vergata di Roma analizza il DNA dei soggetti resistenti al virus. Novelli: «L’interferone potrebbe avere un ruolo fondamentale. Se manca o viene eliminato in fretta si rischia di più. Obiettivo è mettere a punto un farmaco efficace contro il virus»
di Federica Bosco
Immuni, quasi 10 milioni di download ma poche notifiche. Volpi (M5S): «Servono linee guida per i medici di famiglia»
La deputata del Movimento 5 Stelle: «Le Asl non sempre hanno caricato i dati, con call center possibile svolta»
Immuni supera i 4 milioni di download. Uno dei padri della App: «Non sono soddisfatto»
L'app italiana di contact tracing «funziona sempre, non serve che la scarichi il 60% della popolazione, questa è una bufala». Luca Ferrari, co-founder della società spiega che Immuni è sicura e rispetta la privacy
App Immuni: disponibile sugli store Apple e Google
È scaricabile da oggi in tutta Italia l’app Immuni, disponibile gratuitamente negli store di Apple e Google. Si tratta di un innovativo supporto tecnologico che si affianca alle iniziative già messe in campo dal Governo per limitare la diffusione del virus Covid-19. E’ stato sviluppato nel rispetto della normativa italiana e di quella europea sulla […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 1° luglio, sono 547.500.575 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.335.874 i decessi. Ad oggi, oltre 11,74 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dall...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali