Salute 9 Ottobre 2023 23:48

I disinfettanti possono favorire la resistenza agli antibiotici di un superbatterio mortale

La maggior parte dei microbi muore se esposta ai comuni prodotti per la pulizia, ma i residui di questi disinfettanti potrebbero spingere i batteri mortali a diventare resistenti agli antibiotici. Questo è il risultato allarmante di uno studio condotto dalla Macquarie University di Sydney e pubblicato sulla rivista Nature Microbiology

I disinfettanti possono favorire la resistenza agli antibiotici di un superbatterio mortale

La maggior parte dei microbi muore se esposta ai comuni prodotti per la pulizia, ma i residui di questi disinfettanti potrebbero spingere i batteri mortali a diventare resistenti agli antibiotici. Questo è il risultato allarmante di uno studio condotto dalla Macquarie University di Sydney e pubblicato sulla rivista Nature Microbiology. I biocidi, che comprendono disinfettanti e antisettici, sono sostanze chimiche ampiamente utilizzate nelle famiglie, negli ospedali e nell’industria manifatturiera per eliminare i microrganismi patogeni come i batteri. Tuttavia, sono aumentati i timori che il loro uso diffuso possa stimolare la resistenza agli antibiotici spingendo i batteri ad evolversi in modi che li rendano meno vulnerabili ai farmaci.

I biocidi possono compromettere la potenza degli antibiotici

Nel nuovo studio gli scienziati si sono concentrati su una specie di batteri multiresistenti chiamata Acinetobacter baumannii, che ogni anno colpisce migliaia di pazienti negli ospedali statunitensi. I ricercatori hanno rivelato che bassi livelli di diversi biocidi comuni – ad esempio quelli che rimarrebbero sulle superfici e che sono difficili da rimuovere dall’ambiente – possono spingere il germe ad acquisire tolleranza agli antibiotici. Nello specifico, A. baumannii diventa resistente agli antibiotici che colpiscono l’interno delle cellule batteriche, impedendo loro di produrre nuovo DNA o proteine. «La nostra scoperta suggerisce che i biocidi a bassa concentrazione possono compromettere la potenza degli antibiotici e portare allo sviluppo di resistenza agli antibiotici», spiega Liping Li, autore principale dello studio e ricercatore presso la Macquarie University di Sydney. «Pensiamo che siano necessarie ulteriori indagini sugli effetti collaterali dei biocidi residui negli scenari del mondo reale per garantire che stiamo utilizzando queste preziose sostanze chimiche in modo saggio e sicuro», aggiunge.

I ricercatori hanno identificato i geni legati alla sopravvivenza del batterio A. baumannii contro gli antibiotici

A. baumannii vive normalmente nel suolo e nell’acqua. È un agente patogeno opportunistico, nel senso che di solito non danneggia le persone sane ma può cogliere l’occasione per attaccare chi ha un sistema immunitario indebolito o per entrare nel corpo dei pazienti ospedalizzati attraverso ferite aperte. L’A. baumannii può causare malattie gravi – tra cui polmonite, infezioni del sangue e meningite da infezione del sistema nervoso – e vari ceppi hanno sviluppato resistenza a più antibiotici. Gli autori del nuovo studio hanno introdotto mutazioni nel genoma di A. baumannii per determinare quali geni avrebbero aiutato il batterio a sopravvivere se trattato con 10 biocidi. Esponendo i batteri mutanti a diversi detergenti, i ricercatori hanno identificato molti di questi geni legati alla sopravvivenza; alcuni codificano per proteine ​​nella parete che circonda le cellule batteriche, altri codificano per proteine ​​all’interno delle cellule, comprese le proteine ​​coinvolte nel metabolismo o nella respirazione, il processo mediante il quale le cellule producono «carburante».

Bassi livelli di biocida non sono in grado di eliminare i batteri

Secondo gli esperimenti del team di ricerca, uno dei modi principali in cui questi biocidi uccidono i batteri è interrompendo l’attività elettrica attraverso le loro membrane cellulari; questo ostacola la capacità delle cellule di produrre «carburante». Ma i ricercatori hanno scoperto che se la concentrazione del biocida non è abbastanza alta, questo non ucciderà i batteri, anzi li renderà più forti. Infatti, in sette dei dieci biocidi testati, bassi livelli di prodotto erano sufficienti per interrompere l’attività della membrana ma non per uccidere i batteri. Inoltre, questa esposizione di basso livello ha fatto sì che gli antibiotici che prendevano di mira l’interno delle cellule non potessero infiltrarsi nei batteri con la stessa facilità. Due trasgressori particolarmente gravi sembravano essere la clorexidina e il benzalconio.

Occorre una gestione responsabile dei detergenti

Lo studio è stato condotto solo su piastre di laboratorio, non in un ambiente reale come un ospedale. Tuttavia, secondo i ricercatori potrebbe essere il momento di parlare di «gestione responsabile dei biocidi». La cosiddetta gestione degli antibiotici rappresenta uno sforzo fondamentale per fermare l’uso improprio di questi farmaci e quindi limitare la pressione che normalmente spinge i batteri verso la resistenza. Gli autori dello studio ritengono che potrebbe essere necessaria anche la gestione dei biocidi. La «preoccupazione principale» della gestione responsabile dei biocidi sarebbe quella di capire come ridurre la quantità di biocidi residui nell’ambiente dopo la pulizia, per evitare che i batteri siano esposti a concentrazioni troppo basse di detergenti e quindi impedire loro di acquisire la resistenza.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Allarme antibiotico-resistenza, molti farmaci non funzionano più contro comuni infezioni infantili
Uno studio dell'Università di Sidney ha concluso che molti farmaci per il trattamento di infezioni comuni nei bambini e nei neonati non sono più efficaci in gran parte del mondo.L'allarme è stato lanciato sulla rivista The Lancet Regional Health Southeast Asia
Antibiotici, Pregliasco: “Uso inappropriato di fluorochinoloni rischioso per la salute”
In Italia si abusa di antibiotici fluorochinoloni. Fabrizio Ernesto Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi, Sant'Ambrogio, e professore all’Università degli Studi di Milano, spiega a Sanità Informazione i possibili pericoli
Streptococco, test rapidi e antibiotici: ecco la guida dei pediatri SIP
All'aumento dei casi di streptococco e all'attuale carenza di antibiotici in Italia la Società italiana di pediatria (SIP) ha risposto con una guida semplice e pratica per affrontare il batterio. Messa a punto dal Tavolo Tecnico Malattie Infettive e Vaccinazioni della SIP, guidato da Susanna Esposito
Tumori: il microbiota intestinale può aumentare l’efficacia dell’immunoterapia
L'immunoterapia ha rivoluzionato il trattamento di molte forme di tumore. Tuttavia, non tutti i pazienti ne beneficiano allo stesso modo e ancora oggi non ne conosciamo chiaramente le motivazioni. Ora un nuovo studio dell'Harvard Medical School e del Dana-Farber Cancer Institute suggerisce un nuovo possibile fattore chiave che potrebbe influenzare i risultati della terapia immunitaria:  il microbiota intestinale di un individuo, ovvero quei miliardi di microorganismi che vivono nell'intestino umano
Streptococco B, presto in arrivo vaccini. LSHTM: «Proteggere donne incinte salverebbe migliaia di vite»
Un programma globale di immunizzazione delle donne incinte contro lo Streptococco B potrebbe portare a un risparmio considerevole in termini di costi sanitari, perdita di vite e di disabilità. Questa è la conclusione a cui è giunto un gruppo di ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine in uno studio pubblicato sulla rivista Plos Medicine
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Politica

In arrivo il nuovo Piano Nazionale Cronicità. Previsto maggior coinvolgimento dei pazienti e dei caregiver

Il documento redatto dal Ministero della Salute sbarca in Stato-Regioni. Nelle fasi e negli obiettivi che lo compongono, l'erogazione di interventi personalizzati attraverso il coinvolgimento di pazie...
di G.R.
Salute

Gioco patologico, in uno studio la strategia di “autoesclusione fisica”

Il Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale dell'Università Tor Vergata ha presentato una misura preventiva mirata a proteggere i giocatori a rischio di sviluppare problemi leg...
Salute

Cervello, le emozioni lo ‘accendono’ come il tatto o il movimento. Lo studio

Dagli scienziati dell'università Bicocca di Milano la prima dimostrazione della 'natura corporea' dei sentimenti, i ricercatori: "Le emozioni attivano regioni corticali che tipicamente rispondo...
Advocacy e Associazioni

Porpora trombotica trombocitopenica. ANPTT Onlus celebra la III Giornata nazionale

Evento “WeHealth” promosso in partnership con Sanofi e in collaborazione con Sics Editore per alzare l’attenzione sulla porpora trombotica trombocitopenica (TTP) e i bisogni ancora i...