Salute 26 Maggio 2021 15:10

ICT, domotica, sensoristica e robotica: ecco il futuro tecnologico della geriatria

Pilotto (Sigot): «Tra i robot di ultima generazione c’è quello Anticaduta: individua le carenze dell’individuo che lo espongono al rischio di caduta ed elabora un training personalizzato per rinforzare gli aspetti risultati deficitari, che siano muscolari, sensoriali o di equilibrio»

di Isabella Faggiano

Immaginiamo di essere su un autobus: che cosa accade al nostro corpo se l’autista frena improvvisamente? Abbiamo la sensazione di perdere l’equilibrio, ma grazie ad una reazione automatica multifattoriale e multisensoriale, riusciamo a mantenere la nostra posizione di partenza. Almeno fin quando godiamo di buona salute. Se è una persona anziana a trovarsi nella medesima situazione, infatti, è molto probabile che avrà qualche difficoltà ad attutire il colpo.

Il robot anticaduta

Calcolare il rischio di caduta, evitando di esporre l’anziano ad inutili pericoli, è possibile grazie all’utilizzo di un robot specializzato in diagnostica che, non a caso, si chiama Robot Anticaduta. La sua efficacia è in corso di sperimentazione all’ospedale Galliera di Genova. «Lo scorso anno – racconta Alberto Pilotto, presidente SIGOT (la Società Italiana Geriatria Ospedale e Territorio) e direttore del dipartimento di Cure Geriatriche all’ospedale genovese – abbiamo analizzato 150 anziani e circa un terzo dei partecipanti è risultato particolarmente esposto al il rischio di caduta. Pericolo confermato nei 12 mesi successivi: quasi tutti gli anziani ritenuti a rischio, con un’accuratezza di circa il 90%, hanno effettivamente subito una caduta». Un risultato che ha spinto i ricercatori ad andare oltre. «Una volta identificato il rischio di caduta – continua Pilotto – abbiamo utilizzato lo stesso robot per la programmazione di esercizi personalizzati, in grado di sviluppare i muscoli e l’equilibrio, al fine di restituire l’orientamento alla persona anziana».

Robotica personalizzata

Grazie a questa tecnologia è possibile simulare ed esercitarsi ad affrontare al meglio situazioni della vita reale. «Il paziente viene posizionato su una piattaforma e il robot, riproducendo dei pericoli del quotidiano (come ad esempio la frenata brusca di autobus), individua le carenze dell’individuo e lo sottopone ad un training di 45 minuti, tre volte alla settimana, per rinforzare gli aspetti risultati deficitari, che siano muscolari, sensoriali, di equilibrio. La simulazione – aggiunge il presidente della SIGOT -, e quindi l’allenamento, viene svolta sia in posizione eretta che seduta».

Robotica umanoide

Oltre alla robotica personalizzata, nello stesso ospedale, è in sperimentazione la robotica umanoide. «Pepper è un robot umanoide – continua il presidente della Sigot – utilizzato per la riabilitazione di gruppo. In particolare, stiamo testando la sua efficacia nel progetto “Ro.sa” (Robot e sarcopenia). Gli anziani coinvolti, tutti affetti da perdita della massa e della forza muscolare a causa dell’invecchiamento, seguono gli esercizi proposti da Pepper. Il robot umanoide, grazie ai suoi occhi tecnologi e ai sensori posizionati sugli arti e il tronco dei pazienti, riesce a rilevare eventuali errori nella pratica degli esercizi fisici, proponendone la correzione. I risultati – sottolinea Pilotto – mostrano che gli effetti benefici per la muscolatura sono gli stessi ottenuti con l’aiuto del fisioterapista. In più, gli anziani appaiono maggiormente motivati a seguire l’allenamento proposto da Pepper, ritenendolo un momento ludico e di divertimento».

Oltre alla robotica

La robotica è tra le ultime frontiere della tecnologie applicate alla diagnostica ed al trattamento in ambito geriatrico, ma non l’unica. «Le tecnologie utilizzate in ambito sanitario, oltre alla robotica, possono essere suddivise in altre tre principali categorie: l’ICT (Information and Communication Technology), la domotica e la tecnologia sensoristica. Tutte strumentazioni in grado, in maniera e misura diversa, di migliore la vita dei nostri pazienti», assicura lo specialista.
Ma se lo sviluppo di questi modelli procede spedito in alcune realtà, con un’ulteriore accelerazione imposta dalla pandemia da Covid-19, restano ancora molti ostacoli da superare affinché la diffusione sia capillare. «Innanzitutto – evidenzia Pilotto -, la rete, che non è diffusa ed efficiente ovunque. Poi l’effettivo utilizzo dei device, spesso anche costosi. In terzo luogo, l’alfabetizzazione digitale va ancora costruita, visto che non solo gli anziani, ma anche i caregiver spesso non sono competenti. Poi, c’è la messa in rete: non esiste un’anagrafica dei pazienti, ancor meno di quelli fragili. Non c’è nulla da dimostrare in merito all’efficacia della tecnologia, ma bisogna ragionare su come migliorarne l’implementazione. Entro a 4-5 anni le tecnologie dovranno essere diffuse ovunque e, per questo, è necessario agire in fretta. Affinché – conclude il presidente SIGOT – non restino un privilegio di pochi centri di eccellenza, ma una realtà alla portata di tutti».

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Medicina estetica, con i fili di trazione lifting non chirurgico e risultati garantiti? Cosa dice l’esperto
Domenico Centofanti, vicepresidente SIME, analizza l’ultima moda in ambito estetico: costi, benefici ed effetti collaterali: «Terapia efficace e poco invasiva, con ridotti rischi di complicanze. Indicata per pazienti con un grado di lassità cutanea lieve e anche per chi ha già fatto botox e filler»
di Federica Bosco
Amenorrea e calo della libido, ecco i campanelli d’allarme dell’iperprolattinemia secondo AME
Renato Cozzi, presidente eletto AME: «La pandemia ha reso più difficile l’accesso agli ambulatori di endocrinologia e questo può avere ritardato anche le diagnosi»
Il 21 novembre è la giornata dell’assistente sanitario
Una data scelta in onore dell’anniversario della Carta di Ottawa, sottoscritta da tutti gli Stati appartenenti alla Organizzazione mondiale della Sanità nel 1986
Recuperare le liste di attesa: le risorse ci sono, ma sono utilizzate? E in che modo? L’indagine CIMO-LAB
Quici: «Non vorremmo, a questo punto, che a qualche decisore politico “illuminato” venga nuovamente l’idea di fronteggiare il problema delle liste d’attesa bloccando l’attività libero professionale del medico»
Orienta è la prima Agenzia per il Lavoro a diventare Dyslexia Friendly
Sono 2 milioni le persone con dislessia e altri disturbi specifici dell’apprendimento in Italia (4% della popolazione). Di questi 300mila vanno a scuola e 16mila all’Università. Sono 12mila coloro che, ogni anno, entrano nel mondo del lavoro. Per la prima volta quest’anno un’agenzia interinale è stata certificata Dyslexia Friendly
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 30 novembre, sono 262.221.568 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 5.208.466 i decessi. Ad oggi, oltre 7,95 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&n...
Ecm

Proroga ECM in scadenza, De Pascale (Co.Ge.A.P.S.): «Inviate agli Ordini posizioni formative degli iscritti»

Il presidente del Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie a Sanità Informazione: «Pronti ad affrontare fine proroga, poi Ordini valuteranno che azioni intraprendere con inadem...
Salute

Covid-19, tre categorie per 10 potenziali terapie contro il virus

La Commissione Europea sta definendo una rosa di 10 potenziali terapie per il Covid-19. Come agiscono questi farmaci? Quando è possibile somministrali? A chi? Risponde, a Sanità Informaz...
di Isabella Faggiano