Salute 8 Luglio 2021 11:34

I disturbi del comportamento alimentare sono aumentati del 30% tra i giovanissimi

Le cause secondo la psicologa: «Equilibri familiari saltati, esposizione costante al cibo, instabilità continua tra chiusure e riaperture. La DAD? Un trigger pericoloso per i soggetti a rischio»

I disturbi del comportamento alimentare sono aumentati del 30% tra i giovanissimi

La pandemia ha generato, tra i tanti altri danni “collaterali”, un aumento dell’incidenza fino al 30% e una precocità di insorgenza dei disturbi del comportamento alimentare quali anoressia nervosa e bulimia, soprattutto tra gli adolescenti e i pre-adolescenti (dai 9 ai 15 anni). Si tratta di disturbi che costituiscono due lati della stessa medaglia, con i medesimi fattori predisponenti, acuiti dalle attuali condizioni psicosociali. Abbiamo analizzato il fenomeno insieme alla psicologa Paola Medde, coordinatrice del Gruppo di Lavoro Psicologia e Alimentazione presso l’Ordine degli Psicologi del Lazio.

Continua esposizione al cibo e venir meno di strumenti “contenitivi”, un mix pericoloso per i soggetti a rischio

«Sicuramente la pandemia ha aumentato il livello di complessità del vivere quotidiano, togliendo ai giovanissimi gran parte delle loro “reti di supporto”, tra cui la socialità – spiega la psicologa -. In particolare per chi già covava un rapporto complesso con l’alimentazione, l’aggravante è stato il venir meno della possibilità di fare attività sportiva per lunghi periodi di tempo, perché l’attività sportiva è uno strumento che permette, a chi ha un rapporto complesso con il proprio peso e la propria immagine corporea, di contenere e controllare questo tipo di ansia».

«Per contro, durante la pandemia c’è stata una continua esposizione al cibo e questo, associato al venir meno dei meccanismi di controllo, ha in molti casi slatentizzato un disturbo alimentare già presente. Se consideriamo anche la carenza di molti servizi sanitari deputati alla presa in carico di questi disturbi – prosegue – è chiaro che questi si siano esacerbati».

«Contemporaneamente molte situazioni conflittuali nelle famiglie si sono amplificate, con crisi di coppia, depressioni dovute alla perdita del lavoro, interi equilibri saltati ad assistere ai quali ci sono stati, ovviamente, i figli. Questo, nei ragazzi più fragili o che hanno più difficoltà a gestire le loro emozioni e a comunicarle, ha avuto un impatto devastante».

Tra le cause, l’altalena emotiva delle chiusure e riaperture

«Al contrario di quanto si potrebbe credere – osserva Medde – le riaperture non hanno costituito fonte di giovamento per i ragazzi alle prese con questi disturbi. Perché, per fare un esempio, con le riaperture delle scuole molti di loro non hanno trovato gli stessi compagni, magari a causa di un turno diverso. E noi sappiamo bene quanto poter contare sui propri punti fermi, anche a livello di socialità, sia importante per gli adolescenti in difficoltà. Questo dover fare i conti con una realtà diversa rispetto alla propria “comfort zone” – precisa la psicologa – ha fatto, in questo senso, anche più danni dell’isolamento».

Un altro fattore che caratterizza in generale le persone affette da disturbi alimentari è una continua ansia da prestazione, perfezionismo, mancanza di accettazione delle “sfumature” e di conseguenza la percezione di fallimento che accompagna qualsiasi risultato si discosti da un ideale. «La DAD è stata un trigger micidiale per tutti questi aspetti – sostiene la psicologa -. La performance scolastica asettica, non mediata dal rapporto reale, unita alla fretta dei docenti di portare a termine i programmi ministeriali, ha contribuito ad aumentare un disagio espresso, appunto, con l’anoressia nervosa in cui il soggetto ha la sensazione di raggiungere un risultato considerato “vincente” attraverso il controllo estremo del proprio peso».

I segnali da non sottovalutare

La chiave per gestire in modo corretto un disturbo del comportamento alimentare è, indipendentemente dal contesto sociosanitario in cui siamo calati, saperlo intercettare precocemente, quando è ancora latente. Come? Attraverso una serie di segnali.

«Vero è – osserva Medde – che nella stragrande maggioranza dei casi, quando i segnali sono evidenti, come un drastico calo ponderale, il disturbo è già esploso. Proprio per questo, è fondamentale che i genitori prestino attenzione ad alcuni “segni prodromici” nei figli, che possono essere l’improvviso disinteresse nei confronti del piatto preferito, il fare riferimento al proprio corpo come qualcosa di non accettato, il continuo guardarsi allo specchio, usare abiti particolarmente larghi, cambiamenti nel tono dell’umore (tristezza o irascibilità)».

«Il disturbo del comportamento alimentare non nasce mai dal nulla – conclude la psicologa – ma affonda le sue radici in una bassa autostima dovuta spesso a contesti familiari che non incoraggiano la comunicazione empatica e al tempo stesso spingono fortemente al raggiungimento di obiettivi di eccellenza scolastica. Per questo instaurare un dialogo efficace con i propri ragazzi è fondamentale, sin dall’infanzia».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Nel post pandemia raddoppiati i casi di «cecità funzionale» correlati ad ansia e disagio psicologico
Secondo un’analisi dell’Ospedale San Giuseppe di Milano, il problema, noto come «perdita visiva o cecità funzionale», ha subito un aumento significativo nel periodo successivo alla pandemia. L’ipotesi degli esperti è che il disturbo, essendo di natura psico-somatica, sia cresciuto a causa degli effetti della pandemia sul benessere psicologico della popolazione, soprattutto bambini e adolescenti
Dall’inizio della pandemia +25% della spesa per i servizi di salute mentale rivolti ai giovani
La spesa per i servizi di salute mentale per bambini e adolescenti è aumentata di oltre un quarto dall’inizio della pandemia. L’uso della telemedicina, invece, si è stabilizzato. Questo è quanto emerso da un nuovo studio pubblicato su JAMA Network Open
Covid: efficacia del vaccino sottovalutata, studio rivela «falla» in trial clinici
L'efficacia del vaccino anti-Covid potrebbe esser stata sottovalutata. A fare luce su una nuova «falla» è stato uno studio condotto da un team di scienziati del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dell’Università di Salerno
Aviaria: nuova variante del virus più vicina all’uomo, timori per possibile pandemia
Un sottotipo del virus dell'influenza aviaria, endemico negli allevamenti di pollame in Cina, sta subendo cambiamenti mutazionali che potrebbero aumentare il rischio di trasmissione della malattia agli esseri umani. E' l'avvertimento lanciato da un gruppo di ricercatori cinesi e britannici in uno studio pubblicato sulla rivista Cell
Covid, Oms Europa: sono 36 milioni i cittadini con Long Covid, continuare con vaccini
La pandemia è stata ufficialmente dichiarata conclusa, ma ancora oggi ci sono ben mille morti a settimana in Europa. Nel frattempo, sale anche il conteggio delle vittime del Long Covid, la sindrome post-infezione, che in 3 anni è arrivata a colpire 36 milioni di persone, sempre in Europa, 1 persona su 30. Questi sono alcuni dei dati presentati questa mattina da Hans Kluge, direttore dell'Ufficio regionale europeo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms)
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

World Obesity Day: oltre un miliardo di obesi nel mondo, quadruplicati in 30 anni i bimbi oversize

L'analisi pubblicata su ‘Lancet’: la quota di 'oversize' fra gli adulti è più che raddoppiata nelle donne e quasi triplicata negli uomini dal 1990 al 2022, nell'arco di una t...
di I.F.
Advocacy e Associazioni

Anziani, il ‘Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza’ al Premier: “Riformare i servizi domiciliari e riqualificare le strutture residenziali”

Le 60 organizzazioni che hanno sottoscritto il 'Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza' in una lettera aperta al Premier Meloni: “Lo schema di decreto legislativo recante disposizi...
Advocacy e Associazioni

Cancro delle ovaie: e se fosse possibile diagnosticarlo con un test delle urine? Nuove speranze per la diagnosi precoce

Cafasso (ALTo): “La sopravvivenza a cinque anni delle pazienti che scoprono la malattia ad un primo stadio si aggira intorno al 85-90%, percentuale che si riduce drasticamente al 17% nel quarto ...
Advocacy e Associazioni

Screening oncologici, da Pazienti e Clinici la richiesta di un’azione più incisiva per ampliare l’offerta e aumentare l’adesione dei cittadini

Tra le proposte degli esperti: introdurre la prevenzione come materia di insegnamento nelle scuole, digitalizzare i processi di invito allo screening, promuovere un’informazione costante e capil...
di I.F.