Salute 25 Agosto 2015

Agosto… guardia medica turistica non ti conosco

Appena il 10% delle località turistiche italiane coperte dal servizio: disagi per i turisti e turni massacranti per i medici in servizio. Scotti (Fimmg): «Cartina al tornasole delle lacune del Ssn»

Immagine articolo

Sole, mare, relax. Ma attenzione, badate bene a non avere bisogno di cure mediche. Chi, suo malgrado, si è trovato, durante le vacanze, a dover ricorrere alla guardia medica ha avuto modo di constatare in prima persone che si tratta di un servizio ormai in via d’estinzione.


Non è proprio una scoperta sensazionale: è infatti arcinoto che solo il 10% delle località italiane meta di vacanze mettano a disposizione, attraverso le Asl, questo particolare servizio.

Perché? La crisi economica resta la principale causa, ma si ravvisano ad ogni modo anche criticità organizzative e gli immancabili bracci di ferro tra Regioni e Comuni: spesso i sindaci trovano muri invalicabili di fronte alle loro rivendicazioni, nonostante la legge preveda espressamente che deve essere garantita la presenza di un medico sempre in servizio ogni 5mila abitanti. Ma nelle località turistiche ai residenti si sommano i villeggianti.

Che siano centinaia o migliaia, quando viene meno l’indispensabile filtro della guardia medica, finiscono – ovviamente in proporzioni differenti – per alterare gli equilibri e soprattutto ad intasare il pronto soccorso, spesso già al limite con personale ridotto all’osso costretto a sopportare quei turni massacranti, che nonostante il veto della direttiva europea 2003/88, sono diventati una routine oltre che un’arma a doppio taglio: da una parte si costringe il personale a lavorare sotto pressione, allo stremo delle forze senza poter escludere errori umani provocati dalla stanchezza; dall’altra si espone lo Stato inadempiente ad una nuova ondata di ricorsi e di conseguenza all’ennesimo salasso per le già martoriate casse pubbliche.

Per la Federazione dei Medici di medicina generale (Fimmg) il caso delle guardie mediche turistiche rappresenta «Un vero e proprio paradosso in un Paese a vocazione turistica, dove però praticamente non si investe nell’assistenza sanitaria per gli ospiti». A  denunciarlo all’Adnkronos Salute, è Silvestro Scotti, vicesegretario della Federazione che racchiude i medici di famiglia, parlando di «un tallone d’Achille del sistema di cure primarie».

Turisti e villeggianti, spesso anziché ricorrere al pronto soccorso (magari anche dopo aver atteso per ore, invano, in sala d’attesa) ricorrono a cure “fai da te” o in alternativa ad un consulto privato. Capita anche, però, che laddove sia garantito, il servizio sia inadeguato: poco personale, sedi disagiate e per di più male attrezzate.

«In realtà – spiega ancora Scotti – la guardia turistica così come siamo abituati ad immaginarla, con un singolo medico incaricato dell’ambulatorio, non dovrebbe esistere più dal 2005. Le Asl dovrebbero organizzare l’assistenza turistica con i medici delle cure primarie già disponibili nell’area per le 24 ore, potenziando dove serve. Ma si tratta di regole inapplicate». Per il vice-segretario della Fimmg, comunque, «sarebbero necessarie indicazione più precise anche nel contratto. Ciò renderebbe più facile l’organizzazione del servizio. Il buco dell’assistenza turistica, comunque, è la cartina di tornasole di una mancanza di attenzione più generalizzata alle cure primarie che dovrebbero rappresentare – non solo a parole – la spina dorsale del sistema».

Articoli correlati
Prevenzione, Nausicaa Orlandi (Chimici e Fisici): «Dall’acqua agli alimenti, nostro ruolo fondamentale. Servono più professionisti per garantire tutela della salute»
La Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici, che conta 9mila professionisti, chiede la presenza ai tavoli di lavoro e sottolinea «Prevenzione significa migliore qualità della vita, minore ospedalizzazione e minore angoscia per il cittadino e per il consumatore»
Medici sotto attacco, Rossi (OMCeO Milano): «La classe medica è massacrata. Il nostro lavoro è sottopagato e sotto considerato»
«Poi non stupiamoci se i reparti si desertificano, il territorio si sguarnisce e i medici vanno all’estero. Questa situazione non ha alcun senso». Così il presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, che accoglie la proposta di istituire un Arbitrato della Salute
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone
La lettera di un medico stressato: «Il mio lavoro sta prosciugando la mia umanità»
«L’ultimo tuo contatto umano, poco prima che le tue condizioni peggiorassero velocemente e morissi, è stato con un medico stressato e distaccato, che ha interrotto il tuo ricordo felice. Ti chiedo scusa, ma la colpa non è mia»
Usa, salute dei medici a rischio. Report Medscape: un medico su due colpito da burnout. Il 14% ha pensato al suicidio
Stress, stanchezza, ansia e depressione possono nascondersi sotto il camice bianco. Quasi un medico su due è infatti colpito dalla ‘sindrome del burnout‘, un esaurimento fisico e psicologico che può mettere a rischio la salute del professionista e non solo. È quanto rivela una nuova indagine, ‘Medscape National Physician Burnout, Depression & Suicide Report 2019’, […]
Giovane dottoressa aggredita a Bagheria si sfoga su Facebook: «Siamo soli, quel posto è un ring». Maio (FIMMG CA): «Subito legge per procedibilità d’ufficio»
L'episodio avvenuto nella guardia medica della località vicino Palermo: 15 giorni di prognosi. Sui social tutta la sua amarezza. «Nelle sue parole ci riconosciamo tutti, fino a quando potremo andare avanti così?», sottolinea Tommasa Maio, responsabile FIMMG Continuità assistenziale
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, ecco perché ai medici conviene. Cavallero (Cosmed): «È l’unico modo per programmare un’uscita dal lavoro prima dei 70 anni»

La norma voluta dal governo permetterà a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 di poter guadagnare anni di contribuzione pagando 5240 euro per ogni anno di studio. «Dobbiamo capire perché universitar...
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone