Salute 3 Maggio 2024 15:29

Giornata Mondiale per l’igiene delle mani, Siliquini (Siti): “Un gesto banale che può salvare milioni di vite”

“Lavarsi le mani è un gesto semplice e banale, ma che può salvare molte vite negli ospedali e fuori”. E’ il messaggio che Roberta Siliquini, presidente della Società italiana igiene medicina preventiva e sanità pubblica (Siti) e professoressa ordinaria di Igiene presso l’Università degli Studi di Torino, lancia in vista della Giornata Mondiale per l’igiene delle mani che si celebra il prossimo 5 maggio

Giornata Mondiale per l’igiene delle mani, Siliquini (Siti): “Un gesto banale che può salvare milioni di vite”

Lavarsi le mani è un gesto semplice e banale, ma che può salvare molte vite negli ospedali e fuori”. E’ il messaggio che Roberta Siliquini, presidente della Società italiana igiene medicina preventiva e sanità pubblica (Siti) e professoressa ordinaria di Igiene presso l’Università degli Studi di Torino, lancia in vista della Giornata Mondiale per l’igiene delle mani che si celebra il prossimo 5 maggio. Lo scopo di questa giornata è quella di mantenere alta l’attenzione sull’importanza dell’igiene delle mani e rafforzare l’impegno delle persone a sostenere il miglioramento di questa procedura in tutto il mondo. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ritiene che l’igiene delle mani sia una procedura estremamente semplice, veloce e a basso costo, che ha però un’elevata importanza in ambito sanitario. Se eseguita nei momenti giusti e nel modo corretto può salvare milioni di vite ogni anno.

Il lavaggio delle mani è una buona “arma” per prevenire l’antimicrobicoresistenza

Il tema della campagna di quest’anno è: “Promuovere la conoscenza tra gli operatori sanitari e lo sviluppo delle loro capacità attraverso una formazione professionale, innovativa e di impatto, sulla prevenzione e il controllo delle infezioni, inclusa l’igiene delle mani”. Lo slogan è: “Perché condividere le conoscenze sull’importanza dell’igiene delle mani è ancora così importante? Perché aiuta a ridurre la diffusione di patogeni pericolosi nel contesto dell’assistenza sanitaria”. Il timore è anche per la diffusione di agenti patogeni resistenti alle attuali terapie in uso. “Purtroppo l’Italia non brilla per i dati sull’antimicrobicoresistenza“, sottolinea Siliquini. “Nella maggior parte dei casi di infezioni resistenti agli antibiotici riguarda casi di trasmissione tra operatori sanitari e pazienti. In questo contesto – continua – il lavaggio delle mani è certamente un fattore cruciale per prevenire le infezioni e le morti legate all’assistenza dei malati”.

Solo 1 italiano su 2 pensa che lavarsi le mani sia importante

“Con la pandemia abbiamo imparato a riconoscere l’importanza di proteggerci dalle malattie infettive anche attraverso il lavaggio delle mani”, sottolinea Siliquini. “Rispettare questa buona norma di igiene non ci difende solo dalla trasmissione delle infezioni respiratorie, ma anche quelle oro-fecali con vantaggio sia dei pazienti che per tutto il Servizio sanitario nazionale. Le infezioni – continua – rappresentano un costo importante, non solo di vite umane, ma anche economiche per la sanità pubblica”. Tuttavia, l'”effetto pandemia” sull’attenzione degli italiani al lavaggio delle mani si è esaurito molto presto: solo uno su due (54%) dichiara che lavarsi le mani è divenuto più importante con la pandemia e il 45% degli intervistati afferma di lavarle più frequentemente, contro il 55% dello scorso anno. Almeno stando a quanto emerso da un’indagine su 800 persone svolta per il secondo anno consecutivo dall’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, nato dalla collaborazione tra Gruppo Credem e Alta Scuola in media comunicazione e spettacolo (Almed) dell’Università Cattolica.

Cala la frequenza di utilizzo di gel e salviette igienizzanti

Dall’indagine emergono ulteriori segnali della flessione del grado di attenzione su questi temi. In particolare, si legge, “il 22% degli intervistati dichiara di aver ridotto il lavaggio delle mani. Il sapone è utilizzato dal 97% degli intervistati, con una maggiore diffusione del sapone liquido (87%) rispetto alla classica saponetta (32%). L’utilizzo di gel e salviette risulta meno frequente: il 25% degli intervistati usa gel igienizzante e il 7% le salviette Il 16% delle persone è a conoscenza dell’esistenza di una Giornata mondiale dedicata all’igiene mani, dato incoraggiante se confrontato con il 13% registrato lo scorso anno. Altrettanto positivo è il dato sulla consapevolezza legata all’igiene respiratoria (il 77% della popolazione è a conoscenza del fatto che la corretta etichetta per l’igiene respiratoria consiste nel tossire nella piega del gomito) e all’igiene del cellulare. Il 65% della popolazione lo identifica infatti come potenziale veicolo di germi, contro il 63% precedente A fronte di queste prove, però, solo il 37% dichiara di disinfettare lo smartphone con prodotti specifici, di cui il 25% almeno una volta al giorno”.

Siliquini: Lavarsi le mani deve diventare un’abitudine irrinunciabile”

Permangono le differenze legate al genere e all’età. “Le donne si lavavano le mani più spesso degli uomini – evidenzia l’indagine – con una media di 7,1 volte al giorno rispetto alle 6,3 degli uomini. Inoltre, gli over 65 tendono a lavarsi le mani meno frequentemente rispetto ai più giovani, con una media di 6,2 volte al giorno contro il 7,14 della fascia d’età compresa tra i 45 ei 64 anni”. Ma, secondo gli esperti, è fondamentale che l'”educazione” al lavaggio delle mani avvenga prima possibile nella vita di una persona. “Andrebbe impartita nelle scuole e a casa, fin da piccolissimi: lavarsi le mani deve diventare un’abitudine irrinunciabile per tutti”, conclude Siliquini.

 

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